Figura poliedrica del Rinascimento, seppe combinare una produzione letteraria raffinata con un'apprezzata attività pastorale..
Biografia Primi anni e formazione Nato a Messina nel 1535 da Nicola Viperano e Francesca Armaleo, proveniva da una famiglia rispettata per la propria integrità e influenza. Ricevette la sua prima educazione umanistica dal padre, che ricordò sempre con affetto e gratitudine. Successivamente, si immerse nello studio delle lettere classiche, coltivando una passione per l'oratoria e la poesia. Era convinto che il migliore stile oratorio derivasse da un equilibrio tra la concisione di Demostene e l'abbondanza di Cicerone, ai quali si ispirò profondamente. Parallelamente si dedicò alla poesia, ispirandosi ai modelli di Virgilio e Orazio.
Frequentò il Collegio dei Gesuiti a Messina, dove approfondì retorica e filosofia. Si unì all’Ordine con l’approvazione di Ignazio di Loyola, ma lasciò la Compagnia di Gesù alcuni anni dopo, deluso dalla gestione interna e spinto dal desiderio di dedicarsi alla scrittura e all’insegnamento.
Carriera letteraria Si distinse presto come autore prolifico, pubblicando opere che abbracciavano una vasta gamma di argomenti. Tra i suoi primi lavori vi è il trattato filosofico De summo bono (1575), in cui combinò con eleganza i principi della filosofia morale con la religione cristiana. La sua De poetica, pubblicata nel 1579, rifletteva un'analisi approfondita delle regole di Aristotele e Orazio, che egli adattò alle esigenze del suo tempo. Tra le sue altre opere significative vi sono De scribendis virorum illustrium vitis (1580), un manuale sull’arte biografica, e il commentario In M.T. Ciceronis de optimo genere oratorum commentarius (1581), in cui dimostrò la sua profonda conoscenza del greco e del latino.
Scrisse inoltre numerose orazioni su temi filosofici, tra cui De utilitate scientiarum e De perfecta habitu hominis (1581), che esploravano l’utilità delle scienze e le qualità ideali dell’uomo. La sua De scribenda historia (1589) divenne un punto di riferimento per gli studiosi di storiografia.
Episcopato e attività pastorale Nel 1589 fu nominato vescovo di Giovinazzo da papa Sisto V. Durante il suo episcopato si dedicò con impegno alla riforma del clero e al miglioramento delle strutture ecclesiastiche, istituendo confraternite e promuovendo il restauro di chiese. Sebbene fosse spesso assente per incarichi diplomatici e religiosi, lasciò un'impronta duratura nella diocesi. Morì a Giovinazzo il 23 marzo del 1610, lasciando un’eredità intellettuale che continua a essere apprezzata dagli studiosi. Fu sepolto nella Concattedrale di Santa Maria Assunta, dove una lapide ne perpetua la memoria.
Opere Le opere di Viperano riflettono un profondo amore per le lettere e un impegno costante nella divulgazione del sapere. Tra i suoi contributi più noti si annoverano poesie latine, orazioni e trattati filosofici, nonché l'ode a Giovanni d'Austria, celebrativa della vittoria sui Turchi a Lepanto. La sua capacità di rendere accessibili concetti complessi lo rese una figura di riferimento nel panorama culturale dell’epoca.
Note
Bibliografia
Collegamenti esterni
Categoria:Vescovi di Giovinazzo