La chiesa di Surp Hireshdagabed, lett. "Chiesa dei santi [Michele e Gabriele] Arcangeli"; (;La forma "Surb Hreštakapetac‘" riflette la pronuncia dell'armeno occidentale, parlato dalla comunità di Istanbul, in cui le occlusive sonore ը/գ/դ dell'armeno classico si realizzano come sorde (b→p, g→k, d→t) è la forma attestata nelle fonti turche e nell'uso corrente della comunità armena locale. ), è una chiesa armena apostolica situata nella mahalle di Ayvansaray del distretto di Fatih, nella provincia di Istanbul, in Turchia.
Le ossa di Sant'Artemio di Antiochia, morto nel 362, sono state rinvenute nel 2006 durante alcuni lavori di restauro nella cripta della chiesa e sono state esposte al pubblico. Essendo un'antica chiesa greco-ortodossa, la chiesa possiede una cripta ed è quindi una delle rare chiese armene di Istanbul con questa particolarità.
Ubicazione La chiesa si trova ad Ayvansaray, su Kamış Sokak al No 2. Di fronte alla chiesa si trova l'antica scuola armena Khorenyan di Balat, di proprietà della fondazione a cui appartiene anche la chiesa, oggi in stato di abbandono.
Dedica La chiesa è dedicata agli arcangeli Michele e Gabriele, particolarmente venerati dalla chiesa armena.
Storia L'area in cui sorge la chiesa ospitava un'antica chiesa bizantina del IX secolo dedicata ad Ayia Strati. Quando questa chiesa fu abbandonata all'inizio del XVII secolo, la comunità armena ne fece richiesta per utilizzarla. Nel 1627, con un firmano di Murad IV, la chiesa fu ceduta agli armeni. Nel 1628, sotto la supervisione del Kalfa ("capomastro") Divrikli Bolbolcı Asdvadzadur, fu restaurata dal Kalfa Musa e dal Kalfa Haçer e consacrata dal patriarca Zakaria I, rendendo così il sito accessibile alla liturgia armena.
Nel 1692, la chiesa subì gravi danni in un incendio, ma fu poi ricostruita. Nel 1729, durante il grande incendio di Balat, fu completamente distrutta dalle fiamme. Nel 1730, sotto la direzione dell'architetto di corte () armeno Kalfa Araboğlu Hacı Melidon e con l'aiuto di Eğinli Hacı Seğpos Amira Yerevanentz, la chiesa fu ricostruita in legno e aperta al culto durante il pontificato del patriarca Hovhannes Golod IX. Questa chiesa, tuttavia, con il passare del tempo era diventata fatiscente, per cui nel 1831, con un decreto di Mahmud II, fu ricostruita per la quinta volta in muratura, e nel 1835 fu consacrata dal patriarca Sdepanos III e riaperta al culto. Infine, nel 2005 e nel 2012 è stata sottoposta a un restauro completo.
Architettura
Il complesso in cui si trova la chiesa è composto da due cappelle, una sala per i cantori, un pozzo sacro, un battistero, un magazzino e un edificio scolastico in rovina. La struttura principale della chiesa è a tre navate con pianta basilicale, con muri in pietra squadrata e tetto a capanna.
Sull'asse est-ovest della chiesa si trovano, a est, una grande abside e due piccole absidi laterali. A ovest si trova un ampio nartece tripartito. Sugli altari situati nelle ali sud e nord del nartece sono raffigurate scene che descrivono la battaglia dell'arcangelo Michele contro gli angeli caduti. Sopra il nartece si trova il piano della galleria riservato al coro.
Nella sala principale della chiesa, le navate laterali sono separate dalla navata centrale da quattro colonne disposte in fila. Le navate sono coperte da volte a botte. Nell'abside centrale si trova l'altare maggiore con un dipinto della Vergine Maria e Gesù. Nell'abside sud si trovano gli altari di San Mena, mentre nell'abside nord si trova l'altare della Çarkhapan Surp Asdvadzamayr ("Madonna che scaccia il male"). L'altare maggiore è illuminato da una finestra situata nella parte superiore dell'abside. Sull'arco dell'abside del bema è scritto in armeno "La giustizia (i giusti) vivrà per sempre".
A nord-est dell'edificio si trovano la cappella di Surp Boğos e Bedros (San Paolo e San Pietro) e il battistero, mentre a sud-est si trova la cappella di Surp Krikor Lusavoriç (San Gregorio l'Illuminatore).
Nel corridoio situato a ovest della cappella battesimale si trovano una scala che conduce alla fonte battesimale, l'altare di Khıntragadar Surp Asdvadzadzin ("Madonna che esaudisce i desideri"), la tomba del vescovo Tateos di Tracia e una storica porta a una doppia anta in ferro che conduce alla sala principale della chiesa.
Aghiasma di Surp Ardem Poiché la tradizione dellAghiasma è essenzialmente una credenza dei greci ortodossi, Aghiasma si trovano solo nelle chiese armene di origine greca. Anche questa Aghiasma, attribuita a San Artemio, dimostra che la chiesa era un tempo utilizzata dalla comunità greca.
Durante gli scavi per la costruzione della chiesa negli anni '30 dell'Ottocento, furono ritrovate le ossa di Sant'Artemio, che furono sepolte nel seminterrato della chiesa.Durante il restauro dellAghiasma nel 2006, furono ritrovate le ossa di Sant'Artemio e di Santa Febronia, che furono collocate in una teca di vetro e messe in mostra.
Surp Ardem Ayazması è una piccola cappella a pianta rettangolare orientata in direzione est-ovest. La stanza è coperta da una volta a crociera e ha pareti non intonacate. Sulla parete orientale si trova una teca di vetro contenente le ossa dei santi e sopra di essa un Khachkar in marmo. A nord, sotto una finestra che si affaccia sul cortile, si trova un'antica stele funeraria risalente al periodo ellenistico-romano, raffigurante una giovane donna e due bambini piccoli. Secondo uno studio, data la somiglianza delle figure raffigurate con la Vergine Maria, è probabile che questa stele funeraria sia stata riutilizzata come icona.
La Porta di ferro La porta di ferro che conduce al corridoio che scende dal lato nord-ovest della chiesa principale è composta da quattro formelle quadrate in ferro con rilievi risalenti al 1327. Tre delle formelle, identiche tra loro, raffigurano la scena in cui Gesù entra nel tempio di Gerusalemme e scaccia i mercanti con una frusta. La quarta raffigura l'ascensione di Gesù al cielo e San Giorgio che uccide il drago con la sua lancia e salva la principessa. Sotto questa formella è riportata la scritta in tedesco "Georg uccise eroicamente il drago 1327 (727 AH)".
Le formelle furono rinvenute nel 1742 durante gli scavi per la costruzione di nuovi edifici nel Palazzo di Topkapı durante il regno di Mahmud I e furono acquistate dal fabbro capo del Palazzo, che le trasformò in una porta a doppia anta e le aggiunse alla chiesa.
Tradizioni popolari La chiesa ha la fama di essere un luogo dove si compiono miracoli. Il 14 settembre di ogni anno malati cristiani, ebrei e musulmani che non possono camminare o parlare seguono una funzione nella chiesa, e c'è la credenza che se rimangono nell'edificio tutta la notte, al mattino ne usciranno guariti. In determinati giorni dell'anno poi nella chiesa vengono sacrificati animali come pecore e galli, la cui carne viene poi distribuita a fedeli di tutte le religioni.
Note
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