Il tunnel sub-portuale di Genova è un progetto di infrastruttura stradale sotterranea in costruzione nel comune di Genova, destinato a collegare direttamente il nodo di San Benigno (ponente) con il quartiere della Foce (levante) passando al di sotto del porto di Genova. L’opera ha l’obiettivo di migliorare la viabilità cittadina e i collegamenti tra ponente e levante, riducendo il traffico sulla viabilità di superficie e favorendo la riqualificazione urbana del fronte mare.

Il tracciato complessivo misura circa 4,2 km, di cui 3,4 km interamente in galleria sottomarina a doppia canna, ciascuna con due corsie di marcia. Le gallerie, scavate meccanicamente con talpa TBM di grande diametro (circa 16 m), raggiungeranno una profondità massima di circa 45 metri sotto il livello del mare.

Al momento della sua progettazione, sarebbe il primo tunnel sottomarino d'Italia, il più grande d'Europa e il quarto al mondo per diametro.

Il progetto, dal valore complessivo stimato di circa un miliardo di euro, prende origine da un accordo tra Autostrade per l'Italia, ministero dei Trasporti ed enti locali quale risarcimento alla città dopo il crollo del Ponte Morandi.

L’apertura al traffico è prevista per il 2029. Una volta completato, il tunnel consentirà di liberare parte della sopraelevata Aldo Moro e di riconnettere urbanisticamente il centro città con il mare, favorendo la creazione di nuove aree verdi (10 ettari di cui tre parchi pubblici) e percorsi pedonali. L'apertura del tunnel potrebbe far risparmiare fino a un milione di ore di viaggio all'anno.

Il progetto prevede inoltre di includere il parco della Lanterna in un rinnovato sistema di percorsi ciclopedonali.

Localizzazione

Il tunnel subportuale di Genova si sviluppa nel territorio del Comune di Genova, in Liguria, e collega la zona di San Benigno (nei pressi del terminal portuale e dell’imbocco autostradale di Genova Ovest) con il quartiere della Foce, situato all’estremità orientale del centro cittadino. Il tracciato, lungo circa 4,2 km (di cui 3,4 km in galleria), attraversa in sotterraneo il porto di Genova e corre in prossimità della linea di costa, al di sotto del bacino portuale e delle aree industriali retrostanti.

Il progetto prevede due canne parallele a senso unico, ciascuna con due corsie di marcia, che permetteranno di deviare il traffico di attraversamento est-ovest fuori dalla viabilità urbana di superficie, riducendo la congestione nel centro cittadino e lungo la sopraelevata Aldo Moro.

Genova e il mare La città di Genova, storicamente sviluppatasi lungo una stretta fascia costiera tra mare e rilievi appenninici, ha da sempre dovuto convivere con la limitata disponibilità di spazi e con una viabilità complessa. L’opera del tunnel subportuale nasce per ristabilire un equilibrio tra la città e il suo fronte mare, favorendo la riorganizzazione urbanistica dell’area portuale e la progressiva rimozione di tratti della sopraelevata Aldo Moro, oggi percepita come barriera visiva e funzionale tra il centro e il mare.

Il progetto si inserisce inoltre nel più ampio processo di riqualificazione urbana e portuale promosso dal Comune di Genova e dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, volto a rendere più fluida la connessione tra le aree portuali, la rete autostradale e il tessuto urbano cittadino.

Storia

L’idea di realizzare un collegamento sotterraneo sotto il bacino portuale di Genova risale ai primi anni 2000. Un primo progetto preliminare viene redatto nel 2003 e successivamente approvato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici nel 2005.

Nel 2006 l’opera viene inserita tra le infrastrutture strategiche del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ma per diversi anni il progetto rimane in una fase di stallo, con studi e revisioni che non portano all’avvio dei lavori.

Un nuovo impulso viene dato nel 2021, quando il 14 ottobre viene firmato un accordo tra Autostrade per l'Italia, la Regione Liguria, l'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e il Comune di Genova per avviare la fase esecutiva del progetto.

Il progetto è concepito in collaborazione con Renzo Piano Building Workshop, e ambisce a recuperare e riqualificare le aree di ingresso del tunnel, con interventi in superficie.

Il 29 giugno 2023 vengono avviate le opere propedeutiche del cosiddetto “lotto zero” nella zona di San Benigno, comprendenti demolizioni, predisposizioni dei cantieri e spostamento dei sottoservizi.

La cerimonia ufficiale di apertura del cantiere si svolge nel marzo 2024, alla presenza delle autorità cittadine e regionali. In tale occasione viene confermata la previsione di completamento dell’opera entro il 2029.

Nel 2025 il progetto di cantiere in zona Foce ha ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie, con l'avvio ufficiale dei lavori previsto per la fine del 2027. Gli interventi in questa area comporteranno l'abbattimento di 67 alberi nell'area dei giardini Coco, con la previsione di ripiantarne 80 in futuro.

La TBM, operativa a partire da San Benigno, dovrebbe raggiungere la Foce entro la fine del 2028. Successivamente, nel corso del 2029, la fresa riprenderà lo scavo in senso opposto per realizzare la seconda canna del tunnel.

Sebbene il progetto originale prevedesse la demolizione della Sopraelevata Aldo Moro, il destino di questa infrastruttura rimane tuttora incerto e dibattuto.

Nel corso della sua lunga gestazione, il progetto ha assunto una valenza non solo infrastrutturale ma anche urbanistica: oltre a migliorare la viabilità tra ponente e levante, il tunnel mira a favorire la riqualificazione del fronte mare e la graduale rimozione della sopraelevata Aldo Moro, restituendo spazi pubblici e verde urbano alla città.

Descrizione e progetto Il progetto prevede la realizzazione di una galleria stradale sotterranea a doppia canna, destinata a collegare la zona di San Benigno (ponente) con il quartiere della Foce (levante), attraversando il bacino del porto di Genova. L’opera ha una lunghezza complessiva di circa 4,2 km, di cui 3,4 km interamente in galleria, e si configura come il primo tunnel sottomarino mai realizzato in Italia.

Le due gallerie, una per ciascun senso di marcia, avranno un diametro di circa 16 metri e saranno scavate con tecnologia meccanizzata mediante TBM di tipo “Hydroshield”, progettata per operare in presenza di falda marina e terreni eterogenei. Nella tratta centrale, in corrispondenza del porto, il tunnel raggiungerà una profondità massima di circa −45 metri sotto il livello del mare.

Ogni canna ospiterà due corsie di marcia e una banchina di emergenza; la velocità di progetto prevista è di circa 70 km/h.

Sul lato occidentale, l’infrastruttura si collegherà al lungomare Canepa e alla strada Guido Rossa, consentendo un rapido accesso al casello autostradale di Genova Aeroporto (A10). Sul lato orientale, invece, l’uscita è prevista in prossimità di Viale Brigate Partigiane, nel quartiere della Foce.

Oltre alla componente infrastrutturale, il progetto riveste una forte valenza urbanistica: l’obiettivo è deviare parte del traffico di attraversamento est–ovest dalla superficie, permettendo la progressiva dismissione di tratti della sopraelevata Aldo Moro e la creazione di nuovi spazi pubblici e aree verdi lungo il fronte mare.

Dal punto di vista ambientale e paesaggistico, il progetto è inserito in un più ampio piano di riqualificazione del waterfront genovese promosso dal Comune di Genova e dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, con interventi di mitigazione acustica, ripristino ambientale e nuovi collegamenti ciclopedonali lungo l’area portuale.

Note

Altri progetti

Categoria:Trasporti a Genova