Il suo lavoro è stato determinante per la diffusione di una visione e di una prospettiva internazionale in un contesto locale precedentemente dominato da preoccupazioni regionaliste e nazionali. Nel corso della sua carriera ha cercato costantemente di spingere il suo lavoro verso nuove possibilità pittoriche, muovendosi tra l'astrazione e la rappresentazione e utilizzando temi e approcci controversi, pur mantenendo uno stile altamente personale e riconoscibile. Il suo lavoro abbraccia una vasta gamma di tematiche, tra cui il paesaggio della Nuova Zelanda, in particolare West Auckland, l'immaginario popolare, soprattutto la rappresentazione della figura femminile, l'appropriazione e i riferimenti alla storia dell'arte. I dipinti di Scott si distinguono per l'intensità dei colori e della luce. Il suo approccio alla pittura è in linea con la tradizione modernista, rispondendo agli standard formali stabiliti dai pittori americani Morris Louis, Kenneth Noland e Jules Olitski.

Biografia

Primi anni

Ian Scott nacque a Bradford, in Inghilterra, il 20 aprile 1945, primogenito di cinque figli maschi. La sua famiglia viveva inizialmente nel villaggio di Baildon, sulle brughiere dello Yorkshire, vicino a Bradford. Nel 1952, quando Scott aveva sette anni, i suoi genitori, Barbara (Cox) e John Scott, trasferirono la famiglia ad Auckland, in Nuova Zelanda, alla ricerca di una vita che offrisse maggiori opportunità rispetto al mondo austero dell’Inghilterra del dopoguerra della Seconda guerra mondiale.

Formazione

L’interesse precoce di Scott per l’arte, prima di trasferirsi in Nuova Zelanda, fu alimentato dal nonno materno, Ernest Cox, acquerellista dilettante. Scott realizzava schizzi mentre accompagnava il nonno nelle sue escursioni pittoriche tra le brughiere. Ad Auckland dipingeva paesaggi sia a olio che ad acquerello di Sunnyvale, dei Waitākere Ranges e della West Coast e, quando frequentava la Kelston Boys' High School, seguiva corsi d’arte con l’illustre pittore neozelandese Garth Tapper e con Rex Head, un partecipante abituale al Kelliher Art Award per la pittura paesaggistica. Nel 1963 Scott frequentò i corsi serali tenuti da Colin McCahon presso l’Auckland Art Gallery. Nel 1964 iniziò gli studi presso la Elam School of Fine Arts dell’Università di Auckland e, nel 1965, tra i suoi docenti figuravano Tapper e McCahon. Scott strinse amicizia con il compagno di studi Richard Killeen e, durante il periodo trascorso alla scuola d’arte, conobbe anche Michael Dunn, che divenne un importante storico dell’arte neozelandese, e Petar Vuletic, un critico controverso e in seguito socio della Petar/James Gallery, che avrebbe annoverato Scott tra i propri artisti. Scott conseguì il Diploma in Belle Arti con lode nel 1967 e gli fu assegnato il Fowlds Memorial Prize. L’anno successivo iniziò la formazione come insegnante di scuola secondaria presso l’Auckland Teachers’ Training College.

Famiglia

Scott conobbe Nan Corson nel 1978. I due vissero per un breve periodo a Epsom, un sobborgo di Auckland, prima di acquistare una casa a Mt Eden. Il loro figlio, Chris Corson-Scott, è nato nel 1985 ed è un artista che lavora nel campo della fotografia ad Auckland, in Nuova Zelanda.

