Marte come guerriero è un dipinto di forma ovale (112,7 x 85 cm) a olio su tela realizzato da Giovanni Francesco Barbieri, detto Guercino, intorno al 1630 e conservato presso il Wellington Museum, all'interno di Apsley House, a Londra.
Storia Il dipinto è ricordato da Carlo Cesare Malvasia che, nella Felsina pittrice, sotto l'anno 1629, annota che Guercino «fece Marte e Venere al Sig. Lorenzo Fioravanti bolognese»; e sotto il 1630 registra: «Fece due quadri al Sig. Fioravanti, per accompagnare gli altri due». La doppia indicazione è stata interpretata come un'imprecisione: nel Libro dei conti dell'artista i pagamenti per Venere e Marte risultano infatti concentrati nel 1630, in tre tranche (23 febbraio, 17 marzo e 26 marzo) per un totale di 125 scudi.
Probabilmente dalla collezione Mora (Wellington 1901); certamente in Francia all’inizio del XIX secolo, un’etichetta un tempo sul retro recitava: «Mars quittant Venus. Deux figures de grandeur naturelle. Oval par Gio. Francesco Barbieri dit le Guercin né à Cento en 1590 mort en 1666». Acquistato o donato al 1º duca di Wellington. Nel 1947 fu donato al Governo di Sua Maestà dal 7º duca di Wellington nel 1947.
Il dipinto forma un pendant con Venere e Cupido, destinato allo stesso committente Lorenzo Fioravanti.
Il dipinto e il suo pendant furono citati da Hermann Voss.
Nel catalogo del Wellington Museum (Apsley House) del 1982, M. Kaufmann incluse la tela e il pendant con i numeri 60 e 61.
Il dipinto fu poi schedato da Luigi Salerno (1988) e da David M. Stone (1991), che riportano misure leggermente diverse (113,7 × 84,2 cm). Soggetto Il dipinto, insieme con il pendant Venere e Cupido, si riferisce al mito della relazione adulterina fra Marte, dio della guerra, e Venere, dea dell'amore. Nella tradizione mitologica Venere è sposata con Vulcano (Efesto nella mitologia greca), divinità del fuoco e delle fucine; Cupido (Amore) accompagna la dea ed è parte essenziale dell'iconografia del tema, che contrappone simbolicamente Amore e Guerra.
Descrizione Marte è raffigurato da solo, e sembra in atto di partire o allontanarsi, mentre nel dipinto compagno Venere sembra trattenerlo o richiamarlo e Cupido tende l'arco in direzione di Marte, stabilendo un nesso narrativo fra le due immagini. Marte è rappresentato come un guerriero colto in un momento di tensione dinamica: impugna la spada e solleva il braccio in un gesto energico, come se stesse per muoversi o voltarsi improvvisamente.
Stile La composizione presenta un impianto dinamico e una costruzione chiaroscurale intensa, con accentuazione delle linee diagonali e della tensione gestuale della figura. In relazione al pendant, il dipinto partecipa a un linguaggio barocco pienamente maturo, fondato sul movimento e sul contrasto luminoso, e concepito per un dialogo visivo tra le due tele. La figura del guerriero trova riscontri in altre invenzioni guercinesche di questi anni, nelle quali il gesto energico e la torsione del corpo contribuiscono a definire una rappresentazione animata e drammatica della figura umana.... Secondo il catalogo del Wellington Museum, riprendendo un'osservazione di Anne K. Horne, le due tele di Apsley House mostrano un linguaggio più marcatamente barocco rispetto alla versione unitaria della Galleria Estense di Modena, con più ampio ricorso al chiaroscuro e a un impianto diagonale; la studiosa le mise inoltre in relazione con l’Angelo custode (1628) della Galleria Colonna di Roma.
La figura del guerriero ricompare nel Martirio di san Lorenzo del 1629 nel Duomo di Ferrara (Salerno 1988, p. 215) e di nuovo, con il braccio destro alzato per colpire (circa 1628), a Tatton Park, Cheshire (National Trust; Salerno 1988, p. 216).
Esposizioni Il dipinto (con il pendant) è stato esposto in Masterpieces of Painting from the Victoria and Albert Museum (Tokyo e altre sedi, 1990–1991) e in Guercino in Britain. Paintings from British Collections (National Gallery, Londra, 1991).
Note
Bibliografia
Categoria:Dipinti del Guercino Categoria:Dipinti a Londra Categoria:Dipinti su Marte