La Mishnah, o Mishnà (, "studio a ripetizione") è uno dei testi fondamentali dell'ebraismo.
La parola mishnah proviene dalla radice ebraica š-n-h (), collegata con il campo semantico del "ripetere" (quindi anche "studiare e revisionare", "insegnare"),In lingua greca, il nome corrispondente è Deuterosis, che significa "ripetizione", e viene usato nel diritto romano e nella letteratura patristica. Tuttavia non è sempre chiaro dal contesto se il riferimento sia alla Mishnah oppure al Targum, che potrebbe essere considerato come un "raddoppiamento" della l;ettura della Tōrāh. suggerisce ciò che è imparato a memoria, per ripetizione, e designa l'insieme della Torah orale e il suo studio, in opposizione a Miqrà, che si riferisce alla Bibbia ebraica e al suo studio. Può anche designare l'insieme della halakhah (parte legislativa) o ancora una forma d'insegnamento di quella, che non parta dal testo biblico, ma dalle sentenze dei Maestri della tradizione, riguardo a problemi concreti. È inoltre la prima grande opera di letteratura rabbinica.La lista dei "giorni gioiosi" nota come Megillat Taanit è più antica, ma secondo il Talmud non è più in vigore.
La Mishnah fu redatta da Rabbi Yehudah HaNasi prima della sua morte verso il 217 d.C., in un'epoca in cui, secondo il Talmud, la persecuzione degli ebrei ed il passare del tempo mettevano a rischio la sopravvivenza della tradizione orale dei Farisei; una tradizione iniziata nel periodo del Secondo Tempio (536 a.C.–70). La maggior parte della Mishnah è scritta in ebraico mishnaico, mentre alcune parti sono in lingua aramaica.
La Mishnah consiste di sei ordini (sedarim, singolare seder ), ciascuno dei quali contiene 7–12 trattati (masechtot, sing. masechet, מסכת; lett. "rete"), 63 in tutto, e sono ulteriormente suddivisi in capitoli e paragrafi o versetti.
La parola Mishnah può inoltre indicare un singolo paragrafo o versetto dell'opera stessa, cioè l'unità più piccola della struttura mishnaica. Per tale ragione l'intera opera è a volte chiamata col plurale, Mishnayot.
Origini
La tradizione ebraica rabbinica insegna che anche la Legge orale fu trasmessa, insieme a quella scritta, da Dio a Mosè sul Monte Sinai, sette settimane dopo l'uscita dall'Egitto del popolo ebraico. Essa fu tramandata di generazione in generazione, finché le persecuzioni ne misero in pericolo la corretta trasmissione. È in questo contesto che nasce la Mishnah, compilazione della tradizione orale così come fu esposta dai Tannaim (Maestri anteriori al III secolo), e compilata verso il 200 da Rabbi Yehuda HaNasi in Galilea."Mishnah", voce della Jewish Virtual Library.
La tradizione ha tramandato anche i criteri circa le opinioni da adottare, fissando così la Halakhah (decisione pratica concernente questioni legali, rituali o religiose), tanto che l'opera è non solamente un riferimento della Legge orale da ampliare e commentare, ma è divenuta il codice ufficiale e canonico della vita giudaica.
Redatta in ebraico tardo, è disposta secondo gli argomenti in sei ordini (sedarim) e 60 trattati. Le tradizioni tannaitiche non incorporate nella Mishnah sono chiamate baraitot ("esteriori"); una parte di esse fu raccolta, verso il 250, nella collezione chiamata Tosefta (supplemento, aggiunta). Molte di esse sono presenti anche nel Talmud, i cui trattati seguono la stessa disposizione della Mishnah.
Legge orale Prima della pubblicazione della Mishnah, diritto e studio esegetico erano principalmente in forma orale, poiché non era permesso mettere per iscritto tali materie.Talmud babilonese, Temurah 14b; Gittin 60a. La prima forma di legge orale potrebbe essere stata in forma midrashica, in cui la discussione halakhica è strutturata come commentario esegetico della Tōrāh. I rabbini discutevano e spiegavano il Tanakh (), la Bibbia ebraica, senza il beneficio di opere scritte (oltre ai libri biblici stessi), sebbene alcuni potessero avere annotazioni private (, megillot setarim), per esempio di decisioni emesse da tribunali. Le tradizioni orali erano ben lungi dall'essere monolitiche e variavano a seconda delle scuole, la più famosa delle quali era la Casa di Shammai e quella di Hillel."ORAL LAW", su Jewish Encyclopedia.
