La storia di Lugo inizia dal periodo preistorico. Lugo, come centro urbano, ha una origine certa solo nel pieno Medioevo. L'area dove sorge il centro abitato, invece, è stata abitata dall'uomo, con vari insediamenti, sin dalla Preistoria.

Preistoria e antichità In un'area prossima al centro abitato sono stati rinvenuti i resti di un villaggio neolitico della Cultura di Sasso-Fiorano (quinto millennio a.C.). La campagna dove sorge Lugo vide popolamenti diversi e successivi sino a tutto il V secolo a.C.. I primi popoli che si stanziarono nel territorio in epoca storica furono i CeltiNon è attestata la presenza degli Etruschi né degli Umbri, pur presenti in varie parti della pianura cispadana.. Il territorio lughese entrò nell'orbita romana negli ultimi decenni del III secolo a.C.. Come tutto il territorio conquistato dai Romani, fu interessato al fenomeno della centuriazione, avviato nel secolo seguente. Le terre furono assegnate a veterani di guerra, che giunsero in questi territori dopo essere stati congedati dall'esercito. Il popolamento fu sparso: non si verificarono forme di concentramento urbano come si ebbero, invece lungo la via Emilia, considerata il decumano massimo della centuriazione delle terre strappate ai Celti. La centuriazione romana si fermò al sito dell'attuale Fabriago (9 km a nord-ovest di Lugo). Ciò significa che, oltre, iniziavano le valli paludose. Il cardo corrispondente a Lugo (la strada provinciale «Quarantola», nome dalla lampante etimologia centuriale) terminava a nord con un porto vallivo. Nei documenti dell'Alto Medioevo è chiamato San Giovanni in Lyba (da cui prenderà nome una delle valli più grandi della valle Padusa, la valle Liba).

La presenza romana durò sei secoli. A partire dal V secolo d.C. iniziò un periodo di peggioramento climatico. Il raffreddamento della temperatura durò ben tre secoli causando il progressivo spopolamento del territorio tra i fiumi Santerno e Senio (ovvero dove sorgerà Lugo)Norino Cani, Lugo e la Bassa Romagna tra Ostrogoti, Bizantini e Longobardi (V-VIII secolo), Lugo, 2012.. Senza la manutenzione umana dei canali e dei corsi d'acqua naturali, il territorio si riempì progressivamente delle acque fluviali ristagnanti. I fiumi tornarono a spagliare nella pianura. Dopo alcuni secoli, il livello del terreno al tempo dei romani rimase coperto da circa 1,5 metri di depositi alluvionali. La temperatura tornò ottimale nell'VIII secolo. Solo a partire dal XIII secolo la rete di strade ortogonali, tipica della centuriazione, fu ricostruita, anche se le dimensioni del reticolo non coincisero con quelle dei tempi dei romani: le vie ortogonali infatti furono allineate ai cardini e decumani del territorio di Ravenna.

Medioevo

Nell'Italia bizantina il territorio era organizzato in "fondi" (dal latino fundus, podere = appezzamento di circa 60 ettari). Un insieme di fundi (poderi), tutti dello stesso proprietario, con almeno una chiesa, costituiva una massa. Nella zona a sud della direttrice via Villa-via Cento vi era un agglomerato di fondi denominato massa sancti Hilari (o Ilarii). È importante spiegare da dove viene la dedicazione, perché è connessa con l'origine di Lugo. Nel VI secolo Sant'Ilaro (Ellero) fondò un monastero a Galeata, località dell'Appennino forlivese. Dopo la sua morte il monastero divenne una stazione di sosta nel cammino dei pellegrini diretti alla valle del Tevere (e quindi a Roma), tanto che in paese fu allestito un ospizio. Si può dedurre, quindi, l'esistenza di un percorso nord-sud (parallelo e alternativo rispetto alla via Romea ravennate) le cui tappe erano: Ferrara, Argenta, il porto vallivo di Lyba, le vie Quarantola e Felisio, la via Emilia sino a Forlì, poi il superamento degli Appennini attraverso la valle del Bidente, lungo la quale si trova GaleataAA. VV., Le Vie dei Romei nella Regione Emilia-Romagna, Bologna 1997, Regione Emilia-Romagna. Assessorato Turismo.. Lugo fu fondata su questo percorso.

