Il Santuario di Santa Maria di Ognina è un edificio di culto cattolico mariano situato a Catania, nel quartiere marinaro di Ognina. La chiesa, storicamente legata al porto omonimo (identificato con il mitologico Porto Ulisse), è stata elevata a santuario mariano nel 1990 ed è il fulcro della devozione mariana della borgata marinara etnea.
Storia
Le origini e le fonti medievali Le origini del luogo di culto sono antiche e oggetto di studio. Sebbene la tradizione storiografica locale e alcuni autori (tra cui Mons. Mariano Foti) tendano a collocare una datazione intorno al 1392, le fonti documentali ecclesiastiche suggeriscono un'origine precedente. Il toponimo Santa Maria di Lògnina è infatti già attestato nel 1308 all'interno delle Rationes decimarum Italiae, il registro delle decime pontificie. Si ipotizza che l'edificio originario fosse annesso a un'abbazia di monaci dell'Ordine basiliano.Rationes decimarum Italiae nei secoli XIII e XIV: Sicilia, Città del Vaticano, 1946.
Il Cinquecento e le testimonianze cartografiche Nel XVI secolo, l'area di Ognina è descritta come un luogo di villeggiatura e svago. Una Cronaca Siciliana del Cinquecento riporta come il sito fosse frequentato dalle famiglie catanesi per momenti di festa accompagnati da musica e canti. Le vicende sismiche dell'area hanno segnato la storia dell'edificio. Durante il Magnus Terremotus del 1542, la torre saracena adiacente crollò, mentre la chiesa, pur subendo danni, resistette. Una cronaca attribuita al notaio Merlino narra un episodio particolare legato all'evento: in seguito al sisma, le autorità cittadine utilizzarono provvisoriamente la chiesa come carcere per i detenuti che la "Gran Corte" aveva deciso di non amnistiare, a differenza degli altri carcerati della città.Cronaca del notaio Merlino, XVI sec.
Nel 1596, a seguito delle riparazioni della chiesa e della ricostruzione della torre, il tecnico senese Tiburzio Spannocchi fornì una prima raffigurazione grafica del complesso. Nello stesso periodo, di particolare rilievo storico-iconografico è la rappresentazione del santuario nella celebre opera Civitates Orbis Terrarum di Georg Braun e Frans Hogenberg. Nella mappa prospettica di Catania del 1596, l'edificio è raffigurato arroccato tra le rocce laviche ed è identificato dalla didascalia:
Tale abbreviazione è sciolta come Ecclesia Sanctae Mariae de Lognina (Chiesa di Santa Maria di Ognina).Georg Braun e Frans Hogenberg, Civitates Orbis Terrarum, Vol. V, Colonia, 1598. Lo storico Tommaso Fazello, nel suo De Rebus Siculis Decades Duae (1558), menziona l'insenatura chiamandola anticamente Ongia e ai suoi tempi Lognina, citando esplicitamente la presenza della chiesa dedicata alla Vergine.Tommaso Fazello, Le due deche dell'historia di Sicilia, trad. volgare, 1574.
Dal Seicento alla ricostruzione Nel 1668 la chiesa assunse il titolo di Santa Maria di Ognina extra civitate, fungendo da cappellania dipendente dal decanato della Cattedrale. L'edificio è visibile anche nell'affresco di Giuseppe Platania riguardante l'Eruzione dell'Etna del 1669, conservato nella sagrestia del Duomo di Catania. Secondo la tradizione, durante quella catastrofica eruzione, le reliquie di Sant'Agata furono traslate temporaneamente a Ognina per preservarle dalla lava. Nel 1676 lo storico Giovanni Andrea Massa, ne La Sicilia in prospettiva, testimonia la presenza di numerosi pellegrini e voti offerti alla Vergine.
Fino alla fine del XVII secolo, come documentato dallo storico Guglielmo Policastro, l'orientamento della chiesa era a Ponente. Il devastante terremoto del 1693 distrusse quasi interamente l'edificio, lasciando in piedi solo pochi muri perimetrali prossimi alla torre. La ricostruzione successiva modificò l'assetto urbanistico del complesso: la facciata fu orientata a Tramontana (Nord), disposizione che mantiene tuttora. La nuova chiesa fu consacrata l'8 settembre 1697 dal vescovo Andrea Reggio.Guglielmo Policastro, Catania prima del 1693, SEI, 1952.
L'aspetto settecentesco del borgo e della chiesa fu immortalato tra il 1776 e il 1779 dal pittore Jean-Pierre Hoüel in un acquerello per il suo Voyage pittoresque, oggi conservato al Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo.
L'Ottocento e le vicende del simulacro Nel XIX secolo, una corrispondenza del 1890 tra il Procuratore Generale del Re e l'arcivescovo Giuseppe Benedetto Dusmet evidenziò la difficoltà di reperire fonti precise sulla fondazione, con il Cardinale che ipotizzava una datazione intorno al 1560. L'8 settembre 1885, al termine della festa patronale, un incendio danneggiò gravemente l'antica statua della Vergine (descritta dalle cronache come un'opera seicentesca o settecentesca vestita di rosso e celeste). L'attuale simulacro fu realizzato a Parigi nel 1889.
XX secolo e trasformazioni urbanistiche Durante la seconda guerra mondiale, i bombardamenti del 1943 causarono ingenti danni alla struttura, che fu restaurata nel dopoguerra grazie alle oblazioni del "popolo ogninese". Il 15 agosto 1945, l'arcivescovo Carmelo Patanè eresse la chiesa a parrocchia autonoma, nominando primo parroco don Mariano Foti (in carica fino al 1980).
