Casale è una frazione del comune di Felino, in provincia di Parma.
La località dista 2,43 km dal capoluogo.
Geografia fisica Casale sorge alla quota di 150 m s.l.m., in posizione pianeggiante, sulla sponda destra del torrente Baganza, di fronte al centro di Sala Baganza.
Storia Il borgo fu fondato in epoca tardo-medievale; risale probabilmente agli ultimi decenni del XV secolo la costruzione dell'oratorio di San Rocco, forse in segno di ringraziamento per la conclusione di una pestilenza; nei suoi pressi fu inoltre eretto un lazzaretto, in seguito abbandonato..
La località di "Casale di Carignano" fu però menzionata per la prima volta soltanto dopo la metà del XVI secolo, nei documenti catastali redatti per volere del primo duca di Parma Pier Luigi Farnese e completati nel 1560; all'epoca il centro abitato era circondato da terreni coltivati appartenenti alla marchesa Camilla Pallavicino, discendente di Galeazzo, feudatario di Felino nella prima metà del secolo.
La zona rientrava già allora all'interno del territorio dipendente dalla parrocchia di San Pietro Apostolo di Carignano, cui nel 1792 l'oratorio, da tempo appartenente alla famiglia Cella, fu donato dagli eredi Angelo e Tommaso allo scopo di destinarlo all'esercizio pubblico del culto a servizio degli abitanti della località..
Il piccolo borgo, successivamente annesso al comune di Felino, mantenne pressoché inalterate le dimensioni fino all'incirca alla metà del XX secolo; in seguito il centro si sviluppò significativamente con la costruzione di numerosi edifici residenziali, favorita dalla posizione prossima al capoluogo comunale e non lontana da quello provinciale.
Il 13 ottobre 2014, a causa delle fortissime piogge, il torrente Baganza esondò a Parma, allagando parte della città e provocando ingenti danni. Negli anni seguenti fu decisa la realizzazione di una cassa di espansione a poca distanza dal centro di Casale, estesa su una superficie di circa 9 ettari per un massimo volume di invaso di m³ d'acqua; i lavori di costruzione delle arginature furono avviati nel 2020.
Monumenti e luoghi d'interesse Oratorio di San Rocco
Costruito in stile tardo-romanico con elementi gotici probabilmente tra il 1480 e il 1490, l'oratorio fu menzionato per la prima volta nel 1578; restaurato tra il XVII e il XVIII secolo, il luogo di culto privato, appartenente alla famiglia Cella, fu donato nel 1792 alla parrocchia di San Pietro Apostolo di Carignano; danneggiato dal terremoto del 9 novembre 1983, fu ristrutturato nel 1985. Il piccolo edificio, sviluppato su una pianta a navata unica, presenta una simmetrica facciata a capanna ornata con paraste, cornici, rosone e archetti pensili gotici in cotto, che proseguono anche lungo i prospetti laterali e l'abside poligonale; all'interno la navata, scandita da lesene doriche, conserva sulla parte sommitale della controfacciata un trittico affrescato tardo quattrocentesco, attribuito a Francesco Tacconi o Jacopo Loschi.
Villa Alessandrini Edificata nella seconda metà del XVIII secolo, la villa pervenne in epoca imprecisata ai conti Crescini, che ne risultavano sicuramente proprietari agli inizi del XIX secolo; ereditata per via materna dal duca Pietro Ferretti di Castelferretto agli inizi del XX secolo, fu acquistata intorno al 1920 da Luigi Alessandrini, che la trasmise al figlio Giuseppe e ai suoi discendenti. La struttura, sviluppata su una pianta quadrata, si eleva su due livelli principali fuori terra, oltre al sottotetto; la simmetrica facciata presenta nel mezzo l'ampio portale ad arco a tutto sesto, sormontato da una portafinestra di forme analoghe. All'interno l'androne passante, ornato con dipinti neogotici, conduce alle sale laterali, coperte da volte lunettate; analoga disposizione presenta il primo piano. Intorno si sviluppa il parco riccamente piantumato, delimitato sul perimetro da un muro di cinta..
Villa Dù-Comò Costruita entro gli inizi del XIX secolo, la villa pervenne prima del 1821 alla famiglia Terzi; alienata in seguito alla famiglia Giordani, fu acquistata intorno al 1920 dai marchesi Malenchini, proprietari della villa omonima di Carignano. L'edificio, sviluppato su una pianta a C, si eleva su tre livelli fuori terra; la simmetrica facciata, tripartita da due avancorpi laterali, presenta nel mezzo un portico, retto da una colonna dorica centrale; al primo piano si aprono tre finestre, realizzate intorno al 1830 in stile neogotico. Intorno si sviluppa il giardino, in cui è presente un platano secolare..
Note
Bibliografia
Voci correlate Felino (Italia) Carignano (Parma)
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