L'Eremo della Madonna di Trapani è un luogo di culto della città di Messina, situato sulla collina posta in cima al Torrente Trapani, nella periferia centro-nord. Tale antica chiesetta diede il nome all'omonimo torrente.

Storia Le origini di questo piccolo edificio religioso non sono ben conosciute. I frati cappuccini si trasferirono nella vallata del torrente Trapani nel 1531, e vennero a sapere della presenza di un piccolo eremo in cima alla vallata, ove era presente una statua di una Madonna col Bambino, e decisero quindi di portarla con sè. La leggenda narra che durante la notte, la statua ricomparì nella nicchia in cima alla collina. I frati pensarono che fosse stata recuperata dagli eremiti e tornarono a riprenderla, ma anche la seconda notte scomparì e torno in cima alla collina. Tale situazione perdurò per diversi giorni, generando astio tra i frati cappuccini e gli eremiti, finché i frati cappuccini non constatarono che la statua scompariva da sè. Essi compresa la situazione, si trasferirono nel luogo santo costruendo l’attuale santuario. Diffusasi la notizia del miracolo, la collina divenne meta di pellegrinaggi e la Madonna, venerata con fede, ricambiò con numerosi miracoli.

Nel 1654 due eremiti spagnoli diedero origine a un nuovo romitorio che presto attirò altri fedeli, soprattutto grazie a padre Saverio Amato, sacerdote molto stimato. Sostenuto dalle elemosine dei messinesi, l’eremo di Santa Maria di Trapani divenne il principale centro della rete di eremi sui colli della città e contribuì alla forte diffusione della devozione mariana, celebrata con una grande festa nella seconda domenica dopo Pasqua.

Nel corso dell’Ottocento l’eremo entrò in declino e con le leggi del 1866 cessò ufficialmente la vita monastica, ma la chiesa continuò a essere curata dalla Confraternita di Santa Maria di Trapani. Dopo i gravi danni del terremoto del 1908, la famiglia Guarnera finanziò il restauro e ne assunse il patronato.

La chiesa attuale, costruita nel XVIII secolo, ha una sola navata e conserva opere di rilievo, tra cui il Crocifisso in cartapesta, la statua lignea della Madonna di Trapani e un monumentale altare marmoreo. Sono presenti anche il chiostro, le celle e la sacrestia con arredi storici. Particolare rilevanza ha la cripta di fronte al portale che contiene i resti mortali dei monaci eremiti, segnalata da una grande lastra tombale d’ingresso sul pavimento, ed è decorata dal classico teschio con tibie incrociate sormontato dalla clessidra alata, simbolo del tempo che fugge.

Secondo racconti popolari tramandati tra gli abitanti della zona, pare che Giovanni Pascoli nel suo periodo di insegnamento all'Università di Messina, fece diverse passeggiate lungo la salita del torrente, giungendo fino a tale luogo, e venendo ispirato nella realizzazione della poesia "L'Aquilone".

Note

Madonna Trapani