Biografia La maggior parte delle informazioni su questo artista sono state raccolte da Marcello OrettiMentre Oretti elenca con cura minuziosa un gran numero di opere del Crescimbeni, Clara Roli Guidetti suggerisce che l'assenza della biografia del pittore nel Vite de' pittori Bolognesi non descritte nella Felsina pittrice di Luigi Crespi sia da interpretare come un attestato di scarsa stima. Cfr. , a cui presumibilmente l'artista stesso aveva confidato alcune note autobiografiche intorno al 1774.
Angelo Maria Crescimbeni, bolognese, nacque nel 1734 o il 10 novembre 1732 secondo un'altra fonte. Era il nipote del pittore Giuseppe Carlo Pedretti che fu anche il suo primo maestro.
Fu attivo soprattutto a Bologna e, in maniera più puntuale, in altre città: nel 1765 lavorò a Firenze, mentre tra il 1771 e il 1772 lo troviamo a Venezia per soddisfare le committenze locali. Se il suo stile è stato paragonato a quello di Rosalba Carriera di cui eseguì anche delle copie, l'incontro con il ritrattista inglese William Keable nel 1771 segnò un momento chiave per Crescimbeni, che si appassionò da allora all'uso del pastello, tecnica che ritroviamo ad esempio nel suo Ritratto di un compositore nel Conservatorio di Bologna e che predilesse per una trentina di altre opere. Secondo Angelo Mazza, Crescimbeni fu probabilmente influenzato anche dalle opere del pastellista friulano Francesco Pavona, che poté ammirare a Bologna e dintorni.
Affermatosi a sua volta come ritrattista, nel corso della sua carriera Crescimbeni produsse oltre 350 ritratti. Della maggior parte di essi si è persa traccia, in particolare della sessantina di ritratti del periodo veneziano. Il Ritratto del Cont. Filippo Vernizzi era esposto nella Sala del Capitolo di San Petronio. Nelle Collezioni Hercolani, un tempo della potente famiglia principesca bolognese, viene segnalato un suo Autoritratto, anch'esso perduto. lemma a fac-simile ospitato in Tra i committenti illustri figura padre Giovanni Battista Martini, che gli commissionò varie opere per la sua collezione di ritratti di musicisti. (catalogo della mostra)
Benché sia noto come ritrattista "puro", un'eccezione nel panorama artistico bolognese del SettecentoCfr. — anche perché il genere era considerato minore dagli accademici del suo tempoAngelo Mazza ricorda che i suoi ritratti con più teste il Crescimbeni li diceva "istoriati" quasi per nobilitarli e farli rientrare nel genere storico, più apprezzato: — in maniera puntuale fu attivo anche come pittore figurista: venne chiamato a San Michele in Bosco per decorare una camera dell'appartamento dell'abate Castelbarchi insieme al quadraturista Antonio Sonetti e al paesaggista Vincenzo Martinelli.
Secondo Oretti, morì in una "casa dei Guastavillani" il 4 agosto 1781 a 47 anni. È sepolto nella città natale, nella chiesa di San Giovanni in Monte.
La figlia Anna Maria fu a sua volta pittrice.
Opere scelte
Tra le sue opere a Bologna si ricordano: Autoritratto, Accademia di Belle Arti di Bologna, 1772 Ritratto di un musicista Biblioteca universitaria, 1776 Ritratto di Thomas Christian Walter, 1778 Ritratto di Gioacchino Gozzadini, Monastero di San Giuseppe, 1761 Ritratto di Eugenio di Ligneville, Conservatorio Ritratto di Giovanni Domenico Perotti Ritratto di Antonio Palmini Ritratto del marchese Luigi Angelelli, Collezioni Comunali d'Arte Ritratto di Antonio Codronchi Argeli, Collezioni Comunali d'Arte Ritratto di Ferdinando Bertoni, Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna A Firenze: Autoritratto, Galleria degli Uffizi, 1775
Note
Bibliografia
Notizie di Angelo Crescimbeni pittore figurista bolognese scritte di sua mano, in Vite di pittori scritte da loro medesimi, sec. XVIII, Bologna, Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio, ms. B 95, cc. 105r-108v.
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