Biografia Di umili origini campagnole, era figlio primogenito di un operaio e di una bracciante. La madre rimase sola per la morte prematura del padre, per cui Giulio crebbe in povertà. Sin dalla scuola elementare dimostrò talento e passione per il disegno . Dovendo lavorare per aiutare la madre, imparò il mestiere di elettricista nella bottega di uno zio.

Nel 1942, all'età di 21 anni, iniziò a frequentare a Cotignola la Scuola di Arti e Mestieri fondata e tenuta da Luigi Varoli, al fine di migliorare ed apprendere le tecniche pittoriche. Successivamente decise di dedicarsi a tempo pieno alla pittura.

Nel 1954 allestì la sua prima mostra personale al Circolo della Cultura di Bologna. Nello stesso anno presentò alla XXVII Biennale d'Arte di Venezia tre dipinti: Vasi e cestino con foglie, Natura morta con pane e Due braccianti che riposano. Dal 1957 al 1982 insegnò Arte presso il liceo artistico di Ravenna. Negli anni successivi venne invitato alla Quadriennale di Roma. Anche negli anni 1970 e 1980 partecipò ad importanti manifestazioni artistiche: 1971: Biennale d'Arte «Città di Milano»; 1973: «Tre artisti in Romagna: Piraccini, Ruffini, Sartelli», tenutasi a Faenza e presentata da Francesco Arcangeli; 1976: «Disegno e piccola scultura» a Milano; 1980: «Arte e mondo contadino» a Torino; 1988: Biennale nazionale di grafica «A. Martini», a Oderzo.

Gli ultimi anni di vita dell'artista furono molto prolifici nella creazione di quadri e dipinti.

Il 28 febbraio 2023 la casa studio di Giulio Ruffini, sita a Mezzano di Ravenna, è entrata nel novero delle «Case e studi delle persone illustri dell'Emilia-Romagna».

Mostre personali Sono state dedicate molte personali all'arte di Giulio Ruffini. Le principali furono allestite: 1970 a Ferrara nel Palazzo dei Diamanti; 2002 a Forlì nel Palazzo Albertini; 2007 a Ravenna presso la Biblioteca Classense; 2011 a Lugo pochi mesi prima della sua scomparsa. Nel 2021, nel decennale della sua morte, sono state organizzate diverse mostre in tutta la Romagna per ricordare il pittore.

Premi e riconoscimenti 1951 - Premio Diomira; 1952 - Premio Suzzara con l'opera Pietà per il bracciante ucciso; 1953 - Primo premio alla Biennale Romagnola di Imola; 1955 - Mostra della Resistenza di Ferrara: primo premio; Premio Diomira; Premio Campigna.

Note

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