La STS-119 è una missione spaziale del Programma Space Shuttle, la 28° verso la Stazione spaziale internazionale e il volo di assemblaggio 15A. Il lancio dello Discovery era inizialmente previsto il 4 dicembre 2008, ma rinviato a causa di ritardi nelle missioni precedenti e successivamente per controlli alle tre valvole che regolano il flusso dell'idrogeno gassoso dai motori principali al serbatoio esterno. Lo Space Shuttle Discovery è regolarmente decollato il 15 marzo alle 23:43 UTC ed è atterrato il 28 marzo alle 19:14 UTC.
Equipaggio
Equipaggio ISS Expedition 18 in partenza Koichi Wakata (3) - Ingegnere di volo - JAXA
Equipaggio ISS Expedition 18 in ritorno Sandra Magnus (2) - Ingegnere di volo
Il numero tra parentesi indica il numero di voli spaziali eseguiti dall'astronauta compresa l'attuale missione.
Statistiche della missione 156ª missione umana Americana nello spazio 125ª missione Shuttle 100ª missione dopo il disastro del Challenger 12ª missione dopo il disastro del Columbia 36ª missione del Discovery 28ª missione di assemblaggio della ISS
Stemma Al centro del simbolo è presente la Stazione Spaziale Internazionale, nella quale è evidenziato in giallo il segmento S6 che verrà installato durante questa missione. Il modulo Kibo è raffigurato con un cerchio rosso. Lo Shuttle è disegnato con una scia che forma la bandiera statunitense, che rappresenta gli sforzi degli Stati Uniti e degli astronauti statunitensi nel programma spaziale. Nel simbolo sono presenti 17 stelle, che rappresentano i sacrifici degli equipaggi dell'Apollo 1, dello Space Shuttle Challenger e dello Space Shuttle Columbia.
Missione Lo scopo principale della missione è costituito dal trasporto e l'installazione del segmento S6 sulla Stazione Spaziale Internazionale. Inoltre, la missione servirà per la normale rotazione dell'equipaggio a bordo della stazione.
Carico della Missione Il carico principale della missione è costituito dal segmento S6, che contiene il relativo gruppo di pannelli solari. Il segmento è l'ultimo mancante sulla Stazione Spaziale. Inoltre saranno effettuati molti esperimenti, come lo Shuttle Ionospheric Modification with Pulsed Local EXhaust (SIMPLEX), lo Shuttle Exhaust Ion Turbulence Experiments (SEITE) e il Maui Analysis of Upper Atmospheric Injections (MAUI). Come nella missione STS-126, anche in questo lancio verranno inseriti dei sensori per raccogliere dati aggiuntivi durante il lancio. Essi aiuteranno gli ingegneri a risolvere alcuni problemi relativi alle oscillazioni di spinta presenti nelle analisi preliminari sul nuovo vettore Ares I, destinato a sostituire (assieme all'Ares V) lo Space Shuttle. Inoltre l'esperimento Boundary Layer Transition Detailed Test Objective prevederà l'inserimento di una mattonella speciale nello scudo termico dello Space Shuttle. Questa mattonella presenta una sporgenza di circa 6,4 mm rispetto alle altre in modo da simulare la presenza di un gap filler sporgente. I gap filler sono spessori inseriti tra le mattonelle per compensare le espansioni termiche di queste ultime. Tredici sensori misureranno gli effetti di questa sporgenza sui flussi aerodinamici e forniranno nuovi dati per mitigare gli effetti di un eventuale gap filler sporgente.. Un tale problema si era verificato durante la missione STS-117.
Pre-lancio
Lo Space Shuttle Discovery è stato spostato il 7 gennaio 2009 dall'Orbiter Processing Facility al Vehicle Assembly Building. Il carico, costituito dal quarto ed ultimo gruppo di pannelli solari, il segmento S6, è giunto al complesso di lancio 39 l'11 gennaio. Nella stessa giornata è stato completato l'assemblaggio del Discovery, con il montaggio dell'Orbiter sul serbatoio esterno e dei Solid Rocket Booster.