La maggior parte dei fundi che componevano la massa sancti Hilari era di proprietà dei monasteri dell'arcidiocesi di RavennaI monasteri di San Martino Confessore, Sant'Andrea Maggiore e Santa Maria in Cereseo., pur ricadendo nella diocesi di Imola. Nel territorio non vi era una fonte battesimale: esercitavano la loro giurisdizione le pievi di BarbianoIl più antico documento che attesta la giurisdizione di Barbiano è datato 1037. e di Bagnacavallo (San Pietro in Sylvis).

Appartenevano alla pieve di S. Stefano in Barbiano i fondi: "Cento" (citato per la prima volta il 14 novembre 950)Esiste una menzione più antica di un fondo Cento, che è citato in un documento del 782 d.C., ma la sua localizzazione appare incerta. "Biancanigo" (la cui più antica attestazione risale al 18 febbraio 981)Nel documento in questione sono nominati insieme i fondi di Centum et Blancanicum quae sunt in Massa Sancti Hilari. Il fondo Cento, dunque, faceva parte, assieme al fondo Biancanigo, della massa Sancti Hilari.; "Stiliano" (citato per la prima volta in un documento del 1071; in esso sorgeva l'unica chiesa della massa, intitolata a Sant'Ilaro). Appartenevano alla pieve di San Pietro trans Sylvas (vecchio nome di S. Pietro in Sylvis) i fondi: "Sala" (di esso si ha notizia il 15 gennaio 964); Marcianiculo o Marzanigolo (che compare dall'anno 1033); "Lucus" (che trova menzione nel 1111).

Nel 1037 è citato per la prima volta nei documenti un castrum (fortificazione). Attorno al castrum sancti Hilari iniziarono a formarsi dei burgus, ovvero i primi nuclei di abitazioni. Un piccolo borgo è documentato nel 1115. Durante la lotta tra Papato e Impero (1154-1183) nel 1161 i conti di Cunio, alleati di Federico I Barbarossa, strapparono la massa sancti Hilari alla Chiesa ravennate.. Nel 1198 il legato di papa Innocenzo III ottenne la sua restituzione e nel 1202 l'arcivescovo di Ravenna, Alberto Oselletti, iniziò la costruzione di un nuovo castrum posto 1,5 km a nord della massa.

Nel 1218 il castrum fu conquistato e distrutto dai Faentini (guidati dal podestà Talamaccio di Cremona), cui si allearono i conti di Cunio. I lughesi dovettero accettare le condizioni del vincitore per ottenere la pace: smantellamento della fortificazione, pagamento di un riscatto per gli ostaggi e trasferimento di molti abitanti nel contado faentino, su terre che necessitavano di nuove braccia da lavoro. Negli anni immediatamente successivi il livello di vita dei lughesi peggiorò notevolmente. Nei documenti dell'epoca l'abitato è definito semplicemente come villa. Risale al 1224 il primo documento nel quale appare l'antico nome di Lugo: è una bolla di papa Onorio III in cui il pontefice conferma a Simeone, arcivescovo di Ravenna, i possedimenti dell'arcidiocesi ravennate. Vi si legge villam Luci cum curtibusSi veda la ricostruzione etimologica fatta nel XVIII secolo da Francesco Leopoldo Bertoldi: Notizie istoriche dell'antica selva di Lugo. Faenza: Rinaldi, 1794., che in testi cronologicamente successivi diventa villa lugi. La pronuncia gutturale della "g" determinò poi il toponimo.

Il popolamento del territorio riprese alla metà del secolo. I campi furono bonificati dalle acque e la rete ortogonale di romana memoria fu ricostruita, partendo da ciò che era sopravvissuto: in alcune zone più elevate, infatti, l'antico disegno centuriale non si era cancellato del tutto. Dal 1232 Rainiero di Cunio tenne in pugno la cittadina per sedici anni.. Nel 1248 Rainiero dovette cedere il potere al Senato di Bologna, che aveva ottenuto da papa Innocenzo IV la sovrintendenza generale sulla Romagna.. Lugo venne nominata sede del distretto che comprendeva i centri abitati della diocesi d'Imola a nord della via Emilia (subtus Stratam). A Lugo si insediò il podestà. In un documento del 1256 Lugo tornò ad essere denominata castrum. Nel 1273 il comuneLa prima attestazione dell'esistenza di un comune risale al 1213, prima ancora che apparisse il toponimo Lugo. Cfr. acquistò il plebato di Santa Maria in Fabriago ( ettari), aumentando notevolmente la propria superficie. Iniziò un movimento migratorio convergente dai paesi vicini.

