Considerato uno dei migliori giocatori della storia del calcio, occupa la 31ª posizione nella speciale classifica dei migliori giocatori del XX secolo pubblicata dalla rivista World Soccer e la 15ª posizione nell'omonima lista stilata dall'IFFHS. La FIFA lo ha inoltre piazzato all'ottavo posto nella classifica dei migliori numeri dieci della storia del calcio, mentre nel marzo del 2004 Pelé lo ha inserito nella FIFA 100, la lista dei 125 migliori calciatori viventi, redatta in occasione del Centenario della FIFA.
A livello individuale ha vinto il Pallone d'oro nel 1990, diventando il primo giocatore dell'Inter a ottenere tale riconoscimento, ed è stato eletto calciatore dell'anno FIFA nel 1991. Oltre a ciò, è stato premiato come calciatore tedesco dell'anno nel 1990 e nel 1999. Il 9 marzo 2018, in concomitanza col 110º anniversario della fondazione dell'Inter, è stato il primo centrocampista inserito nella Hall of Fame del club milanese.
Dopo cinque stagioni nel , è passato al , con cui in quattro anni ha vinto tre campionati tedeschi, una Coppa e una Supercoppa di Germania. Nel 1988 si è trasferito all', affermandosi definitivamente a livello internazionale e conquistando un campionato italiano, una Supercoppa nazionale e una Coppa UEFA. Conclusa dopo quattro stagioni l'esperienza in Italia, ha fatto ritorno al Bayern Monaco, vincendo altri tre campionati, una Coppa di Germania, tre Coppe di Lega tedesca e una Coppa UEFA, perdendo una finale di UEFA Champions League nel 1998-1999. L'anno seguente ha terminato la carriera nei .
In nazionale ha disputato 150 partite (record per il calcio tedesco), segnando 23 reti. Fino al 2022 è stato il giocatore con più presenze nelle fasi finali della rassegna iridata (25), prima di essere superato da Lionel Messi. Ha inoltre partecipato a quattro campionati europei (1980, 1984, 1988 e 2000) e una FIFA Confederations Cup (1999).
Da allenatore, ha vinto un campionato serbomontenegrino alla guida del .
Biografia Matthäus ha origini ebraiche da parte dalla nonna paterna. È stato sposato per cinque volte e ha quattro figli.
Dal 2001 al 2009 ha scritto per il settimanale sportivo tedesco Sport Bild. Ha inoltre lavorato come commentatore per diverse emittenti, come Sky Deutschland, ZDF, Eurosport, Al Jazeera, IRIB e ITV.
Nel marzo 2019 è stato scelto dalla UEFA come ambasciatore per il .
Caratteristiche tecniche
Giocatore dinamico, versatile e grintoso,. dopo gli esordi da mediano si affermò come regista di centrocampo:.. in questa posizione riuscì a trarre il massimo dal proprio stile di gioco – atipico e difficilmente riconducibile a un ruolo ben delineato –, muovendosi tra attacco e difesa secondo il proprio estro, senza seguire pedissequamente le indicazioni degli allenatori.. In età avanzata arretrò il proprio raggio d'azione, ricoprendo con ottimo rendimento, nonché con una certa spregiudicatezza, il ruolo di libero.
Dotato di qualità fisiche e tecniche – abile sia nella finalizzazione sia nell'ultimo passaggio, anche da lunga distanza –, era un leader carismatico,. predisposto a incaricarsi di giocate determinanti, sebbene in qualche occasione lasciasse trasparire una certa emotività. In carriera realizzò oltre 200 reti, in virtù di un tiro forte e preciso, che lo rese un ottimo esecutore di rigori.
Carriera Giocatore Club Borussia M'gladbach e Bayern Monaco
Matthäus mosse i primi passi nell'Herzogenaurach, un piccolo club della Baviera. Nel 1979 passò al , con il quale esordì in Bundesliga e trascorse cinque stagioni. Nel 1984 fu comprato dal , dove in quattro anni vinse tre campionati consecutivi e una Coppa di Germania.
Inter Nell'estate del 1988 fu acquistato dall' del presidente Ernesto Pellegrini per 5,6 miliardi di lire.. Nel periodo interista vinse lo scudetto dei record, che l'Inter conquistò nel 1988-1989 con 58 punti in 34 partite, record per i campionati italiani a 18 squadre e 2 punti per vittoria. Matthäus segnò il decisivo 2-1 nello scontro diretto di Milano con il . Nello stesso anno vinse con i nerazzurri anche la Supercoppa italiana.