Lo Shuttle venne spostato sulla piattaforma di lancio 39A il 14 gennaio. Il trasferimento a bordo del Crawler-transporter era stato programmato per le 19:00 UTC, ma è stato rinviato alle 20:17 UTC a causa di un problema con i riscaldatori della Mobile Launcher Platform, che vengono utilizzati quando la temperatura scende sotto i 7 °C. Lo spostamento dello Shuttle è stato completato dopo 7 ore, alle 05:16 UTC.
Il 21 e 22 gennaio i manager della missione si incontrarono per la verifica della missione (Flight Readiness Review), e venne concessa l'autorizzazione di procedere con la data di lancio del 12 febbraio. Una successiva verifica rinviò la data di lancio al 22 febbraio.
Dopo l'ultima missione dell'Endeavour (STS-126) venne scoperto che una valvola dell'idrogeno era danneggiata. Le valvole di flusso dell'idrogeno (Gaseous Hydrogen flow control valves) hanno la funzione di regolare il flusso dell'idrogeno gassoso tra i propulsori principali e il serbatoio esterno. Nello Space Shuttle è presente una valvola per ognuno dei tre propulsori. La regolazione del flusso di idrogeno è necessaria per l'invio di quest'ultimo ad una pressione corretta e preservare l'integrità strutturale del serbatoio. Man mano che i propulsori consumano il propellente, il livello dell'idrogeno e dell'ossigeno liquido nei due serbatoi diminuisce. Per contrastare il vuoto che viene creato, i propulsori convertono l'idrogeno liquido in forma gassosa e lo inviano al serbatoio esterno. Le valvole regolano la quantità di idrogeno gassoso che è inviato al serbatoio esterno. Durante la missione dell'Endeavour STS-126, i controllori di volo hanno rilevato che una delle valvole stava regolando il flusso di idrogeno gassoso ad un tasso superiore al previsto. Per compensare le altre due valvole hanno diminuito la quantità di idrogeno gassoso, e non si sono verificati problemi. Al ritorno dell'Endeavour, il sistema di propulsione è stato ispezionato e gli ingegneri hanno scoperto che la valvola era danneggiata. La preoccupazione dei responsabili NASA era dovuta ad una possibile rottura della valvola durante il lancio, che potrebbe causare: una rottura della linea di idrogeno gassoso, che comporterebbe una perdita di pressione del serbatoio dell'idrogeno del serbatoio esterno e di conseguenza lo spegnimento di un propulsore un eccesso di pressione del serbatoio dell'idrogeno, che costringerebbe l'apertura di una valvola di sfogo e la fuoriuscita di idrogeno in una area ricca di ossigeno. Per precauzione sono state quindi controllate anche quelle del Discovery. La procedura ha compreso la rimozione, l'ispezione e la reinstallazione delle tre valvole. Esse controllano la pressione dell'idrogeno liquido dal serbatoio esterno verso i propulsori principali dell'orbiter. Questo controllo ha fatto slittare la data di lancio inizialmente al 27 febbraio e in seguito al 15 marzo.
Cronologia Mercoledì 11 marzo (lancio rinviato) Il lancio è stato rinviato durante la fase di caricamento del serbatoio esterno. Infatti è stata rilevata una perdita di idrogeno liquido. I responsabili di missione hanno fissato una nuova data di lancio per domenica 15 marzo. A causa di questo rinvio le attività extraveicolari effettuate dagli astronauti saranno 3 invece delle 4 previste. Il Discovery infatti deve terminare la sua missione e sganciarsi dalla stazione spaziale il 25 marzo, per non incrociare la navetta Sojuz, che sarà lanciata il 26 marzo e attraccherà alla stazione due giorni dopo.
Domenica 15 marzo (1º giorno, lancio)
Le procedure di caricamento dell'idrogeno e dell'ossigeno liquido sono iniziate alle 15:06 UTC e si sono concluse alle 17:28 UTC. Non si è verificato alcun inconveniente simile alla perdita che ha fatto slittare il lancio di qualche giorno. Gli astronauti sono giunti alla piattaforma di lancio 39A e hanno preso posto a bordo del Discovery alle 21:38 UTC. Dopo le consuete procedure pre-decollo, il controllo missione ha confermato il lancio alle 23:31 UTC. Alle 23:43 il Discovery è decollato regolarmente, e pochi minuti dopo ha raggiunto l'orbita terrestre.