Dopo la prima guerra giudaica del 70, con la fine del centro ebraico del Secondo Tempio a Gerusalemme, la normativa ebraica sociale e giuridica era in subbuglio. I rabbini si confrontavano ora con la nuova realtà di un ebraismo senza Tempio (a servire da centro di insegnamento e studio) e di una Giudea senza autonomia. È durante questo periodo che i discorsi rabbinici iniziarono ad essere messi per iscritto.Si veda Hermann Strack, Introduction to the Talmud and Midrash, Jewish Publication Society, 1945. pp. 11–12: "[La Legge Orale] veniva trasmessa con passaparola nel corso di un lungo periodo... I primi tentativi di mettere per iscritto la materia tradizionale, c'è motivo di pensare, risale alla prima metà del secondo secolo postcristiano." Strack ipotizza che la crescita di un canone cristiano (il Nuovo Testamento) fu un fattore che influenzò i rabbini spingendoli a registrare per iscritto la legge orale.La teoria che la distruzione del Tempio e successivi scompigli portò a mettere per iscritto la Legge Orale fu spiegata per la prima volta nell'Epistola di Sherira Gaon e spesso ripetuta. Si veda, per esempio, Grayzel, A History of the Jews, Penguin Books, 1984, p. 193. Ci si preoccupava che i dettagli delle tradizioni orali dei Farisei del periodo del Secondo Tempio (530 a.C.–70) venissero dimenticati, pertanto si addusse ciò come giustificazione per trascrivere queste leggi orali.Sebbene, come riportato più sotto, ci sia disaccordo se la Mishnah sia stata originalmente messa per iscritto.
Col passare del tempo diverse tradizioni di Legge Orale vennero in essere, creando problemi di interpretazione. Secondo la Mevo Hatalmud ("Introduzione al Talmud") molte sentenze furono emesse in contesti specifici, ma venivano poi usate fuori contesto; oppure una sentenza era replicata, ma la risultante seconda sentenza non era diffusa popolarmentre. Per correggere questo problema, Rabbi Yehudah HaNasi iniziò la redazione della Mishnah. Se un dato punto non provocava conflitti, ne manteneva il linguaggio; dove esisteva conflitto interpretativo, riordinava le opinioni e proponeva una decisione. Inoltre dava chiarimenti dove non c'era contesto. L'idea era di non usare il proprio criterio di giudizio, ma di esaminare la tradizione risalendo il più indietro possibile e integrare solo quando necessario."The Oral Law -Talmud & Mishna", voce della Jewish Virtual Library.
Studi mishnaici Varianti testuali Grosso modo, esistono due tradizioni di testo mishnaico. Una tradizione si trova nei manoscritti e nelle edizioni stampate della Mishnah da sola, o quale parte del Talmud gerosolimitano. L'altra si riscontra nei manoscritti ed edizioni del Talmud babilonese, sebbene a volte ci sia differenza tra il testo di un intero paragrafo stampato all'inizio di una discussione (che potrebbe essere stato redatto per conformarsi al testo delle edizioni di sola Mishnah) e le citazioni riga per riga lungo il corso della discussione.
Robert Brody, nel suo Mishna and Tosefta Studies (Gerusalemme, 2014),Robert Brody, Mishna and Tosefta Studies, Hebrew University/Magnes Press, 2014. mette in guardia contro un eccesso di semplificazione, assumendo che la tradizione della Mishnah da sola sia sempre la più autentica, o che rappresenti quella "palestinese" in opposizione a quella "babilonese" . I manoscritti della Geniza del Cairo, o citazioni in altre opere, possono supportare entrambi i tipi di lettura o addirittura altre letture."MISHNAH (construct state, Mishnat)", voce della Jewish Encyclopedia.
Edizioni La prima edizione della Mishnah venne pubblicata a Napoli. Ci furono molte edizioni successive, tra cui l'edizione di Vilna del tardo XIX secolo, che è la base delle edizioni usate correntemente dal pubblico religioso.
