Acquisì grande fama internazionale in vita, e fu prevalentemente attivo a Roma, mentre trascorse gli ultimi quattro anni vivendo tra Napoli, l'isola di Malta e la Sicilia; dopo la morte fu ispiratore della corrente pittorica del caravaggismo - avendo egli esercitato una forte influenza sulla pittura barocca del XVII secolo - ma venne poi dimenticato fino alla riscoperta critica nel XX secolo, ed è oggi considerato uno dei massimi rappresentanti dell'arte occidentale di tutti i tempi, fondatore della corrente naturalistica moderna, in contrapposizione al Manierismo e al Classicismo, così come precursore della sensibilità barocca.

I suoi dipinti denotano un'eccezionale sensibilità nella resa della dimensione umana, fisica ed emotiva, anche tramite la fedeltà al modello dal vivo e l'uso scenografico della luce, caratteristiche che furono considerate all'epoca rivoluzionarie, in totale contrapposizione alla prassi accademica raffaellesca. La principale componente del suo stile consiste nel realizzare la prospettiva e la tridimensionalità attraverso l'uso drammatico e teatrale della tecnica del chiaroscuro.

Animo particolarmente irrequieto, nel corso della sua vita affrontò gravi vicissitudini fino alla data cruciale del 28 maggio 1606 quando, commesso un omicidio durante una rissa, venne condannato a morte e si diede alla fuga dalla città di Roma per scampare alla pena capitale.

Biografia Giovinezza e formazione (1571-1594)

Prima del ritrovamento dell'atto di battesimo del pittore, si credeva che fosse nato nel 1571 nel Marchesato di Caravaggio, all'epoca sotto il dominio spagnolo e da cui il pittore avrebbe tratto lo pseudonimo. A seguito poi della scoperta archivistica nel Liber baptizatorum della parrocchia di Santo Stefano Maggiore, è stato definitivamente accertato che Caravaggio nacque a Milano, probabilmente il 29 settembre (giorno di san Michele Arcangelo, dal quale deriverebbe il nome Michelangelo) oppure il 25 settembre, visto che l'atto di battesimo è datato 30 settembre 1571. Tale documento recita: I genitori del pittore, Fermo Merisi e Lucia Aratori, erano comunque nativi di Caravaggio. Il cognome, a volte trascritto in alcuni documenti come Merigi, Amerighi o Merighi, viene più spesso confermato come Merisi e, più tardivamente, anche nella variante Merisio.

I genitori si sposarono il 14 gennaio 1571 e, con la protezione e l'aiuto del marchese di Caravaggio e conte di Galliate Francesco I Sforza, che fece anche da loro testimone di nozze, si trasferirono a Milano. Alcuni storici affermano che Fermo Merisi appartenesse al gruppo dei magister, uno dei maestri-architetti addetti ai cantieri delle chiese milanesi, , . È dunque ipotizzabile che la famiglia vivesse presso gli alloggi delle maestranze della "Fabbrica del Duomo di Milano", delle quali faceva probabilmente parte anche Fermo Merisi. Altre ipotesi invece, avanzate dallo storico Maurizio Calvesi, sosterrebbero che Fermo Merisi fosse, in realtà, un semplice maestro di casa al soldo degli stessi marchesi della città di Caravaggio residenti a Milano, e che esercitasse «sia pure modestamente, il mestiere di architetto»Maurizio Calvesi, Caravaggio, Art dossier, 2009, Firenze, Giunti, p. 7.. È confermata anche l'esistenza di una sorella, Caterina, oltre ad altri due fratelli, Giovan Pietro e Giovan Battista, che sarà ordinato prete.

Apprendistato

Nel 1577, per sfuggire alla peste, la famiglia Merisi lasciò Milano per tornare al paese, tuttavia il padre contrasse la malattia e morì dopo poco tempo, seguito dal nonno Bernardino e dallo zio Pietro.