Periodi e serie principali di opere

Primi lavori

Scott si affermò presto come pittore paesaggista, vincendo la sezione giovanile del Kelliher Art Award nel 1965 con Low Tide, Anawhata (Kelliher Art Trust) e un Premio di Merito nel 1966. Durante questo periodo, mentre studiava all’Elam, dipinse anche opere astratte e sviluppò uno stile figurativo che definiva “Nuovo Realismo”. Queste ultime erano ispirate agli sviluppi della pittura americana dei primi anni ’60, come la Pop Art di James Rosenquist, e includono dipinti di case suburbane con rivestimento in assi di legno (caratteristiche della West Auckland degli anni ’60), spesso collocate in modo incongruo in contesti paesaggistici quali il Milford Sound o la costa occidentale di Auckland. Alcuni di questi dipinti sono composti da due pannelli e suddivisi in diverse immagini separate. Lockheed L-188 Electra sono talvolta visibili nel cielo e, in diversi dipinti, tra cui Air Disaster Over Mt Sefton (1967, Wallace Arts Trust), due o più velivoli precipitano in modo spettacolare e comico. In questi primi dipinti si intravedono gli albori di quel tipo di immaginario disgiuntivo, o di collisioni tra tradizioni e realtà diverse, che divenne una caratteristica distintiva dell’opera di Scott.

Serie “New Realist”/“Girlie”, 1967-1970

Nel 1967 i paesaggi stilizzati di Scott iniziarono a raffigurare donne in bikini o con abiti alla moda dell’epoca, come le minigonne, immagini spesso tratte dalla cultura popolare, tra cui riviste (come Vogue e Playboy) e giornali. Questi dipinti ritraggono paesaggi che catturano i simboli distintivi di West Auckland, quali la foresta autoctona, gli alberi di kauri e le spiagge della West Coast. Lo stile pittorico, caratterizzato da transizioni e dettagli resi in modo meticoloso e fluido, riprende consapevolmente la tradizione “hard-edged” della pittura neozelandese associata a Rita Angus, McCahon e Don Binney. I dipinti di Scott del periodo 1967–70 sono stati definiti la serie “Girlie” per via delle protagoniste femminili che giocano spensieratamente, vestite in modo succinto. Tra gli esempi significativi di opere che corrispondono a questa descrizione figurano Land of Dreams (1968–69, collezione privata), Rainbow Girl (1969, Waikato Museum of Art and History Te Whare Taonga o Waikato), Homage to Morris Louis (1969, Real Art Roadshow), Jumpover Girl (1969, Università Victoria di Wellington), Leapaway Girl (1969, Museum of New Zealand Te Papa Tongarewa) e Sky Dash (1969–70, Auckland Art Gallery Toi o Tāmaki), Agronomist (1970) e Teller (1970).

Leapaway Girl è probabilmente la più nota di queste opere, che l’ex curatore del Te Papa William McAloon ha descritto come «realizzate in un’epoca in cui si stavano scrivendo le storie della pittura neozelandese e l’identificazione di un’autentica tradizione locale, radicata nel paesaggio, nella luce cruda della Nuova Zelanda e nelle sue forme chiaramente delineate, era di fondamentale importanza». Tuttavia McAloon riconosce anche le influenze internazionali che Scott stava fondendo con l’arte neozelandese, scrivendo: «Non che tutti i riferimenti siano locali: in altri punti della serie Scott ha attinto a immagini dell’astrattismo americano contemporaneo e anche qui i colori audaci dell’abito che salta suggeriscono un dipinto color field che prende il volo. Punti di riferimento più evidenti per la serie sono gli artisti pop americani Mel Ramos, nei suoi dipinti di pin-up, e Tom Wesselmann nella sua serie Great American Nude." Leapaway Girl è stato uno dei 166 dipinti inclusi dal Museo della Nuova Zelanda nel lancio della propria collezione online nel 2012.

Tuttavia, nella serie sono presenti numerosi dipinti, tra cui alcuni esempi di grande rilievo, che non corrispondono alla percezione comune della serie “Girlie”. Tra questi figurano ritratti di personaggi importanti nella vita dell’artista, come suo fratello (Nigel at Anawhata, 1968–69), colleghi artisti (Colin McCahon in North Otago, 1967–68, Hocken Library, Università di Otago; Don Binney a Te Henga, 1969–70, Auckland Art Gallery Toi o Tāmaki) e il suo gallerista di Wellington (Peter McLeavey, 1969–70, Collezione di Peter McLeavey). Altre opere ritraggono coppie e bambini, sia idealizzati che assurdi (Offspring, 1969, Table Baby, 1970, e Golden Dreams, 1969, Te Manawa, Palmerston North).

