Il sale della Svanezia (; ) è un documentario sovietico del 1930 diretto da Michail Konstantinovič Kalatozov. Si tratta della sua prima esperienza da regista.

La pellicola appartiene al filone del cinema etnografico.

Trama Il film venne girato sui monti della Svanezia, regione caucasica della Georgia, e racconta la difficile vita del popolo che vi abita e le trasformazioni a suo beneficio portate dagli ideali della rivoluzione russa.

Gli abitanti della Svanezia sono costretti a portare a mano grandi quantità di sale sui monti. Per ovviare al problema, il governo comunista locale decide di costruire una strada per agevolare le condizioni dei cittadini.

Produzione Regia La regia de Il sale della Svanezia è caratterizzata da un'alternanza di primi piani estremi e campi lunghissimi. Il film è ricco di inquadrature di paesaggi montani. C'è un ampio uso di primi piani, angolazioni distorte e scorci.

Accoglienza Il sale della Svanezia venne accolto in maniera molto critica dal regime stalinista, tant'è che fu considerato squilibrato e ingiusto nei confronti della regione della Svanezia.

In Italia il film venne proiettato alla Mostra cinematografica di Venezia del 1964, dove raccolse il plauso della critica. Gaetano Ventimiglia lo definì "un'opera eccezionale, un documentario drammatico di altissimo valore, a mio avviso per niente inferiore alle opere che nello stesso periodo realizzavano registi come Ėjzenštejn, come Dovčenko, oppure Reisman".

Particolarità varie Questo documentario poetico rese noto Kalatozov per l'audace lavoro di ripresa che evocava la fotografia e il cinema relativi al costruttivismo. Come nella maggior parte dei film di Kalatozov, Il sale della Svanezia ha come tema chiave il confronto tra uomo e natura. L'eroe del film è il collettivo dei lavoratori che vive secondo natura, che non si separa da essa, ma che la supera nel processo del lavoro. Per quanto l'uomo possa risultare infinitamente piccolo rispetto alla natura, egli è dotato di una forza vitale donatagli dalla comunità. Questa forza assicura la sopravvivenza del collettivo.

Note

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