Nella stagione 1990-1991 contribuì alla vittoria della Coppa UEFA, la prima dell'Inter e della sua carriera personale, nella doppia finale italiana contro la segnando il rigore del definitivo 2-0 nella sfida di andata giocatasi a San Siro (il ritorno finì 1-0 per i giallorossi); era dai tempi della Grande Inter che i nerazzurri non conquistavano un titolo europeo. In campionato, l'Inter restò a lungo in corsa per lo scudetto, ma la sconfitta per 2-0 nello scontro diretto con la la allontanò dal vertice, relegandola al 3º posto: nell'occasione, Matthäus sbagliò un rigore, respinto dal portiere avversario Gianluca Pagliuca.
Il 12 aprile 1992, contro il , Matthäus ebbe un grave infortunio: rottura dei legamenti del ginocchio. La stagione 1991-1992 si rivelò complicata, sia a livello professionale (l'Inter mancò l'accesso alle coppe continentali dopo diciassette anni, nonostante l'avvicendamento in panchina tra Corrado Orrico a Luis Suárez) che personale (nel 1992 terminò il suo primo matrimonio con Silvia). A fine anno, di comune accordo con la società interista, scelse di tornare in Germania e fu ceduto alla sua ex squadra, il Bayern Monaco, per 3 miliardi di lire..
Ritorno al Bayern Monaco, MetroStars Nella sua seconda esperienza al Bayern Monaco, durata otto anni, vinse altri quattro campionati, due Coppe di Germania e tre Coppe di Lega.
All'inizio del 1995 incappò nel secondo grave infortunio in carriera, una rottura del tendine d'Achille che lo costrinse a un lungo stop: tornò in campo dopo dieci mesi, smentendo coloro che, davanti a un giocatore ormai trentacinquenne, ne avevano avventatamente predetto il ritiro. Al contrario: sul finire del decennio, definitivamente arretrato a libero, in questo ruolo mostrò una rinnovata verve atletica che gli permise di allungare con successo la carriera fino alle soglie dei quarant'anni. L'annata 1998-1999 si concluse con la sconfitta dei tedeschi nella finale di Champions League per mano del , che ribaltò l'esito dell'incontro negli ultimi minuti, dopo che Matthäus era stato sostituito.
Non poté fregiarsi di quella che sarebbe stata la sua settima Bundesliga, poiché nel corso della stagione 1999-2000 lasciò stavolta definitivamente i bavaresi per approdare oltreoceano ai di New York, dove a fine anno diede l'addio al calcio professionistico e iniziò l'attività di allenatore.
Nazionale Esordì con la in una partita contro i valida per la fase a gironi del . La competizione venne vinta dai tedeschi occidentali e Matthäus poté quindi festeggiare il primo titolo con la nazionale. Prese parte anche al e al .
Nel 1986 fu il leader della nazionale tedesca occidentale al in Messico, perso in finale contro l' di Maradona, che Matthäus neutralizzò nel primo tempo marcandolo a uomo (mentre nella ripresa l'asso argentino fu preso in consegna da Karlheinz Förster). Partecipò anche al , uscendo in semifinale.
Due anni dopo fu capitano e trascinatore dei tedeschi occidentali al in Italia: nel corso della vittoriosa rassegna iridata segnò quattro reti, una delle quali, contro la , è stato inserita al nono posto nella classifica del Gol del secolo, indetta dalla FIFA nel 2002. A fine anno venne insignito del Pallone d'oro, proseguendo la striscia di successi l'anno successivo, aggiudicandosi la prima edizione del FIFA World Player.
Disputò ancora due mondiali da titolare, nel e nel , questa volta con la maglia della riunificata . In questo modo stabilì il record di partite disputate nel campionato del mondo, nonché il primato di partecipazioni alle fasi finali dei mondiali (partecipò a cinque appuntamenti iridati differenti, dal al ). L'ultima grande rassegna alla quale partecipò fu il .
Matthäus ha militato nella squadra nazionale – Germania Ovest prima, e Germania poi – per vent'anni, dal giugno del 1980 al giugno del 2000, collezionando 150 presenze, record per i tedeschi (solo tredici giocatori al mondo, con altre nazionali, hanno fatto meglio), e segnando 23 reti. Sceso in campo in cinque edizioni dei mondiali, è stato fino al 2022 il calciatore con più presenze assolute nelle fasi finali della rassegna iridata (25), prima di essere superato dall'argentino Lionel Messi.
Allenatore Il 6 settembre 2001 diventò allenatore della squadra austriaca del , incarico che mantenne fino al 10 maggio 2002. Dal 22 dicembre dello stesso anno allenò la compagine serba del , dove rimase fino al 13 dicembre 2003. Dal 14 dicembre successivo diventò commissario tecnico dell', ruolo che rivestì fino al 31 dicembre 2005. Dall'11 gennaio 2006 guidò i brasiliani dell', dove rimase fino al 17 marzo seguente. Dal 1º giugno 2006 al 12 giugno 2007 fu il vice di Giovanni Trapattoni al , vincendo in questa veste il campionato austriaco.