Dopo il raggiungimento dell'orbita, l'equipaggio del Discovery ha iniziato le consuete attività, tra cui l'apertura dei portelli della stiva di carico dello Shuttle, l'estensione dell'antenna in banda Ku e l'attivazione del braccio robotico.
Il tramonto del sole, avvenuto poco prima del decollo, ha contribuito alla spettacolarità dell'evento, colorando la colonna di gas che si sprigionava dai razzi a combustibile solido e dai tre propulsori principali. "Ho visto molti lanci," ha commentato il Direttore di Lancio Michael D. Leinbach durante la conferenza tenutasi dopo il decollo, "e questo è stato il più bel lancio mai visto".
Lunedì 16 marzo (2º giorno) Il pilota Antonelli e il comandante Archambault hanno attivato i propulsori di manovra del Discovery per correggere la rotta verso la stazione spaziale. Successivamente Antonelli si è unito ad Acaba e Philips per compiere l'analisi dello scudo termico del Discovery attraverso i sensori dell'Orbiter Boom Sensor System collegato al braccio robotico. Il resto dell'equipaggio ha compiuto le attività di routine in preparazione all'aggancio con la stazione spaziale, tra cui la preparazione dei materiali da trasferire, il controllo delle tute spaziali e l'estensione dell'anello di attracco. Sulla stazione i tre astronauti hanno iniziato i preparativi per l'arrivo dello Shuttle e il controllo delle macchine fotografiche che saranno impiegate per le riprese del Discovery durante la Rendezvous Pitch Maneuveour. Nel frattempo gli ingegneri NASA hanno controllato le immagini e i video del decollo, per controllare eventuali detriti pericolosi. È stato rilevato un frammento che tuttavia non ha colpito l'orbiter, proveniente da una copertura dei propulsori del Reaction Control System. Queste coperture sono progettate per staccarsi durante il lancio. Tuttavia, un distacco "in ritardo" potrebbe costituire un problema. Nel caso della missione STS-119 gli esperti hanno assicurato che non è stato causato alcun danno, anche se la copertura avesse urtato l'orbiter.
Martedì 17 marzo (3º giorno) Il comandante Archambault e il pilota Antonelli hanno effettuato l'ultima correzione orbitale per raggiungere la stazione. Quando il Discovery si è portato a qualche centinaio di metri ha iniziato la consueta Rendezvous Pitch Maneuver, in modo da permettere agli astronauti della stazione spaziale di riprendere delle immagini ad alta risoluzione dello scudo termico che sono state successivamente inviate a Terra per le analisi. Alle 21:19 UTC il Discovery ha attraccato alla stazione spaziale e alle 23:09 UTC si sono aperti i portelli. L'equipaggio della stazione ha accolto calorosamente gli astronauti del Discovery a bordo della stazione.
Mercoledì 18 marzo (4º giorno)
La giornata è stata occupata principalmente dalle attività robotiche relative al posizionamento del segmento S6 della stazione spaziale. Attraverso il braccio robotico della stazione spaziale è stato agganciato e rimosso il componente dalla stiva di carico dello Space Shuttle. Successivamente il componente è stato agganciato al braccio robotico del Discovery, in modo da liberare poterlo spostare nei pressi del Mobile Transporter della stazione. Infine, il segmento S6 è stato nuovamente agganciato dal braccio robotico della stazione spaziale. Gli astronauti hanno quindi spostato il nuovo componente in una posizione temporanea. L'installazione del nuovo componente della stazione sarà completato durante la prima passeggiata spaziale, prevista per giovedì 19. In preparazione delle attività extraveicolari, Swanson e Arnold hanno trascorso la notte nel Joint Airlock.
Giovedì 19 marzo (5º giorno)