Biografia Discendente da una tra le principali famiglie della nobiltà bresciana, nacque a Pralboino, nel palazzo di famiglia, nel 1516, figlio di Gianfrancesco (?-1564) e Corona Martinengo. Era nipote del cardinale Uberto e cugino del futuro cardinale Giovanni Francesco.

Attorno al 1530 fu introdotto nella corte pontificia di Clemente VII, mentre nel 1546 papa Paolo III lo nominò governatore di Perugia. Il 22 marzo 1548 lo stesso pontefice lo nominò vescovo di Tortona, a seguito della rinuncia dello zio. Ricevette la consacrazione episcopale nel palazzo episcopale di Brescia il 4 ottobre 1553 dalle mani del cardinale Durante Duranti, vescovo di Brescia, co-consacranti il vescovo Leonardo Lana, vescovo di Budua, e l'abate Alberto de Henua.

Il nuovo vescovo fissò immediatamente la sua residenza a Tortona, al contrario di quanto si usasse all'epoca, e nel 1554, anticipando l'obbligo previsto poi dal Concilio di Trento, tenne la visita pastorale alla diocesi, avviando una pratica che il vescovo seguì regolarmente, intensificandola dopo l'emanazione dei decreti tridentini.

Nel 1560 il cardinale Cristoforo Madruzzo lo scelse come vice-legato della Marca anconitana, con sede a Macerata, mentre l'anno successivo si recò a Trento, per prendere parte al Concilio. Rientrato in diocesi, nel 1565 istituì il seminario diocesano, tra i primi in Italia, dotandolo di due sedi a Tortona e Voghera (quest'ultima fu chiusa nel 1576), nel 1570 impose un livello minimo di istruzione ai sacerdoti dediti alla cura d'anime; inoltre avviò la riforma degli ordini regolari nella diocesi, secondo le linee conciliari, e stimolò la nascita dei Monti di Pietà nella diocesi.

Nel 1565 partecipò anche al sinodo provinciale convocato dal cardinale Carlo Borromeo, arcivescovo metropolita di Milano, prendendo parte ai successivi quattro sinodi tenuti fino alla sua morte. Il Gambara visse vari momenti di scontro col Borromeo, in quanto quest'ultimo ne criticava l'eccessivo nepotismo e le sempre più frequenti assenze da Tortona per motivi di salute.

Nel 1576 la diocesi ricevette, nella veste di visitatore apostolico scelto dall'arcivescovo di Milano, il vescovo Gerolamo Ragazzoni, il quale reputò Cesare Gambara inadatto al ruolo e ne propose la sostituzione con Alessandro Sauli, allora vescovo di Aleria. Tuttavia, grazie ai contatti che il vescovo bresciano intratteneva nella Curia romana, riuscì a impedire la sostituzione e a far nominare il nipote Maffeo come successore.

Durante il suo episcopato decise la costruzione di una nuova cattedrale a Tortona, consacrata nel 1583 e aperta alle funzioni religiose il 2 ottobre 1585, a fianco della quale fu edificato il nuovo palazzo vescovile, completato nel 1582.

Nel frattempo, aveva ricevuto in commendam l'amministrazione della parrocchia di Milzano, nella diocesi di Brescia. Qui fece costruire un palazzo, in cui risiedette soprattutto durante il periodo estivo, e affidò all'architetto del duomo di Tortona il progetto della nuova parrocchiale, che fu costruita solo dopo la morte del vescovo.

Morì a Pralboino l'11 ottobre 1591 e, su richiesta degli abitanti della diocesi, fu sepolto nella cattedrale di Tortona.

Genealogia episcopale La genealogia episcopale è:

Cardinale Juan Pardo de Tavera Cardinale Durante Duranti Vescovo Cesare Gambara

Note

Collegamenti esterni

Categoria:Vescovi di Tortona Categoria:Gambara (famiglia)