Track (1968, Auckland Art Gallery Toi o Tāmaki) si basa su una fotografia dell’editore, nonché protettore delle foreste di kauri in via di estinzione, A.H. Reed con sua figlia e i suoi nipoti; Scott li fa posare impassibili davanti a un cartello del Consiglio regionale di Auckland e a un boschetto di alberi di kauri. La natura radicale e iconica di questo dipinto spinse il poeta e critico d’arte David Eggleton a esclamare che «irrompe dalla fine degli anni ’60 come un elefante ribelle», una frase che coglie perfettamente la propensione di Scott a sovvertire sfacciatamente le norme e le convenzioni dell’arte neozelandese.

Gli anni trascorsi a Nelson, 1971-1973

La sua formazione come insegnante obbligava Scott ad assumere un incarico di insegnamento al termine del programma. Si trasferì a Nelson e insegnò arte al Nelson College. Nei due anni successivi dipinse la serie “Tasman Bay”, opere apparentemente astratte, ma con un’impronta paesaggistica, caratterizzate da campi di colore denso e tenue, prevalentemente verdi e gialli, che riflettono l’interesse di Scott per i dipinti “a campo denso” dell’americano Larry Poons. Sempre al periodo di Nelson risale una serie di dipinti con elementi figurativi piatti e in stile cartone animato, oltre a forme e trame astratte, come ad esempio un effetto che ricorda il rivestimento in stucco del suo appartamento in affitto. Il significato complessivo dei dipinti di questo periodo risiede nel modo in cui l’artista traduce le sensazioni e le immagini del suo ambiente circostante in un linguaggio astratto direttamente paragonabile agli sviluppi del modernismo americano, in particolare ai dipinti di Poons e Olitski. Nel 1971 Scott si recò ad Auckland per visitare una mostra di dipinti di Morris Louis alla Auckland Art Gallery. La mostra lasciò in lui un’impressione duratura, e Scott rimase particolarmente colpito dal dipinto Beta Nu (1960, Galleria Nazionale Australiana, Canberra), della serie “Unfurled”, lungo quasi 24 piedi.

I dipinti a rullo e a spruzzo, 1971-1973

Nel 1973 Scott tornò ad Auckland e realizzò una serie di grandi dipinti astratti utilizzando rulli da pittura e vernici per interni in commercio. La vernice viene stesa con il rullo in modo libero e casuale, formando ampie pennellate o archi e blocchi di grande spessore. Queste opere sfociarono nella serie “Sprayed Stripes”, che copre il periodo 1973–75. Gli esempi “classici” di questa serie sono composti da fasce parallele dai colori vivaci, applicate con bombolette spray, racchiuse in un rettangolo dai toni chiari che galleggia obliquamente appena fuori dall’asse verticale di una tela alta, rettangolare e dipinta di bianco. L’esempio più famoso di questa serie è probabilmente Quiver (1974, Auckland Art Gallery Toi o Tāmaki). Questi dipinti sono stati descritti dal critico e storico dell’arte Edward Hanfling nel 2005 come «i dipinti più significativi prodotti in questo Paese [la Nuova Zelanda], a parte i recenti dipinti della Model Series di Scott». La particolare gamma cromatica delle Sprayed Stripes cattura sia l’intensa luce di Auckland sia le tonalità pastello tipicamente utilizzate dai proprietari di case di periferia per dipingere le loro abitazioni con rivestimento in assicelle. Utilizzando le bombolette spray, Scott cercava anche di evocare la sensibilità del tuttofare domestico, la cultura del fai-da-te della Nuova Zelanda suburbana. Tuttavia, i sentimenti di Scott per questo ambiente locale non erano affatto espressi in un linguaggio illustrativo o figurativo. Erano piuttosto condensati ed emblematizzati, assorbiti in un linguaggio formale che traeva ispirazione dal modernismo americano, in particolare dai dipinti di Morris Louis e Kenneth Noland.

La serie Lattice