Edizioni vocalizzate furono pubblicate in Italia, culminando nell'edizione del rabbino veneto David ben Solomon Altaras, pubblicata a Venezia nel 1737. L'edizione Altaras fu ripubblicata a Mantova nel 1777, a Pisa nel 1797 e 1810, a Livorno in molte edizioni dal 1823 fino al 1936: ristampe delle edizioni livornesi furono pubblicate in Israele nel 1913, 1962, 1968 e 1976. Gran parte di queste edizioni contengono note di varianti testuali e vocalizzazioni. Le edizioni di Livorno stanno alla base della tradizione sefardita e sono recitate in pubblico, per esempio in memoria di una persona defunta.
Oltre ad essere stampata da sola, la Mishnah viene inclusa in tutte le edizioni del Bavli e del Yerushalmi. Ogni paragrafo è stampato per conto suo, e seguito dalla rispettiva discussione della Ghemara. Tuttavia, la discussione stessa spesso cita la Mishnah riga per riga. Mentre il testo stampato in forma di paragrafo è generalmente standardizzato per seguire l'edizione di Vilna, il testo citato riga per riga nella Ghemara spesso conserva importanti variazioni, che a volte riflettono le letture di manoscritti più antichi."The Oral Law -Talmud & Mishna", su Jewish Virtual Library.
L'approccio più vicino ad un'edizione critica è quello del talmudista Hanoch Albeck (1890–1972). Esiste anche un'edizione curata dal dayan Yosef Qafiḥ (1917–2000) della Mishnah insieme al commentario di Maimonide, che confronta il testo basilare usato dal Rambam con le edizioni di Napoli e Vilna e altre fonti."TALMUD", voce della Jewish Encyclopedia.
Tradizioni orali e pronuncia
La Mishnah era e tuttora è studiata tradizionalmente mediante recitazione (ad alta voce). Molti manoscritti medievali della Mishnah sono vocalizzati, e alcuni di questi contengono una parziale cantillazione tiberiense. Le comunità ebraiche del mondo conservano melodie locali per intonare la Mishnah e modi speciali di pronunciarne le parole.
La maggioranza delle edizioni vocalizzate correnti della Mishnah riflettono la vocalizzazione standard aschenazita; due istituti dell'Università Ebraica di Gerusalemme hanno raccolto vasti archivi orali che contengono, tra l'altro, numerose registrazioni di ebrei che cantano la Mishnah usando varie melodie e molti tipi di pronuncia.Shelomo Morag, The Samaritan and Yemenite Tradition of Hebrew, in The Traditions of Hebrew and Aramaic of the Jews of Yemen, cur. Yosef Tobi, Tel-Aviv 2001, p. 183 (nota 12). Questi istituti sono il Centro di Ricerca delle Tradizioni Orali Ebraiche (la Phonoteca della Biblioteca Ebraica Universitaria e Nazionale).
Come fonte storica Sia Mishnah sia Talmud contengono pochi studi biografici dei personaggi ivi discussi, e ogni trattato riunisce i punti di vista di molte persone diverse. Tuttavia, biografie abbozzate dei saggi mishnaici spesso possono essere ricostruite con dettagli storici tratti da fonti talmudiche e midrashiche.
Molti studiosi storici moderni si concentrano sull'epoca e sulla formazione della Mishnah. Una questione vitale è se fu composta da fonti che risalgono alla vita del redattore e quanto di essa sia stata composta precedentemente o susseguentemente. Le dispute mishnaiche sono distinguibili secondo linee teologiche o comunitarie, e in quali modi le differenti sezioni derivano da scuole di pensiero differenti nell'ambito del primo ebraismo? Queste fonti possono essere identificate e se sì, come? In risposta a queste domande, gli studiosi moderni hanno adottato una quantità di approcci differenti: Alcuni esegeti sostengono che ci sia stato un ampio rimaneggiamento editoriale della Mishnah (e poi del Talmud). Mancando testi esterni di conferma, si asserisce di non poter confermare l'origine o la data della maggior parte di sentenze e leggi, e che si possa dire poco di certo circa la loro paternità. Secondo questa interpretazione, è impossibile rispondere alle succitate domande.In merito si vedano gli scritti critici di Louis Jacobs, Baruch M. Bokser, Shaye J. D. Cohen, Steven D. Fraade.