La Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2025, conosciuta anche come COP30, è la XXX Conferenza delle Parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), organizzata dal Brasile presso il Parco della città di Belém dal 10 al 21 novembre 2025.
Oltre alla 30ª Conferenza delle Parti dell'UNFCCC (COP30), comprende anche la 20ª Conferenza delle Parti del Protocollo di Kyoto (CMP20), la 7ª Conferenza delle Parti dell'Accordo di Parigi (CMA7), la 63ª sessione dell'Organismo sussidiario per la consulenza scientifica e tecnologica (SBSTA63) e la 63ª sessione dell'Organismo sussidiario per l'attuazione (SBI63).
Contesto In base alla prassi della rotazione tra i gruppi regionali delle Nazioni Unite, l'organizzazione della Conferenza del 2025 spetta al Gruppo America latina e Caraibi. Nel corso della COP27 di Sharm el-Sheikh (2022) il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha presentato la candidatura del Brasile per la COP del 2025. L'11 gennaio 2023 il presidente Lula ha comunicato che il Ministero degli affari esteri aveva ufficializzato la candidatura del Brasile a ospitare la Conferenza del 2025, mentre nel maggio 2023 le Nazioni Unite hanno confermato Belém quale sede della COP30.
Dopo la COP29
Il 10 febbraio 2025 è scaduto il termine entro il quale i Paesi firmatari dell'Accordo di Parigi dovevano presentare l'aggiornamento dei Contributi determinati a livello nazionale (NDC), scadenza confermata alla COP28. Il sito CarbonBrief ha segnalato che solo 13 Paesi su 195 firmatari hanno rispettato l'impegno e che i rimanenti 182 rappresentano l'83% delle emissioni globali e quasi l'80% dell'economia mondiale.
Il 19 marzo 2025 l'Organizzazione meteorologica mondiale ha pubblicato il rapporto State of the Global Climate 2024 con il quale ha attestato che la temperatura media globale è stata di 1,55±0,13 °C rispetto alla media preindustriale (1850-1900), risultando così l'anno più caldo mai registrato. Il rapporto ha sottolineato i massicci sconvolgimenti economici e sociali causati da eventi meteorologici estremi e gli impatti a lungo termine del caldo record degli oceani e dell'innalzamento del livello del mare.
Global Footprint Network ha calcolato che nel 2025 l'Earth Overshoot Day, inteso come il giorno nel quale l'umanità consuma interamente le risorse prodotte dal pianeta Terra nell'intero anno, sarebbe stato il 24 luglio.
Il 22 settembre 2025 lo Stockholm Environment Institute (SEI) ha presentato il Production Gap Report 2025 secondo il quale dieci anni dopo l'Accordo di Parigi i governi prevedono di produrre entro il 2030 il 120% del volume di combustibili fossili rispetto a quanto sarebbe compatibile con un limite di riscaldamento globale a 1,5 °C e il 77% in più rispetto a quanto sarebbe compatibile con un limite di 2 °C; il che equivale a un ampliamento del divario rispetto all'analisi del 2023 rispettivamente del 110% e del 69% rispetto ai limiti di riscaldamento di 1,5 °C e 2 °C.
Il 28 ottobre 2025 il Segretariato dell'UNFCCC ha presentato il Rapporto di sintesi Nationally determined contributions under the Paris Agreement (Contributi determinati a livello nazionale ai sensi dell'Accordo di Parigi), che ha evidenziato che al 30 settembre 2025 solo 64 Paesi avevano presentato gli NDC aggiornati sui 195 che avevano firmato l'Accordo. Gli NDC sinora presentati potrebbero comportare una riduzione delle emissioni inferiore a un terzo di quanto necessario, mentre la riduzione prevista del 19-24% rispetto ai livelli del 2019 è lontana dal calo del 60 % richiesto entro il 2035 per limitare il riscaldamento globale di 1,5 °C.
