Fu autrice di diversi romanzi, novelle, articoli filosofici politici e morali soprattutto nel periodo che va dalla fine degli anni trenta sino agli inizi degli anni sessanta. Fu particolarmente popolare presso i monarchici per le sue biografie di figure femminili sabaude, tra le quali la più nota fu Mafalda di Savoia, martire di Buchenwald nel 1950 (ed. Superga Torino).
Biografia Diplomata a pieni voti alle Scuole Magistrali di Torino, da sempre prese parte alla vita letteraria, artistica, patriottica, sociale e monarchica italiana in particolare nell’ambiente torinese dove mantenne la sua residenza anche dopo il suo matrimonio nel 1920 con Oscar Galiberti (medaglia al valor militare durante la prima guerra mondiale).
Il suo esordio letterario avviene nel 1939 con la silloge Sinfonie Disordinate, edita da Sipes. Nel libro, che non segue degli schemi rigidamente classificabili ed a priori definibili in forme, le liriche sono libere manifestazioni del suo pensiero, così come le sono venute senza troppe elaborazioni al solo scopo di far emergere in modo inequivocabile il sentimento della poetessa.
Il primo romanzo, Anime alla finestra, è del 1942. In esso l’autrice sperimenta il romanzo psicologico entrando a pieno nella personalità dei personaggi. Dopo alcuni anni di silenzio letterario, dovuto in parte alla seconda guerra mondiale, durante i quali quali iniziò una proficua collaborazione con le associazione Comitato Centrale de Gruppo Monarchico Indipendente “La Mole” e “Bazar Alta Classe”, nel 1949 pubblica il suo secondo romanzo, Difendere se stessi; l'opera fu l'ultimo romanzo edito da Vincenzo Lischi che morì poco. Questo nuovo romanzo evidenzia un rilevante progresso sia artistico che stilistico rispetto al romanzo precedente, come dimostrato dalle molte recensioni giornalistiche di Torino e Napoli.
Dal 1950 collaborò con la casa Editrice Superga di Torino, presentando quasi in contemporanea due nuove opere: la breve monografia Mafalda di Savoia, martire di Buchenwald e il romanzo storico All’ombra d’una spada e di un cilicio. Entrambe le opere sono frutto della sua adesione romantica a Casa Savoia e alla monarchia oramai decaduta ma ancora viva soprattutto in alcuni ambienti torinesi. La biografia della principessa Mafalda,in particolare, ebbe l’intento di far rivalutare la figura della famiglia dei Savoia seguito della seconda guerra mondiale, mentre All’ombra di una spada e d’un cilicio si svolge all’alba del Risorgimento principalmente a Novara ed è incentrato sulla figura di Carlo Alberto.
Nel 1951 pubblica due nuove monografie ancora legata al nome dei Savoia. La prima racconta la storia di Margherita di Savoia e la seconda quella di Elena del Montenegro (moglie di Vittorio Emanuele III) quando ancora era in vita e ritirata in preghiera dalla morte della figlia Mafalda.
La produzione dell’autrice nei primi anni 50 è particolarmente feconda, e alla fine del 1951 fa uscire il suo quarto romanzo, L’ottenebrata mente. Nel 1955 si ripresenta nuovamente al pubblico con un nuovo romanzo Rovesciamo la clessidra (Ed. Superga). In questo libro i tragici eventi della guerra e del dopoguerra sono superati dai protagonisti in una visione più ampia, squisitamente umana, dove la scrittrice ci si ritrova pur rimanendo sempre distaccata dagli eventi.
Monarchica convinta, si dedicherà successivamente all'attività di volontariato presso la Mole di Torino, partecipando attivamente a numerosi convegni e incontri a ricordo dei monarchi passati.
Tra le varie cariche ed onorificenze ricevute si ricorda quella di Socia Onoraria della Sezione Storia della Biblioteca di Napoli e Consigliere dell’associazione Culturale Pugliese in Torino. Si presentò quale candidata per il consiglio Provinciale nel collegio Valdocco-Vanchiglia e per il Consiglio Comunale di Torino, ma senza mai percorrere la carriera politica.
Morì a Torino nel 1977.
Opere
Onorificenze
Note