Sant'Ilario Baganza è una frazione del comune di Felino, in provincia di Parma.

La località dista 5,18 km dal capoluogo.

Geografia fisica La frazione sorge alla quota di 286 m s.l.m. sul versante destro della Val Baganza, in una piccola valle laterale che si allunga tra le propaggini dei colli di Tordenaso e di Strognano;.. a poca distanza verso ovest, sulla riva del corso d'acqua sorge lungo la strada provinciale 15 della Val Baganza il centro di Poggio di Sant'Ilario Baganza..

Origini del nome La località è intitolata a sant'Ilario di Poitiers, al quale è dedicata anche la chiesa parrocchiale di origine medievale, in cui è conservata un'antichissima pietra secondo la tradizione toccata dal santo e considerata taumaturgica..

Storia Il centro abitato fu fondato in epoca medievale, lungo una diramazione della via Francigena, percorsa dai pellegrini diretti a Roma dal Nord Europa; nell'XI secolo vi fu eretta la primitiva cappella.

In epoca imprecisata nel borgo, forse in prossimità del luogo di culto, fu eretto dai cavalieri templari uno xenodochio.

La zona dipendeva all'epoca dal castello di Monte Palero, edificato nel 1196 dai marchesi Pallavicino sui resti di un fortilizio bizantino assegnato nel 1189 dall'imperatore del Sacro Romano Impero Federico Barbarossa al marchese Oberto I..

Nel 1348, in seguito alla morte del marchese Manfredino Pallavicino, il feudo, comprendente i centri di Sant'Ilario, Cevola e Ceretolo, fu ereditato dal figlio Donnino, unitamente ai castelli di Ravarano, Parola e Zibello, oltre a tutte le terre annesse.

Nel 1405, in seguito alla conquista del castello rossiano di Pariano da parte di Giacomo e Ottobuono de' Terzi, il vescovo Giacomo de' Rossi, già feudatario della vicina Neviano, occupò con le sue truppe Monte Palero, ove fece ricostruire una fortificazione difensiva, detta "Castel Palerio". I territori di Sant'Ilario Baganza e Cevola furono posti sotto la giurisdizione del castello di Felino..

Il 5 luglio 1436 nell'antico xenodochio fu istituito un patronato a favore di Pier Maria II de' Rossi, che nel 1451 lo fece riedificare;. tuttavia, vent'anni dopo, al pari di numerosi altri piccoli ospedali del Parmense, la struttura fu incamerata dall'ospedale Maggiore di Parma fondato da Rodolfo Tanzi e fu conseguentemente soppressa..

Nel 1482 ebbe inizio la rovinosa guerra dei Rossi, al cui termine il feudo di Felino, insieme a quelli di Torrechiara e San Secondo, fu assegnato a Leone Sforza, figlio minore di Ludovico il Moro, che ne divenne amministratore.. Alla morte del giovane, avvenuta nel 1496, le rendite dei tre feudi passarono, per qualche tempo, alla duchessa Beatrice d'Este, moglie di Ludovico..

In seguito alla conquista del ducato di Milano da parte dei francesi nel 1499, il re Luigi XII assegnò Felino e Torrechiara al maresciallo Pietro di Rohan, signore di Giè,. che nel 1502 li alienò al marchese Galeazzo I Pallavicino di Busseto.. Nel 1545 la contessa di Santa Fiora Costanza Farnese acconsentì al matrimonio tra il figlio Sforza I Sforza e la marchesa Luisa Pallavicino, che portò in dote, tra gli altri, i feudi di Torrechiara e Felino. Nel 1600 il cardinale Francesco Sforza alienò il feudo di Felino al conte Cosimo Masi, il cui figlio Giovan Battista nel 1612 fu arrestato e giustiziato, insieme a numerosi altri nobili del Parmense, con l'accusa di aver partecipato alla presunta congiura dei feudatari ai danni del duca di Parma Ranuccio I Farnese, che confiscò tutti i loro beni..

Nel 1632 Odoardo I nominò conte di Felino il generale Girolamo Rho; alla sua morte, nel 1645 il Duca investì dei diritti sul feudo il ministro Giacomo Gaufridi, marchese di Castelguelfo, che li mantenne fino alla sua condanna a morte decretata da Ranuccio II Farnese nel 1650. Il Duca assegnò quindi il marchesato al segretario di Stato Pier Giorgio Lampugnani; alla scomparsa, nel 1762, dell'ultimo dei Lampugnani, Camillo, Felino ritornò alla Camera ducale. Ultimo feudatario fu dal 1763 al 1774 il primo ministro ducale Guillaume du Tillot.

In seguito all'abolizione napoleonica dei diritti feudali del 1805, Sant'Ilario Baganza fu aggregato al comune (o mairie) di Felino.

Dopo la costruzione nel 1910 della tranvia Parma-Marzolara lungo la strada provinciale della Val Baganza, nel 1913 iniziò lo sviluppo della località del Poggio, con la costruzione di sei edifici residenziali, intorno ai quali sorsero altre palazzine e villette di villeggiatura. Negli anni seguenti vi si stanziarono varie attività del comparto agroalimentare, tra cui caseifici e industrie per la lavorazione dei pomodori.

Monumenti e luoghi d'interesse Chiesa di Sant'Ilario

Edificata presumibilmente tra l'XI e il XII secolo, la cappella originaria, menzionata per la prima volta nel 1230, fu ampliata nel 1322 con la sopraelevazione della navata e l'edificazione del nuovo presbiterio a pianta rettangolare; affiancata nel 1472 dal campanile e verso il 1564 da due cappelle, divenne allora sede parrocchiale autonoma; modificata internamente nel 1686 con la costruzione di un'ulteriore campata e delle volte a crociera sulla navata, fu arricchita nel corso del XVIII secolo di una facciata barocca, parzialmente modificata verso la fine del XIX secolo; restaurata nel 1970, fu ristrutturata nel 2005 e nuovamente dopo il terremoto del 23 dicembre 2008. La chiesa, sviluppata su un impianto a navata unica affiancata da una cappella per lato, presenta una simmetrica facciata barocca, scandita da un doppio ordine di quattro lesene e coronata da un frontone triangolare; i fianchi e il retro, rivestiti in pietra, conservano le decorazioni trecentesche. All'interno sono presenti due capitelli e due formelle romanici scolpiti, oltre all'antichissima "Pietra di Sant'Ilario", considerata per secoli taumaturgica; l'aula accoglie varie opere di pregio, tra cui alcuni dipinti settecenteschi e ottocenteschi, una nicchia tardo-quattrocentesca in terracotta e una serie di arredi del XVII e XVIII secolo...

Oratorio di San Lorenzo Menzionato per la prima volta nel 1230 tra le dipendenze della pieve di Castrignano, l'oratorio di San Lorenzo, situato nella piccola località di Ceretolo, crollò nel 1573; ricostruito verso il 1740 per volere dei conti Apiani, fu successivamente sconsacrato. Il piccolo edificio conserva al suo interno un'antica croce..

Note

Bibliografia

Voci correlate Felino (Italia) Castello di Monte Palero Castello di Felino Pallavicino Rossi di Parma

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