Negli anni sessanta, il contesto urbano circostante subì pesanti alterazioni dovute alla speculazione edilizia e alla ridefinizione del lungomare. Per far spazio al viadotto in cemento che sovrasta il porticciolo, nel 1961 fu demolita la storica chiesetta di Sant'Euplio, che sorgeva accanto al santuario; oggi ne rimane testimonianza solo un'edicola votiva. Il 21 giugno 1990, su richiesta del parroco Antonino Fallico, l'arcivescovo Luigi Bommarito ha elevato la chiesa alla dignità di Santuario mariano. In occasione del Giubileo straordinario della misericordia (2016), l'arcivescovo Salvatore Gristina ha designato il santuario come "chiesa giubilare".
Descrizione Esterno La facciata, restaurata nel 2007 dalla Soprintendenza per i Beni Culturali e Ambientali di Catania, presenta un impianto lineare caratterizzato dal tipico bicromatismo del barocco locale: il "Rosso Catania" dell'intonaco contrasta con la pietra bianca di Siracusa utilizzata per le cornici e le paraste. Il prospetto è sormontato da un timpano. Anticamente la facciata era affiancata da archi laterali, oggi scomparsi esternamente ma le cui tracce (archi ciechi) sono visibili nei locali interni adiacenti l'ingresso.
Il portale d'ingresso, in stile barocco e pietra bianca, è decorato con lesene scanalate, motivi floreali e una testa d'angelo sulla trabeazione. Sul lato destro del portale sono visibili incisioni e sigle (TS – TR – S) e una probabile datazione (1778). Il portone in bronzo, opera dello scultore Domenico Girbino (1982), è suddiviso in quattro pannelli raffiguranti scene mariane ambientate nel contesto marinaro di Ognina.
Una peculiarità del prospetto è il finestrone sopra il portale: dotato di un meccanismo elettronico, quotidianamente alle ore 20:00 svela una piccola effigie della Madonna, accompagnata dalla diffusione dell'Ave Maria.
Interno L'interno è a navata unica ma articolato in spazi che suggeriscono l'antica tripartizione, con transetto e cappelle laterali. La volta della navata centrale è decorata con affreschi del pittore Giuseppe Barone raffiguranti lApoteosi della Fede,' l'Incoronazione di Maria, la Visitazione e la Natività.
Opere d'arte Lungo le pareti e negli altari laterali sono custodite diverse opere d'arte di pregio: Fonte Battesimale: Composto da una base in marmo di Carrara con angeli (opera di Salvatore Iuvara, 1947) e da una copertura lignea in stile barocchetto (XVIII secolo) decorata con angeli e sirene, richiamo alla cultura marinara locale. Acquasantiera: Manufatto in marmo rosso, probabile reperto della chiesa antica. Dipinti: Sant'Euplio, tela di Tullio Allegra (1906), situata nel primo altare a destra. Natività con Sacra Famiglia e pastori, tela di Scuola napoletana (XVII secolo). La pesca miracolosa (1937), nel transetto destro, e Il Martirio di Sant'Euplio, nel transetto sinistro, opere del pittore Cirinnà; nella Pesca miracolosa i volti degli apostoli riprendono le fattezze dei pescatori ogninesi dell'epoca. Crocifissione, tela di Antonio Giuffrida (1991), che copre un precedente affresco rovinato del Cirinnà. Madonna del Carmelo, opera di Paolina Bruno (1907). Maria Bambina e la Santissima Trinità, dipinto su tavola ottocentesco. Quest'opera occupa lo spazio precedentemente riservato a una tela seicentesca della Deposizione (attribuita al Vignerio o bottega siciliana), trafugata nel 2009. Maria fanciulla con i santi Gioacchino e Anna, tela di Giuffrida (anni Novanta).
Nella navata destra si trova inoltre un altare dedicato alla Madonna di Lourdes (anni '50) e la tomba dei coniugi Marcello Inguscio e Anna Maria Ritter (di cui è in corso il processo di canonizzazione).
Presbiterio e Simulacro della Madonna L'abside centrale accoglie l'altare maggiore in marmo di Carrara (XIX secolo) e, all'interno di una nicchia, il simulacro della Madonna di Ognina. La statua attuale, realizzata a Parigi nel 1889 da un monaco cistercense, è in legno e raffigura la Vergine con veste rossa (umanità) e manto azzurro (divinità), che indica il Cuore trafitto; sul braccio sinistro regge il Bambino Gesù che benedice e sostiene il mondo. La statua sostituisce l'antica effigie andata distrutta nell'incendio del 1885. Ai lati del presbiterio si trovano due tele contemporanee raffiguranti la Processione a mare e le Nozze di Cana.
Durante i festeggiamenti di settembre, la statua viene portata in processione a mare (il sabato) e nelle vie del quartiere di Ognina (la domenica).
Note
Bibliografia Georg Braun e Frans Hogenberg, Civitates Orbis Terrarum, Colonia, 1572-1617. Tommaso Fazello, De Rebus Siculis Decades Duae, Palermo, 1558. Giovanni Andrea Massa, La Sicilia in prospettiva, Palermo, 1676. Guglielmo Policastro, Catania prima del 1693, SEI, 1952. Gaetano D’Emilio, Ognina e le sue trasformazioni, in Tecnica e Ricostruzione, n. 2, Catania, 2011. Jean-Pierre Hoüel, Voyage pittoresque des isles de Sicile, de Malte et de Lipari, Parigi, 1782-1787. Giuseppe Anfuso, C’era una volta Ognina, Editore Monforte, Catania, 2009.
Voci correlate Catania Ognina Arcidiocesi di Catania Barocco siciliano
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Chiese di Catania Categoria:Santuari cattolici della Sicilia Categoria:Architetture barocche di Catania Maria di Ognina