Lo Sri Lanka possiede testimonianze storiche scritte che risalgono a circa 2.500 anni fa, e testimonianze archeologiche risalenti a oltre 125.000 anni fa. Cronache storiche sono state trovate su iscrizioni in pietra (sel lipi), su manoscritti (Hela Atuva) e nei grandi capolavori della letteratura indiana come il Mahābhārata e il Rāmāyaṇa. La più importante tra queste testimonianze storiche scritte è il Mahavamsa, il quale comprende il Dipavamsa e il Chulavamsa.
Preistoria Durante l'ultimo milione di anni, l'isola di Sri Lanka rimase collegato alla penisola indiana diverse volte, a causa del continuo abbassarsi ed alzarsi del livello del mare. L'ultima separazione avvenne circa 7.000 anni fa. Alcuni ritrovamenti archeologici hanno dimostrato la presenza umana sull'isola databile a circa 130.000 anni fa, ma esistono testimonianze di una presenza ancora più remota, risalente a 300.000 anni fa e addirittura forse a 500.000 anni fa.
Gli insediamenti umani risalenti all'era Paleolitica sono stati trovati in alcune caverne nella zona delle pianure occidentali e nella regione centrale, con ritrovamenti di utensili in selce e quarzo. Si pensa che l'isola sia stata colonizzata dal popolo Balangoda (che ha preso questo nome dalla località dove sono stati fatti i ritrovamenti), circa 34.000 anni fa. Sembra si trattasse di una popolazione dedita alla caccia del periodo Mesolitico che viveva nelle caverne. Alcune di queste caverne, come quelle di Batadombalena e Fa-Hien hanno dimostrato che i loro abitanti furono i primi a insediarsi sull'isola in maniera stabile.
I paleontologi hanno dimostrato tramite lo studio dei rituali di sepoltura e dalle decorazioni di alcuni artefatti, una forte similarità tra i primi abitanti dell'isola e le popolazioni dravidiche presenti nell'India meridionale. Il popolo Balangoda sembra essere stato responsabile della creazione delle pianure Horton, nella regione centrale, bruciando la boscaglia con lo scopo di facilitare la loro attività di caccia. Tuttavia, alcuni ritrovamenti di avena ed orzo sulle pianure databili intorno al 15.000 a.C. suggeriscono che l'agricoltura si era già sviluppata in questo periodo.
Ritrovamenti di alcuni piccoli oggetti di granito di circa 4 centimetri di lunghezza, di resti fuochi e di vasellame d'argilla, databili al Mesolitico sono stati fatti in recenti scavi nei pressi delle grotte di Varana Raja e di Kalatuwawa.
La cannella, originaria dello Sri Lanka, era in uso nell'antico Egitto per le imbalsamazioni già dal 1500 a.C., e ciò suggerisce il fatto che dovevano esserci già allora dei collegamenti commerciali tra le due regioni. È possibile che la leggendaria Tarshish di cui parla la Bibbia si trovasse nell'isola. Lo studioso James Emerson Tennant la identifica con Galle.
Un grande insediamento sembra sia stato costruito prima del 900 a.C. nel sito di Anurādhapura dove sono state trovate tracce risalenti all'età del ferro. L'insediamento all'epoca della sua fondazione era ampio circa 15 ettari, che divennero più tardi 50, fino a trasformarsi in una vera e propria città nel corso di duecento anni. Un insediamento simile è stato trovato ad Aligala negli scavi archeologici di Sigiriya.
Uno dei primi riferimenti scritti all'isola è contenuto nel poema epico Rāmāyaṇa dove si racconta la storia di Rāma (un'incarnazione del dio Hindu Visnù): questi invase l'isola con l'aiuto dell'esercito dei mitologici Vānara per salvare la sua sposa, Sītā, rapita da Rāvaṇa, re dell'isola di Sri Lanka. Diverse testimonianze archeologiche fanno supporre che un sovrano di nome Ravana sia effettivamente stato signore dell'isola che governava dalla sua capitale.
La grande maggioranza degli attuali abitanti dello Sri Lanka sono di origine indiana, tuttavia si suppone che la popolazione indigena del luogo si sia integrata con quella di origine indiana. Tuttavia esiste l'ipotesi che esista ancora una popolazione che mantiene la sua discendenza diretta con i primi abitanti dell'isola, ovvero dei Wanniyala-Aletto o Vedda che vivono nella parte nord-orientale dello Sri Lanka. Le antiche cronache del Dipavamsa e del Mahavamsa narrano che prima dell'arrivo della popolazione Indo-Ariana, l'isola fosse popolata da tribù di Yakka (demoni) e Nāgayā (serpenti cobra), forse quei nomi si riferivano ai totem di quelle popolazioni.
