Il Museo del Bottone, il più grande in Italia per ampiezza di collezione e tra i pochi al mondo nel suo genere, racconta la storia del Bottone dal 1200 a.c. ad oggi esponendo circa esemplari provenienti da più di 60 nazioni. Fa parte dell'APM, Associazione Nazionale Piccoli Musei, della quale è stato tra i cofondatori nel 2012.

Storia La fondazione L'idea di un museo dedicato ai bottoni nacque al fondatore Giorgio Gallavotti dopo aver rilevato la merceria aperta nel 1929 dal padre Giacomo "Berto" mantenuta sino alla chiusura definitiva nel 2002. Conservando le scatole di bottoni presenti in magazzino, nel tempo le ordinò cronologicamente mantenendo i riferimenti a prezzi, modelli e materiali e cucendoli per tipologia su pannelli a loro volta suddivisi per decenni. Ne espose una parte nel novembre del 1991 e data la buona accoglienza del pubblico decise di reperire altro materiale chiedendolo a diverse ditte produttrici. Si creò nel frattempo il C.I.B. (Collezionisti Italiani Bottoni) attraverso il quale Gallavotti poté fare scambi e comprare ulteriori oggetti, esibendoli nuovamente nel 1996 al M.E.T. Museo degli Usi e Costumi della gente di Romagna di Santarcangelo, venendo invitato due anni dopo alla Fiera della Merceria a Modena ed esponendo di nuovo a Santarcangelo a fine 2001, facendo nascere il Museo del Bottone nel 2008.

Sede Nella sua prima collocazione nei locali dell'ufficio IAT in via Cesare Battisti a Santarcangelo ad inizio 2008, l'esposizione contava circa bottoni, il 60% dell'allora intera collezione, per motivi di spazio esposta solo in parte, suddivisi in tre sezioni: La storia del '900, i materiali e la loro trasformazione  I bottoni del 1700-1800  Le curiosità dal mondo. L'intera collezione di fu poi trasferita dal 10 maggio 2008 nell'attuale sede, un'ex falegnameria di proprietà di un cittadino della quale sono stati mantenuti gli originari muri a pietra vista su cui son stati esposti alcuni dei materiali, arrivati ad oggi a circa oggetti suddivisi in tre sezioni principali.

Descrizione Materiali La merce contenuta nel negozio Gallavotti, comprendente anche strumenti di sartoria e le rimanenze accumulate durante i decenni di attività, risaliva alla fine dell'Ottocento, passando anche per esemplari in stile Liberty e Art déco. Gli esemplari sono costituiti da svariati materiali, partendo dai più poveri o comuni (legno, frutti tropicali, vetro) e arrivando a quelli più lussuosi (madreperla, avorio, corno, galalite, tartaruga). Tra il 2016 e il 2017 su richiesta del museo nelle collezioni sono arrivati assieme a documentazione ufficiale, i bottoni delle polo indossate nello spazio da Samantha Cristoforetti e Luca Parmitano e due del talare di Papa Francesco.

Percorsi Il museo si pone l'obiettivo di raccontare la storia politica, sociale e del costume attraverso la simbologia dei bottoni. Gli esemplari custoditi al museo provengono da decine di nazioni tra cui Stati Uniti, Patagonia, Australia, Quebec, Brasile, Cile, Perù, Giappone, Russia, Cina. Oltre ai cosiddetti Bottoni simbolo, oggetti di particolare valenza storica, attualmente la collezione è suddivisa in tre settori cronologici in cui i bottoni sono rappresentati anche dai materiali usati e dalle motivazioni per le quali furono scelti, più un'appendice e una sezione dedicata alla storia del bottone: Settore 1 - La storia con bottoni da fine '800 al Duemila, dove si può notare l'evoluzione dei modelli e delle decorazioni sino al declino storico dovuto ai cambi della moda Settore 2 - I materiali suddivisi in 80 riquadri e le attrezzature di fine '800 per la costruzione dei bottoni Settore 3 - Dai bottoni del '600 fino ai nostri giorni tra cui molti legati a personaggi di rilievo storico e artistico Appendice - Sezione dedicata ai vari scopi per i quali il bottone è stato utilizzato passando per aneddoti e arrivando alla sua storia vera e propria.

Media Oltre ad essere in contatto con il più antico club di collezionisti di bottoni, la National Button Society di Boston, in diverse nazioni sono uscite pubblicazioni che raccontano o citano la storia e la collezione del Museo del bottone di Santarcangelo, oggetto anche di una dozzina di tesi di laurea (”La Sapienza”, Politecnico di Milano, Accademia di belle arti di Venezia, Università di Bologna) tra le quali una nel 2012 sulla riqualificazione dei piccoli musei tramite i nuovi media volti ad adottare una modalità espositiva interattiva e multimediale attraverso un investimento relativamente basso. Gli sono state dedicati anche molteplici conferenze, articoli e pubblicazioni.

Altri musei in Italia e nel mondo A Vigorovea, il Museo Storico del Bottone “Sandro Partesotti” espone bottoni d'epoca dal 1600 al 1970, provenienti da diversi Paesi ed eseguiti con svariati materiali A Neuquén in Patagonia nel marzo 2017 è stato inaugurato il Museo del Bottone con quattro sale di cui una dedicata a Giorgio Gallavotti e col quale il museo di Santarcangelo è gemellato A Tokyo lIris Button Museum espone circa bottoni di svariati materiali, epoche, stili e provenienze.Qui indicato ad Osaka,

Informazioni Con visitatori provenienti da svariate parti del mondo il museo è gestito dall'APS La Scatola dei Bottoni e offre l'ingresso gratuito a fronte di un'offerta libera a fine visita guidata e partecipata.

Note

Collegamenti esterni

Categoria:Storia della moda