In data 29 ottobre 2025 la rivista scientifica The Lancet ha pubblicato il nono rapporto annuale Countdown on health and climate change nel quale si sostiene che 13 dei 20 indicatori chiave che monitorano le minacce alla salute hanno raggiunto livelli record; il tasso di morti per il caldo è aumentato del 23% dagli anni novanta, arrivando a 546.000 all'anno nel periodo 2012-2021; l'inquinamento atmosferico derivante dalla combustione di fonti fossili è responsabile di 2,5 milioni di morti nel 2022; nel 2024 il fumo degli incendi è stato collegato a 154.000 decessi; il potenziale di trasmissione globale della dengue è aumentato sino al 49% dagli anni cinquanta a causa delle condizioni climatiche; si stima che nel 2024 l'esposizione al calore abbia provocato la perdita di 639 miliardi di ore lavorative di produttività, con perdite di reddito equivalenti a 1.090 miliardi di dollari, quasi l'1% del PIL mondiale.
Il 4 novembre 2025 l'UNEP (Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente) ha pubblicato lEmissions Gap Report 2025: Off target, che si basa sui Contributi determinati a livello nazionale (NDC) presentati da 60 Paesi entro il 30 settembre 2025. La 16ª edizione dellEmissions Gap Report, con il sottotitolo «Fuori bersaglio», rileva che le proiezioni del riscaldamento globale per questo secolo, sono ora comprese tra 2,3 e 2,5 °C, rispetto ai 2,6-2,8 °C del rapporto dell'anno scorso. Tuttavia, gli aggiornamenti metodologici contribuiscono per 0,1 °C al miglioramento, e l'imminente ritiro degli Stati Uniti dall'Accordo di Parigi annullerà un altro 0,1 °C, il che significa che i nuovi NDC hanno solo in parte spostato l'ago della bilancia. Gli Stati sono ancora lontani dal raggiungere l'obiettivo dell'Accordo di Parigi di limitare il riscaldamento al di sotto dei 2 °C, pur perseguendo gli sforzi per rimanere al di sotto di 1,5 °C. Entro il 2035 saranno necessarie riduzioni delle emissioni annuali del 35% e del 55% rispetto ai livelli del 2019, per allinearsi rispettivamente ai percorsi di 2 °C e 1,5 °C dell'Accordo di Parigi. Considerata l'entità dei tagli necessari, il breve tempo a disposizione per attuarli e il difficile clima politico, è molto probabile che si verifichi un superamento maggiore di 1,5 °C entro il prossimo decennio. Ogni frazione di grado evitata significa minori perdite per le persone e gli ecosistemi, minori costi e minore dipendenza da tecniche incerte di rimozione dell'anidride carbonica per tornare a 1,5 °C entro il 2100. Inger Andersen, Direttrice Esecutiva dell'UNEP, ha commentato: «Le nazioni hanno tentato tre volte di mantenere le promesse fatte nell'ambito dell'Accordo di Parigi e ogni volta hanno mancato l'obiettivo. [...] Sebbene i piani nazionali per il clima abbiano prodotto qualche progresso, la rapidità non è stata sufficiente, motivo per cui abbiamo ancora bisogno di tagli alle emissioni senza precedenti in un arco di tempo sempre più ristretto, in un contesto geopolitico sempre più difficile».
Presidenza Nel gennaio 2025 il presidente Lula ha nominato il diplomatico brasiliano André Corrêa do Lago presidente di COP30. La decisione è stata commentata positivamente dagli attivisti climatici brasiliani in considerazione dell'esperienza di Corrêa do Lago in merito alla giustizia climatica. Corrêa do Lago è un esperto diplomatico, dal marzo 2023 segretario per il Clima, l'energia e l'ambiente presso il Ministero degli affari esteri brasiliano e capo negoziatore del Brasile alla COP28 (2023) e alla COP29 (2024).
Allo stesso tempo Ana Toni, Segretaria per i cambiamenti climatici presso il Ministero dell'ambiente brasiliano, è stata nominata Direttrice esecutiva di COP30.
Città ospitante
La 30ª Conferenza delle Parti (COP30) si è tenuta a Belém, nello Stato brasiliano del Pará, presso il Parco della città, che sarà suddiviso in due zone: «zona blu» e «zona verde»: la «zona blu» (), gestita dall'UNFCCC, destinata agli incontri ufficiali e solo alle delegazioni delle Parti, ai capi di Stato e di governo, agli osservatori autorizzati, alla stampa accreditata e ospiterà gli stand nazionali; la «zona verde» (), esterna e confinante con la «zona blu», gestita dalla presidenza brasiliana della COP, aperta al pubblico, eventi collaterali organizzati dalle associazioni giovanili, dalla società civile, dalle università, dalle popolazioni indigene, dagli accademici e dagli artisti.