A soli 13 anni, terminata l'epidemia in città, il giovane Michelangelo fu mandato a lavorare a bottega a Milano presso il laboratorio di Simone Peterzano., pittore del manierismo lombardo che si professava allievo di Tiziano, come documentato anche dall'iscrizione in calce al suo autoritratto. Il contratto di lavoro, datato 6 aprile 1584, venne firmato dalla madre per poco più di quaranta scudi d'oro. Secondo i biografi Mia Cinotti e Gian Alberto Dell'AcquaMia Cinotti e Gian Alberto Dell'Acqua, Michelangelo Merisi detto il Caravaggio: tutte le opere, Bergamo, Bolis, 1983, p. 208.

Le varie date dei documenti sono certe, considerando che in quel periodo era appena stato riformato il calendario.

L'apprendistato del giovane si protrasse per circa quattro anni, durante i quali apprese la lezione dei maestri della scuola pittorica lombarda e veneta. Dalle Considerazioni sulla pittura di Giulio Mancini, uno dei biografi dell'artista, abbiamo notizia del carattere del giovane Caravaggio in quegli anni:

Gli anni dal 1588, anno di scadenza con Peterzano, fino al 1592, ultima testimonianza della sua presenza in Lombardia prima di raggiungere Roma, risultano piuttosto nebulosi. Secondo Mancini, la madre del pittore morì a Milano il 29 novembre 1591, dunque, risolta la spartizione dell'eredità (della quale è pervenuta la documentazione), il giovane Merisi lasciò definitivamente la Lombardia circa alla metà del 1592.Tuttavia, secondo documenti emersi nel 2010 dall'Archivio di Stato di Roma (testimonianza del barbiere Pietropaolo Pellegrino), l'artista non visse stabilmente nella Città eterna almeno fino al 1596, anno nel quale è documentata la sua residenza presso la bottega del pittore siciliano Lorenzo CarliArchivio di Stato di Roma, Tribunale criminale del Governatore, Investigazioni, reg. 274, c.180recto. Si veda anche Caravaggio a Roma. Una vita dal vero, catalogo della mostra, Roma, De Luca Editori d'Arte, 2010, p. 235.. Secondo il biografo Bellori, il giovane pittore, «d'ingegno torbido, e contentioso», fuggì da Milano per altre ragioni, definite vagamente «discordie», e quindi giunse «in Venetia ove si compiacque tanto del colorito di Giorgione, che se lo propose per iscorta nell'imitatione». Sempre secondo il Bellori infatti, il pittore si sarebbe recato a Venezia col maestro Peterzano per un soggiorno di breve durata. Tale notizia, sostenuta solo dal Bellori è ancor oggi fortemente dibattuta, giacché non ci sono altri riscontri d'archivio. Tuttavia, i legami stilistici con la grande scuola veneta di Giorgione, Tiziano e Tintoretto sarebbero ancor più facilmente spiegabili., anche se occorre precisare che il suo stile avrebbe potuto risentire in ogni caso degli influssi veneti, poiché il dominio della Serenissima arrivava, all'epoca, fino a Bergamo.

Secondo lo storico dell'arte Roberto Longhi, per lo sviluppo dello stile del pittore sarebbe stata significativa la riflessione su alcuni maestri lombardi, soprattutto di area bresciana, quali Foppa, Bergognone, Savoldo, Moretto e Romanino, e di area cremonese, come Vincenzo Campi (in particolare il suo capolavoro, San Matteo e l'angelo), artisti che Longhi definisce pre-caravaggeschi. A tale scuola si dovrebbero l'avvio della rivoluzione luministica e la caratterizzazione naturalistica dei dipinti (contrapposta a certa aulicità rinascimentale), elementi centrali della pittura di Caravaggio..