Nell'antichità (543 A.C. - 1505)
La cronaca buddhista del Mahavamsa narra l'avvento sull'isola di Vijaya, il primo re singalese, nel 543 a.C. Il primo regno dell'isola (detto Regno di Tambapanni) ebbe come capitale Tambapanni ma più tardi si trasferì a Upatissagama ed in ultimo ad Anurādhapura. Vasellame trovato ad Anuradhapura mostra la presenza di scritture brahmi e non, risalenti al 600 a.C., suggerendo che la scrittura sia stata reintrodotta nel subcontinente indiano proprio dallo Sri Lanka.
Antiche iscrizioni epigrafiche trovate ad Anuradhapura ed in altre località dello Sri Lanka, attestano la presenza di alcune importanti comunità etniche originarie del nord-ovest dell'India, come i Muridi o Muruda, i Meraya, ed altre ancora. Esistono anche riferimenti ad una comunità Dravidiana chiamata Damila. Esistono anche riferimenti a un gruppo chiamato Mileka, identificabili forse con le tribù autoctone dei Vedda. Fatto molto interessante è che le iscrizioni presenti ad Anuradhapura non facciano riferimento alcuno ai sinhala, termine con il quale si indica la stirpe predominante indo-ariana della popolazione dello Sri Lanka. L'antico nome dei singalesi, secondo la tradizione tramandata dal Mahavamsa, è Sihapura (Shimapura), provenienti dalla terra di Lala Rattha. La regione è stata identificata con l'attuale Gujarat, ovvero la Larika di cui parla Tolomeo. L'enciclopedista e storico arabo Al Biruni la indica con il nome di Lardesh. Nell'epica indiana esiste un riferimento epico ad un regno di Shimapura situato lungo il corso superiore dell'Indo, confinante con Ursa, Abhisara e Kamboja.
La presenza dei Tamil sull'isola è testimoniata nelle cronache e nelle iscrizioni di tutto lo Sri Lanka. Il loro arrivo non è databile, ma deve essere successivo all'arrivo della comunità Dravidiana proveniente dal sud dell'India. Data la vicinanza dell'isola con la pianura di Dacca, etnie di diversa provenienza potrebbero averlo attraversato in momenti diversi della storia.
Un ruolo rilevante nella definizione della cultura srilankese ebbe la missione del monaco buddhista Mahinda che arrivò nell'isola nel III secolo a.C. durante il regno del re Devānampiya Tissa. È generalmente accettato che prima dell'arrivo di Mahinda nello Sri Lanka non esisteva una religione organizzataDīpavaṁsa, cap. VIII, v. 13; Mahāvaṁsa, cap. XXIX, v. 29, cit. in K. Lal Hazra, HTB, pag. 50, cosa che ne facilitò la rapida espansione insieme all'entusiasta partecipazione e promozione dello stesso sovrano. Il monaco Mahinda è considerato non solo il padre del buddhismo dello Sri Lanka, ma anche il padre della letteratura singaleseK. Lal Hazra, BSL, pag. 6.
I conflitti tra tamil e singalesi sono stati numerosi. È documentato come dopo un regno di dieci anni il re singalese Uṭṭiya morì nel 286 dell'Era buddhista, dopo di che l'isola fu invasa da usurpatori Tamil che, occupata Anurādhapura, la regnarono con i re Sena e Guttika per ventidue anni e con il re Elāra per quarantaquattro anniBuddhism in Ceylon, Its Past and Its Present, H. R. Perera, 16, cit. in K. Lal Hazra, BSL, pag. 7. Duṭṭhagāmaṇi, figlio di Kĩkavanna Tissa e di Vihāramahādevi di Magama, del principato sudorientale di Rohuṇa (Rohaṇa), sconfisse e uccise Elāra in battaglia e divenne il sovrano di AnurādhapuraIbid., 16; Buddhism in India and Abroad, A. C. Banerjee, 186, cit. in K. Lal Hazra, BSL, pag. 7, rimanendolo tra gli anni 101-77 a.C. L'isola fu governata da dinastie singalesi fino al V secolo d.C. quando, deceduto il re Mahānāma, sei sovrani tamil occuparono il trono di Anurādhapura, mentre Rohana rimase sotto il controllo singaleseK. Lal Hazra, BSL, pag. 18. I tamil furono sconfitti da re Dhātusena, cui seguì un nuovo lungo periodo di dinastie singalesi, disturbate però nella prima metà del VII secolo dalla guerra civile che vide l'isola divisa tra diversi gruppi belligeranti sia singalesi che tamil, terminata dal re singalese Kassapa Ⅱ che regnò tra il 640 e il 650 d.C.K. Lal Hazra, BSL, pag. 22. Complessivamente però lo Sri Lanka visse un periodo tormentato a partire dalla metà del V secolo fino al terzo quarto dell'XI secolo a causa di rivalità politiche interne, di lotte tra singalesi e tamil e delle invasioni dei Pāṇḍya e dei Coḷa dall'India meridionaleK. Lal Hazra, BSL, pag. 26. Le sorti del paese cambiarono grazie a re Vijayabāhu I che riportò il dominio dell'isola sotto la sovranità singalese nell'XI secolo. L'età d'oro del regno di Sri Lanka fu il XII secolo, quando re Parakrama Bahu I unificò tutta l'isola sotto il suo comando e organizzò delle spedizioni per invadere l'India e Burma.