Durante le guerre che coinvolsero la Chiesa e le Signorie per il possesso delle terre romagnole nel corso dei secoli XIII e XIV, Lugo passò più volte di mano. Nel 1278 fu restituita dai Guelfi bolognesi alla Santa Sede. Dieci anni dopo, nel 1288, la distinzione subtus/super Stratam fu cancellata. Nel 1296 fu definitivamente distrutto il castrum di Cunio. L'anno seguente Lugo fu conquistata dalla compagnia di Uguccione della Faggiuola, alla testa dei Ghibellini romagnoli. Il predominio dei Ghibellini fu di breve durata: il 29 aprile 1299 Lugo tornò alla Chiesa ravennate in base a un trattato tra guelfi (Bologna) e ghibellini (Imola, Faenza, Cesena e Forlì).. Nel 1307 l'arcivescovo di Ravenna la donò al comune di Bologna. Appena due anni dopo fu presa dai conti di Cunio (insediatisi nella rocca di Barbiano) e data nuovamente alla Chiesa ravennate. Affidata nel 1333 al governo della famiglia da Polenta di Ravenna, nel 1338 fu presa dai Pepoli di Bologna, ai quali fu sottratta nel 1352 dai Visconti di Milano (che la tennero fino al 1367).Lucio Gambi, «Il censimento del cardinale Anglic in Romagna nell'anno 1371» in Rivista Geografica Italiana, dicembre 1947, pp.221-249.

Nel 1367 Lugo passò alla Chiesa ravennate, ma non definitivamente. Il 28 febbraio 1376 il feudo entrò per la prima volta nell'orbita del casato degli Este di Ferrara.. Il marchese Niccolò II (1338-1388) lo prese in affitto dalla Santa Sede per otto anni. La concessione fu rinnovata più volte finché, nel 1395 Manfredo e Giovanni da Barbiano la sottrassero agli Este con l'inganno. Nonostante nel 1408 venissero sconfitti dalle milizie del cardinale Baldassarre Cossa, i da Barbiano conservarono la signoria di Lugo fino al 1436.. In quell'anno lasciarono definitivamente la Romagna e presero possesso del castello di Belgioioso, in Lombardia.

Lugo nel Ducato di Ferrara L'anno seguente si compì il passaggio definitivo di Lugo agli Este di Ferrara. Il 24 gennaio 1437 Nicolò III acquistò dalla Santa Sede il territorio di Lugo, divenendone così proprietario. Gli Este prevalsero su Nicolò Piccinino, comandante al servizio del duca di Milano, anch'egli pretendente al feudo lughese. I nuovi signori posero Lugo come capoluogo dei propri possedimenti in Romagna. La affrancarono dalla giurisdizione ecclesiastica di Barbiano; fecero costruire la via nova (poi via Fiumazzo), una strada rettilinea in direzione di Ferrara che tagliava diagonalmente la centuriazione; protessero gli ebrei, attestati a Lugo sin dal XIII secoloAA.VV., La comunità ebraica a Lugo di Romagna, Lugo, Walberti 1795, 2014.. La comunità ebraica di Lugo fiorì tra il XV e il XVI secolo, soprattutto negli studi talmudici. Gli Estensi consentirono agli ebrei provenienti da Spagna e Portogallo di stanziarsi nella cittadina romagnolaNon a caso la maggioranza dei cognomi degli ebrei lughesi è sefardita: Jacchia (da Yachya), Samaya, Caffaz, Pinto e Saralvo.. La comunità ebraica lughese raggiunse la vetta della sua importanza culturale e religiosa con i rabbini Samuele Del Vecchio e Beniamino Raffaele da Arezzo. Da Lugo proviene il famoso codice Kaufmann della Mishnà, conservato a Budapest e realizzato nell'XI secolo nell'Italia meridionale. L'eccellente patrimonio librario della comunità ebraica di Lugo è disseminato in diverse biblioteche europee, statunitensi e israelianeMauro Perani, Italia “paniere” dei manoscritti ebraici e la loro diaspora..., in «La Rassegna mensile di Israel», vol. 82, n. 2-3..