Il periodo romano (1594-1606) La sua presenza a Roma dal 1592 al 1593 non è sostenuta da fonti storiche certe, tuttavia sappiamo che nel 1594 fu sicuramente ospite di monsignor Pandolfo Pucci da Recanati, da lui soprannominato monsignor Insalata per via dell'unico alimento che gli forniva. Dopo pochi mesi il Merisi, insoddisfatto del rapporto con Pucci, per il quale realizzava delle "copie di devozione", abbandonò la dimora procuratagli nel rione Borgo. e provò a guadagnarsi da vivere dipingendo ritratti, canestri di frutta e immagini sacre, non riuscendo tuttavia ad affrancarsi da una condizione indigente. Nel periodo 1595-1596 cominciò a entrare nell'ambiente artistico romano, dove conobbe il già noto pittore messinese Lorenzo Carli, all'epoca con una bottega in via della Scrofa, e dove il giovane Merisi trovò lavoro e soggiorno. Grazie a lui, conobbe a sua volta il giovane siciliano Mario Minniti, che diventerà uno dei suoi più cari amici e suo modello. Lasciata la bottega del Carli, dedicata a fasce più modeste di mercato, ebbe un breve sodalizio con Antiveduto Gramatica, quindi frequentò, per alcuni mesi, la bottega del pittore Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d'Arpino, uno dei maggiori esponenti del tardo manierismo..

Per una breve malattia, Merisi fu ricoverato all'ospedale della Consolazione, interrompendo così il rapporto con il Cesari.. In questo periodo probabilmente, Caravaggio fu impiegato come esecutore di nature morte e di parti decorative di opere più complesse, ma non se ne ha testimonianza certa. Un'ipotesi, priva di riscontri, è che Caravaggio possa aver realizzato i festoni decorativi della cappella Olgiati, nella basilica di Santa Prassede a Roma, cappella poi affrescata dallo stesso Cavalier d'Arpino. Appartengono a questo periodo i primi dipinti di un certo rilievo: Ragazzo che monda un frutto, Fanciullo con canestro di frutta e il Bacchino malato, un suo autoritratto.

L'amicizia con il cardinal Del Monte

Dimesso dall'ospedale, grazie al suo amico pittore Costantino Spata, nel 1597 Merisi conobbe il cardinal Francesco Maria del Monte, grandissimo uomo di cultura e appassionato d'arte che, incantato dalla sua pittura, acquistò alcuni dei suoi quadri, tra i quali il famosissimo I bariI bari a confronto. Il giovane Caravaggio nella casa del cardinale Francesco Maria Dal Monte, di P. Carofano (a cura di), Bandecchi & Vivaldi, 2012.. Il giovane lombardo entrò quindi al suo servizioGrazie ai verbali di interrogatorio sul caso del furto del ferraiuolo, reperiti all'Archivio di Stato di Roma nel 2010, sappiamo che già nel 1597 Caravaggio risiedeva a palazzo Madama ospite del Cardinale: Andrew Graham-Dixon, Caravaggio, Edizioni Mondadori, 2012., rimanendovi per circa tre anni. Del Monte, secondo Bellori.:

La fama dell'artista cominciò a crescere all'interno dei più importanti salotti dell'alta nobiltà romana. L'ambiente fu scosso dalla sua pittura rivoluzionaria, immediatamente al centro di discussioni e accese polemiche. Grazie alle commissioni del suo influente e illuminato prelato, Caravaggio mutò il proprio stile, abbandonando le tele di piccole dimensioni e i singoli ritratti e cominciando a dedicarsi alla realizzazione di opere complesse, con gruppi di più personaggi descritti in episodi specifici. Uno dei primi lavori di questo periodo è il Riposo durante la fuga in Egitto.

Nel giro di pochi anni la sua fama crebbe moltissimo e Caravaggio si fece apprezzare tra i nobili romani, conseguendo uno spiccato successo.

Le opere romane dal 1599 in poi Nel 1599 Caravaggio, grazie all'aiuto del cardinale Francesco Maria del Monte, ricevette la prima commissione pubblica per due grandi tele da collocare all'interno della cappella Contarelli nella Chiesa di San Luigi dei Francesi, a Roma.. I dipinti che Caravaggio doveva realizzare riguardavano episodi tratti dalla vita di san Matteo: la Vocazione e il Martirio.