Dal 15 giugno 2008 venne ingaggiato dal ; rimase sulla panchina della squadra israeliana fino al 29 aprile 2009. Il 24 ottobre dello stesso anno venne ingaggiato dagli argentini del , dove sostituì Ricardo Caruso Lombardi dopo 10 gare di campionato; dopo due giorni cambiò idea e si dimise.
Dopo essere stato in trattativa con la nazionale camerunese, il 23 settembre 2010 diventò allenatore della , incarico che mantenne fino al 19 settembre 2011, quando risolse il contratto.
Statistiche Presenze e reti nei club
StagioneSquadraCampionatoCoppe nazionaliCoppe continentaliAltre coppeTotaleCompPresRetiCompPresRetiCompPresRetiCompPresRetiPresReti 1978-1979 Herzogenaurach LBM 22 20 MCIn tedesco si chiama Mittelfränkischer Pokal. 1 2 - - - - - 23 22 1979-1980 BL 28 4 CG 2 0 CU 11 2 - - - 41 6 1980-1981 BL 33 10 CG 5 2 - - - - - - 38 12 1981-1982 BL 33 3 CG 5 4 CU 4 1 - - - 42 8 1982-1983 BL 34 8 CG 5 2 - - - - - - 39 10 1983-1984 BL 34 11 CG 6 4 - - - - - - 40 15Totale Borussia M'gladbach 162 36 23 12 15 3 - - 200 51 1984-1985 BL 33 16 CG 6 0 CdC 5 1 - - - 44 17 1985-1986 BL 23 10 CG 6 2 CC 3 0 - - - 32 12 1986-1987 BL 31 14 CG 3 1 CC 7 4 - - - 41 19 1987-1988 BL 26 17 CG 4 3 CC 4 1 SG 1 0 35 21 1988-1989 A 32 9 CI 7 3 CU 5 0 - - - 44 12 1989-1990 A 25 11 CI 3 2 CC 2 0 SI 0 0 30 13 1990-1991 A 31 16 CI 3 1 CU 12 6 - - - 46 23 1991-1992 A 27 4 CI 5 1 CU 2 0 - - - 34 5Totale Inter 115 40 18 7 21 6 0 0 154 53 1992-1993 BL 28 8 CG 0 0 - - - - - - 28 8 1993-1994 BL 33 8 CG 3 1 CU 4 1 - - - 40 10 1994-1995 BL 16 5 CG 2 0 UCL 6 0 SG 1 0 25 5 1995-1996 BL 19 1 CG 0 0 CU 7 0 - - - 26 1 1996-1997 BL 28 1 CG 3 0 CU 2 0 - - - 33 1 1997-1998 BL 25 3 CG+CLG 3+2 0 UCL 5 0 - - - 35 3 1998-1999 BL 25 1 CG+CLG 5+2 0 UCL 12 1 - - - 44 2 1999-gen. 2000 BL 15 1 CG+CLG 2+2 0 UCL 9 0 - - - 26 1Totale Bayern Monaco 302 85 36+6 7+0 64 8 2 0 410 100 2000 MLS 16+5Stagione Regolare+MLS Cup. 0+0Conosciuta anche come City Cup 2005. USOC 2 0 - - - - - - 23 0Totale carriera 617+5 181+0 87 28 100 17 2 0 810 226
Cronologia presenze e reti in nazionale
Statistiche da allenatore Club In grassetto le competizioni vinte.
StagioneSquadraCampionatoCoppe nazionaliCoppe continentaliAltre coppeTotale% VittoriePiazzamento Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P Comp G V N P G V N P % set. 2001-2002 BL 27 8 8 11 CA 1 0 0 1 CU 4 1 1 2 - - - - - Sub, 8° dic. 2002-2003 PL 17 15 0 2 CSM 0 0 0 0 - - - - - - - - - - Sub, 1° ago.-dic. 2003 PL 15 11 1 3 CSM 2 2 0 0 UCL 104 Nei turni preliminari 1Nei turni preliminari 52 Nei turni preliminari 41 Nei turni preliminari - - - - - DimTotale Partizan 32 26 1 5 2 2 0 0 10 1 5 4 - - - - gen.-mar. 2006 A1/PR+A 16+0 8+0 4+0 4+0 CB 2 1 0 1 - - - - - - - - - - Dim 2008-2009 LhA 33 14 12 7 GhM 4 3 1 0 CU 2 0 1 1 - - - - - 4°Totale carriera 108 56 25 27 9 6 1 2 16 2 7 7 - - - -
Nazionale ungherese SquadraNazdalalRecordGVNPGFGSDR% Vittorie14 dicembre 200331 dicembre 2005
Nazionale nel dettaglio StagioneSquadraCampionatoPiazzamentoAndamentoRetiGiocateVittoriePareggiSconfitte% VittorieGFGSDR 2004 Qual. Mondiali 2006 4º nel Gruppo 8