Le mura di Trento sono un'antica opera di architettura militare che circondava e proteggeva la città di Trento. Edificate in più fasi, dal nucleo romano alla grande cinta medievale e infine alla modernizzazione rinascimentale, hanno definito la forma urbana della città per oltre seicento anni.

La storia delle mura è legata indissolubilmente a quella del Principato Vescovile di Trento. Sebbene un primo nucleo difensivo risalga all'epoca romana (l'antica Tridentum), la prima vera cinta muraria medievale fu voluta dal principe vescovo Federico Vanga nel XIII secolo. Questa struttura fu poi superata e inglobata dalla massiccia opera di fortificazione voluta da Bernardo Clesio nel XVI secolo, che adattò le difese alle nuove esigenze imposte dall'uso della polvere da sparo e dell'artiglieria.

Le mura persero la loro funzione strategica con la fine del Principato Vescovile nel 1803 e l'avvento dell'Impero austriaco. Considerate un ostacolo all'espansione urbana e all'igiene pubblica, vennero in gran parte demolite nella seconda metà del XIX secolo, in particolare per far spazio alla nuova ferrovia e ai quartieri residenziali.

Nonostante le estese demolizioni, importanti tratti della cinta muraria sono sopravvissuti e sono oggi visibili. Un grande programma di restauro ha interessato le sezioni superstiti, in particolare l'area di Piazza Fiera, rendendole un monumento visitabile e una testimonianza fondamentale della storia della città.

Storia

Nucleo romano L'antica Tridentum romana, fondata nel I secolo a.C., era un municipium dotato di una cinta muraria. Questa prima struttura difendeva un'area quadrangolare relativamente ristretta, corrispondente al nucleo più antico del centro storico (all'incirca l'area tra via Larga, via Santa Trinità e via Belenzani). La porta principale di questo impianto era la Porta Veronensis, i cui resti sono oggi visibili nello spazio archeologico sotterraneo di Piazza Cesare Battisti.

Mura vanghiane Con la crescita della città medievale e l'istituzione del Principato Vescovile, le antiche mura romane divennero insufficienti. Fu il principe vescovo Federico Vanga, tra il 1215 e il 1218, a promuovere l'edificazione di una nuova, imponente cinta muraria.

Questa cinta, nota come "mura Vanghiane", inglobava un'area molto più vasta, che includeva il Duomo di Trento (allora in costruzione) e il borgo di San Martino. Le mura Vanghiane sfruttavano il corso del fiume Adige (che all'epoca scorreva molto più a est, lambendo l'attuale centro storico) come formidabile difesa naturale sul lato occidentale. Cardini di questa difesa fluviale erano due torri:

La Torre Vanga, massiccia costruzione a sud, che controllava l'accesso al fiume e fungeva da dogana. La Torre Verde, a nord, che sorgeva su un'isola fluviale e chiudeva la cinta presso il Castello del Buonconsiglio.

Questa cinta muraria definì i confini della città per tutto il Medioevo.

Mura clesiane

All'inizio del XVI secolo, l'avvento dell'artiglieria rese obsolete le alte e sottili mura medievali. Il principe vescovo Bernardo Clesio, figura centrale del Rinascimento trentino e organizzatore del Concilio di Trento, avviò un radicale ammodernamento delle difese urbane a partire dal 1520. Le nuove mura inglobarono il "Borgo Nuovo" (l'attuale area di Piazza Fiera), che in precedenza si trovava all'esterno della cinta Vanghiana. Sul lato orientale, il più esposto, le vecchie mura furono sostituite da un nuovo tracciato con cortine più basse e spesse, dotate di terrapieni e possenti bastioni circolari (detti "rondelle" o "torrioni") progettati per il tiro incrociato dell'artiglieria. Il più famoso e meglio conservato è il Torrione che domina ancora oggi Piazza Fiera. Le mura clesiane diedero a Trento la sua forma urbana definitiva, che mantenne fino all'Ottocento. Durante l'Assedio di Trento (1703), nel corso della Guerra di successione spagnola, le fortificazioni clesiane, sebbene danneggiate, resistettero all'attacco delle truppe francesi del generale Luigi Giuseppe di Borbone-Vendôme.

Demolizione e restauro Con la secolarizzazione del Principato Vescovile e l'integrazione di Trento nell'Impero austriaco, le mura persero ogni funzione militare. A partire dalla metà del XIX secolo, l'amministrazione cittadina ne decise la quasi totale demolizione per motivi di igiene (impedivano la circolazione dell'aria) e di sviluppo urbanistico (era necessario far spazio alla ferrovia del Brennero e a nuovi quartieri). La maggior parte della cinta clesiana sul lato orientale fu abbattuta, creando lo spazio per le attuali via G.B. Trener, via B. Clesio e via F. S. Benucci.

Nonostante ciò, sono sopravvissuti tratti significativi:

Mura Clesiane di Piazza Fiera: Il tratto più lungo e monumentale, che va da Piazza Fiera fino a via S. Giovanni Bosco, includendo il Torrione. Torre Vanga: Sebbene oggi isolata dal fiume (deviato nell'Ottocento), rimane uno dei simboli della città. Torre Verde: Anch'essa isolata dal fiume, si trova vicino al Castello del Buonconsiglio. Tratti minori: Altri piccoli segmenti sono visibili in via Torre Vanga e inglobati in edifici successivi. Nel 2023 venne iniziato un primo restauro, concluso nel 2024.

Porte della città La cinta clesiana era dotata di tre porte principali, che corrispondevano alle direttrici di traffico:

Porta Aquila (o Porta Tedesca): A nord, verso il Castello del Buonconsiglio e le terre del Sacro Romano Impero. Porta Veronese (o Porta Italiana): A sud, sull'asse dell'antica porta romana, in direzione di Verona e dell'Italia. Fu demolita. Porta Santa Croce: A est, verso la Valsugana e Venezia. Fu demolita.

A queste si aggiungeva la più piccola Porta Santa Margherita, a sud-est.

Voci correlate

Trento Principato Vescovile di Trento Federico Vanga Bernardo Clesio Torre Vanga Storia del Trentino

Note

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