La Sfera di Buga è una sfera metallica recuperata nel marzo 2025 nei pressi di Guadalajara de Buga, in Colombia. Il suo ritrovamento e le successive analisi sono stati oggetto di interesse da parte di ricercatori e divulgatori legati all'ufologia, che hanno avanzato diverse ipotesi sulla sua origine.
Descrizione La sfera ha forma globulare, un diametro di circa 50 cm ed è costituita da materiale metallico, senza saldature o giunzioni visibili.
La superficie presenta segni riconducibili a simboli o glifi apparentemente fatti a mano, il cui significato e la cui autenticità non sono stati confermati. Un'analisiSi veda la sezione Incisioni e simboli. ha ipotizzato una correlazione tra la disposizione dei glifi e la struttura e la sintesi dei peptidi. All'interno sono stati descritti tre strati di materiale metallico, circondati da 18 microsfere che racchiuderebbero un nucleo centrale o «chip». Le caratteristiche della struttura interna sono state ricavate mediante immagini radiografiche, senza procedere all'apertura della sfera o al danneggiamento della sua superficie.
Storia Il ritrovamento, documentato anche da un video realizzato con uno smartphoneVideo del ritrovamento della Sfera di Buga su YouTube., è avvenuto il 2 marzo 2025 in una zona rurale del settore Alto Bonito, nel territorio di Buga, da parte di José Arias Restrepo, venditore di arachidi ambulante e appassionato nella ricerca con metal detector di monete antiche.
Il video mostra un oggetto sferico metallico e rotante fluttuare in aria a breve distanza dal suolo, muovendosi con un moto planante e mantenendo una traiettoria apparentemente stabile. L'oggetto cambia leggermente orientamento durante il movimento, senza mostrare nel filmato elementi visibili di sostegno o sistemi convenzionali di propulsione. Dopo alcuni minuti, la sfera entra in contatto con un cavo dell'alta tensione, producendo un breve lampo, quindi perde quota e precipita al suolo in una zona alberata. L'autore del video e il suo accompagnatore raggiungono il punto di caduta e, nella stessa registrazione, lo stesso Arias Restrepo raccoglie la sfera da terra.
Dopo il ritrovamento, la sfera fu consegnata a David Vélez, cugino di José Arias Restrepo e azionista della Germany Company, un'azienda di Cali specializzata nella vendita di metal detector. L'oggetto rimase presso l'azienda per circa due mesi, durante i quali Vélez effettuò alcune analisi di base, rilevandone anche il peso e i campi elettromagnetici. Successivamente, il gruppo fu contattato da collaboratori del giornalista e ufologo messicano Jaime Maussan, al quale Vélez consegnò la sfera affinché fosse trasferita in Messico e sottoposta a ulteriori analisi. Dall'aprile 2025 l'oggetto risulta a Città del Messico, nelle mani di Maussan.
La documentazione resa pubblica comprende rapporti tecnici e risultati di laboratorio, ma non risulta disponibile un insieme completo di dati primari e di analisi indipendenti pubblicate su riviste scientifiche sottoposte a revisione paritaria.
Analisi dei materiali Nel corso del 2025 sono state diffuse analisi di campioni della sfera attribuite a laboratori collegati all'Università nazionale autonoma del Messico (UNAM). Uno dei primi rapporti pubblicati riportavano la presenza di alluminio, silicio, rame, magnesio e zinco nei campioni metallici, descrivendo inoltre il ritrovamento di materiali polimerici e strutture filamentose osservate al microscopio.
La sfera è stata oggetto di studio da parte di alcuni ricercatori dell'Università nazionale autonoma del Messico, che hanno rilevato all'interno una rete di 52 filamenti simili a fibre, considerati assimilabili a cavi in fibra ottica.
Esami radiografici condotti dal radiologo José Luis Velázquez hanno evidenziato, secondo quanto riferito, una struttura interna costituita da tre strati concentrici di materiale metallico e da 18 microsfere disposte intorno a un nucleo centrale, indicato come «chip». Sulla sfera sono stati inoltre eseguiti test fisici e metallurgici, comprendenti misure della durezza del materiale mediante scala Brinell, prove con magneti, misurazioni dei campi elettrico e magnetico, rilevazioni della temperatura e controlli della radioattività mediante contatore Geiger. In una fase successiva sono stati inoltre eseguiti esami metallurgici e microscopici su campioni prelevati dalla sfera.