Anuradhapura rimase la capitale del regno fino all'VIII secolo quando divenne capitale Polonnaruwa ed iniziò il Regno di Polonnaruwa. Il regno di Sri Lanka era noto sia ai greci che ai Rrmani che lo chiamavano Taprobane, forse da Tambapanni. Nel I secolo d.C. il re di Sri Lanka inviò una ambascia all'imperatore romano Claudio. L'isola fu nota anche ai persiani ed agli arabi con il nome di Serendib ed è presente nelle avventure del mitico Sinbad delle Mille e una notte. Dopo la conquista del Medio Oriente da parte degli arabi, i mercanti musulmani visitarono con frequenza l'isola, dove si costituì una comunità musulmana dal X secolo d.C., il viaggiatore Ibn Battuta visitò lo Sri Lanka nel XIV secolo. Prima di lui Marco Polo, nel suo viaggio di ritorno a casa disse che era l'isola più bella del mondo:
Nel XV secolo l'isola fu attaccata dall'ammiraglio cinese Cheng Ho e per 30 anni l'isola dovette pagare il suo tributo all'imperatore Ming.
L'arrivo degli Europei: portoghesi e olandesi (1505-1660) Il primo europeo ad arrivare nello Sri Lanka in epoca moderna fu il portoghese Lourenço de Almeida che, inviato dal padre Francisco nell'Oceano Indiano nel 1505, finì fuori rotta a causa di una tempesta ed approdò presso la città di Galle, nel sud dell'isola. L'esploratore trovò l'isola divisa in sette regni in guerra fra loro ed incapace di difendersi dalle intrusioni straniere, e strinse un'alleanza con il locale re di Kotte, cui offrì la propria protezione militare in cambio di un tributo annuale (sotto forma di cannella, spezia molto pregiata al tempo).
I porti commerciali dell'isola erano tutti in mano straniera, prevalentemente musulmana. La politica dello Sri Lanka era aperta e tollerante verso ogni religione, le comunità di musulmani erano libere di fare i loro commerci e si amministravano autonomamenteS.M. Yusuf, "Ceylon and arab trade", in "History of Ceylon", Colombo, Ceylon University Press, 1960, pp. 704-705.. Con l'arrivo dei portoghesi, che erano in competizione coi musulmani per il controllo dell'Oceano Indiano, la situazione si modificò radicalmente: nel 1518 ai nuovi arrivati europei fu accordato il permesso di costruire un forte nel porto musulmano di Colombo; da lì, forti di una notevole superiorità tecnica, gradualmente estesero il controllo su tutta la zona costiera dell'isola. Nel 1520 costruivano delle mura difensive contro la volontà del re di KotteP. Baldaeus, "A true and exact description of the great island of Ceylon" (traduzione in inglese di P. Brohier), Colombo, Ceylon University Press, 1960.. Nel 1592 i singalesi spostarono la loro capitale verso l'interno nella città di Kandy, più difendibile dagli invasori, ma gli scontri con l'invasione europea durarono per tutto il XVI secolo. Nel 1597 i portoghesi prendevano il controllo del Regno di Kotte e contemporaneamente occupavano le altre aree costiere dell'isola. Durante questo periodo il tiranno portoghese Jerónimo de Azevedo assunse lo status di sovrano e costruì il suo palazzo lungo il fiume Kelani.