Per preparare la capitale del Pará a un evento di tale portata, sono previsti una serie di interventi strutturali. Solo nel 2024 Belém ha ricevuto finanziamenti di 5 miliardi di R$, da fonti quali: Tesoro dello Stato, Itaipu Binacional, Banca nazionale per lo sviluppo economico e sociale (BNDES), Caixa Econômica Federal (CEF), Fundo de Garantia do Tempo de Serviço (FGTS), Orçamento Geral da União, Fundo Geral de Turismo (Fungetur), iniziative private e la società mineraria Vale.
Tra i lavori previsti c'è la rivitalizzazione dei viali Visconde de Souza Franco e Tamandaré, trasformando i canali in piazze e spazi pubblici, che include anche l'installazione di un nuovo sistema di drenaggio per lo stoccaggio dell'acqua piovana e una rete fognaria.
Altre strade saranno oggetto di lavori di rivitalizzazione per migliorare la mobilità (Avenida Duque de Caxias, Avenida Dr. Freitas, Avenida Pedro Álvares Cabral, Avenida Senador Lemos, Rua Belém, Rua Municipalidade e Rua da Marinha), con ammodernamento dei semafori e dell'illuminazione, sistema video di controllo del traffico, corsie intelligenti con illuminazione di orientamento, fermate degli autobus con totem informativi e wi-fi, e la realizzazione di piste ciclabili. Per modernizzare i trasporti cittadini sono stati consegnati autobus elettrici e autobus diesel conformi alla normativa Euro 6, sono stati realizzati nuovi viadotti, creati percorsi alternativi ed è stato completato il Bus Rapid Transit Metropolitano di Belém che collega le città di Belém, Ananindeua, Marituba, Benevides, Santa Bárbara do Pará e Santa Izabel do Pará.
Mesi prima dell'evento, la stampa brasiliana e documenti dello stesso governo federale avevano segnalato speculazioni immobiliari a Belém. Nell'aprile 2025 la Segreteria straordinaria della Casa Civil ha definito i prezzi come «estremamente alti, incomprensibilmente alti e ben al di sopra di quelli praticati nel più grande evento annuale della città, il Círio de Nazaré». I rapporti indicavano tariffe giornaliere fino a 6.500 R$ (circa 1.000 euro) in hotel e immobili in affitto per oltre 1 milione di R$ per il periodo della conferenza, valori che superavano quelli di città come New York. In risposta, il governo federale ha annunciato, nell'aprile 2025, un accordo con le catene alberghiere per frenare i prezzi abusivi, oltre a misure come l'assegnazione di 300 milioni di R$ al settore e l'utilizzo di navi da crociera come alloggi.
Tuttavia, a luglio 2025, l'accordo per regolamentare i prezzi non era ancora stato firmato, incontrando la resistenza del settore alberghiero e delle piattaforme degli affitti. Il presidente della COP30 André Corrêa do Lago ha ammesso che i paesi partecipanti avevano fatto pressione sul Brasile affinché spostasse l'evento in un'altra città. Due settimane dopo, è stato rivelato che 27 paesi avevano firmato una lettera chiedendo soluzioni per le infrastrutture di Belém, evidenziando l'aumento dei prezzi, e Corrêa do Lago ha scritto una lettera aperta invitando la comunità internazionale a fare di Belém «un rito di passaggio».
I dati del governo federale, pubblicati nell'agosto 2025, indicavano che solo 47 dei 196 paesi (il 24%) avevano confermato la disponibilità di alloggi. Un sondaggio condotto dalla stessa UNFCCC, a cui hanno risposto 147 paesi, ha rivelato un numero ancora inferiore: solo 18 hanno dichiarato di avere alloggi certi. Nello stesso sondaggio, il 78% degli intervistati ha citato i prezzi elevati come il principale ostacolo. Questa situazione ha portato alcune delegazioni, come l'Austria, ad annullare la propria partecipazione. Il problema ha colpito anche la popolazione locale: i residenti di immobili in affitto a Belém hanno riferito che i proprietari hanno richiesto la restituzione degli immobili in modo da poterli rendere disponibili per l'affitto durante la COP30, spesso a prezzi sostanzialmente più alti.
Trasferimento della capitale brasiliana