In alcune prove è stato inoltre riferito che, facendo ruotare la sfera sul proprio asse per mezzo di strumenti meccanici, il suo peso apparente sarebbe diminuito di circa 1–2,6 kg, tornando al valore precedente dopo l'arresto della rotazione. Sono state inoltre diffuse testimonianze video all'interno delle quali la sfera viene sottoposta a suoni, canti e recitazione di mantra, durante i quali sarebbero state osservate variazioni delle vibrazioni o dei campi elettromagnetici. Sarebbero state inoltre osservate analoghe variazioni durante l'interazione con persone. Tali reazioni non risultano tuttavia ancora verificate scientificamente.
Nel settembre 2025 l'ufologo Steven Greer ha reso nota l'analisi al radiocarbonio, effettuata dall'Università della Georgia, della resina contenuta all'interno della sfera, affermando che risulterebbe avere circa 12 560 anni.
Incisioni e simboli La superficie della sfera presenta delle incisioni (glifi) apparentemente eseguite a mano e alcuni simboli geometrici, il cui significato non è ancora stato identificato. Alcuni sostenitori di interpretazioni New Age hanno accostato i glifi al proto-sanscrito o alla cosiddetta «lingua degli angeli», espressioni riconducibili a teorie esoteriche ma prive di qualsiasi riscontro scientifico. Un lavoro pubblicato nel 2025 su SSRN, esplicitamente presentato come Hypothetical Analysis e realizzato da un autore indipendente, ha poi ipotizzato che i 24 glifi, insieme a 6 separatori, possano costituire la codifica di un peptide di 24 amminoacidi e che la sfera possa funzionare come un dispositivo per la biosintesi del peptide. Tali interpretazioni sono contenute in un lavoro preliminare e non risultano pubblicate su una rivista scientifica sottoposta a revisione paritaria.
Il progressivo aumento di peso Secondo il racconto di Arias Restrepo, al momento del ritrovamento la sfera aveva un peso di circa 2 kg, da lui stimato manualmente anche in base alla propria esperienza nella vendita di arachidi, attività per la quale è abituato a valutare il peso degli oggetti senza l'utilizzo di una bilancia. Nei giorni successivi, secondo quanto riferito da Arias Restrepo, il peso sarebbe progressivamente aumentato. A distanza di circa due mesi dopo il ritrovamento, la sfera sarebbe stata pesata a 6 kg, per poi raggiungerne 9 e infine 10,13 kg. Il presunto aumento di peso è stato successivamente riferito anche da David Vélez, che dichiarò di avere osservato un incremento del peso durante i due mesi in cui ebbe la sfera nella propria azienda.
Come dettoSi veda la sezione Analisi dei materiali., nel corso di successivi esperimenti durante i quali la sfera veniva fatta ruotare attorno al proprio asse tramite apparecchi meccanici, è stato riferito che il peso della sfera tendeva a diminuire sensibilmente.
Ipotesi sulla natura della sfera Sono state avanzate diverse ipotesi circa la natura e il funzionamento della sfera. Uno studio pubblicato come preprint su SSRN da Patrick Morcillo ha proposto di descriverne il comportamento attraverso un modello di massa negativa e una teoria denominata «topo-temporal physics». Il lavoro tuttavia non risulta ancora pubblicato.
Reazioni e scetticismo Il caso ha suscitato scetticismo significativo nella comunità scientifica colombiana, che ha criticato la mancanza di studi rigorosi, peer-reviewed e la diffusione prevalente attraverso canali mediatici sensazionalistici piuttosto che accademici. Santiago Vargas, astrofisico e professore presso l'osservatorio astronomico dell'Università Nazionale della Colombia, ha dichiarato in interviste riportate da alcuni media che i materiali rilevati nella sfera non indicano tecnologia «di origine non terrestre». Ha inoltre sottolineato l'assenza di evidenze scientifiche credibili a supporto delle affermazioni più straordinarie.
Lauren Flor Torres, astrofisica dell'Università di Antioquia, ha osservato che l'aspetto superficiale impeccabile della sfera non è compatibile con l'ingresso atmosferico di un meteorite o detrito spaziale, che causerebbe tipiche alterazioni da frizione e calore.
Note
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