Il George Washington è una grande statua di marmo dello scultore Horatio Greenough, commissionata dal Congresso degli Stati Uniti il 14 luglio del 1832 per celebrare il centenario della nascita di George Washington, il primo presidente degli Stati Uniti, il 22 febbraio del 1732. Venne completata nel 1840 e venne esposta subito nella rotonda del Campidoglio degli Stati Uniti, venendo poi trasferita nel giardino orientale del Campidoglio nel 1843. Dal 1964 è conservata al museo nazionale di storia americana (National Museum of American History).

Per questa scultura, Horatio Greenough si ispirò alla statua di Zeus a Olimpia di Fidia, una delle sette meraviglie del mondo antico, che venne distrutta nella tarda antichità.

Storia

Il 14 luglio del 1832, il Congresso statunitense commissionò a Greenough una statua di Washington da esporre nella rotonda del Campidoglio degli Stati Uniti. L'opera doveva essere collocata sopra la tomba costruita per Washington nel Campidoglio, ma che non avrebbe mai ospitato i suoi resti mortali.Roose 1876, p. 12.

Quando la statua di marmo giunse a Washington dall'Italia, il 31 luglio del 1841, suscitò immediatamente critiche e polemiche per la sua installazione nella rotonda, nel dicembre del 1841. Molti ritenevano che un Washington seminudo fosse offensivo, se non comico.

A causa del peso della scultura e della poca luce all'interno della rotonda, nel 1843 la statua venne ricollocata su un piedistallo nel giardino orientale del Campidoglio. Alcuni scherzarono che così Washington stava cercando disperatamente di recuperare i suoi vestiti, allora esposti nell'Ufficio delle Patenti, che distava qualche isolato più a nord.

La statua venne spostata all'interno del castello Smithsonian, dopo che il Congresso ne aveva autorizzato il trasferimento con una delibera congiunta del 22 maggio del 1908. L'opera vi sarebbe rimasta fino al 1964, quando venne trasferita nel nuovo museo di storia e tecnologia (oggi noto come museo nazionale di storia americana). Da allora la statua è esposta al secondo piano del museo.

Descrizione La statua ritrae George Washington seduto, con indosso una veste all'antica e dei sandali. Egli è a petto nudo e alza il braccio destro, facendo un gesto con l'indice, come a indicare il Paradiso. Il suo palmo e l'avambraccio sinistri reggono una spada nel fodero, con l'elsa rivolta in avanti, come a simboleggiare il fatto che Washington concesse il potere al popolo statunitense alla fine della guerra d'indipendenza americana. Gli abiti romani che Washington indossa erano tipici dell'arte neoclassica. L'iscrizione latina sul retro della base della statua recita: Il seggio sul quale è seduto il primo presidente degli Stati Uniti è decorato con delle foglie di acanto e delle teste di leoni. La spalliera è decorata con due piccole figure che ritraggono un nativo americano e Cristoforo Colombo,Roose 1876, p. 13. raffigurato come un uomo barbuto e avvolto in un panneggio all'antica che sta contemplando un globo.Janson 1985, p. 79. Sul lato destro di questo seggio si trova un bassorilievo che ritrae il dio Apollo che guida il carro del Sole, mentre nel lato sinistro viene raffigurato Eracle neonato che stritola i serpenti, mentre suo fratello Ificle si copre gli occhi con le mani; queste due figure sono state interpretate come delle allegorie, dei "geni dell'America del Nord [Eracle] e dell'America del Sud [Ificle]".

Nella cultura di massa La posa da semidio (o da Bafometto) di Washington viene ripresa nel romanzo campione d'incassi Il simbolo perduto di Dan Brown (del 2009), nel quale l'autore descrive un'ipotesi secondo la quale Washington e gli altri padri fondatori decorarono la capitale della nazione con molti simboli massonici oppure occulti.

La statua compare all'inizio dello sparatutto in prima persona BioShock Infinite, del 2013, ambientato in un 1912 alternativo nel quale Washington, Benjamin Franklin e Thomas Jefferson sono adorati dagli abitanti della città galleggiante di Columbia.

Galleria d'immagini

Note

Bibliografia H. W. Janson, 19th-century sculpture, New York, Abrams, 1985. W. S. Roose, Roose's Companion and Guide to Washington and Vicinity. Fifth Edition, Gibson Brothers, 1876.

Voci correlate

L'Apoteosi di George Washington Giorgio Washington (Canova)

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