La crisi di successione kievana del 1015-1019, nota anche come faida dei Vladimiridi () o guerra intestina della Rus' del 1015-1019 () fu una guerra di successione nella Rus' di Kiev innescata dalla morte di Vladimir I di Kiev nel 1015. Molti dei figli del principe rivendicarono il trono e iniziarono a combattersi ed uccidersi a vicenda, finché non emerse vincitore Jaroslav I di Kiev nel 1019...

Esegesi delle fonti Come in molti altri eventi relativi alla genesi politica della Rus' di Kiev, l'analisi comparata di tutte le fonti disponibili sulla crisi di successione rjurikide del 1015-1019 dipana un quadro piuttosto contraddittorio dell'evento nel suo insieme e spinge oggi gli studiosi ad un acceso dibattito sull'effettivo corso dei fatti.

Fonte primaria d'informazioni sulla crisi è la Cronaca degli anni passati (1116), redatta però circa 100 anni dopo i fatti e su quasi certa commissione dei discendenti del principe di Kiev che uscì vittorioso dal conflitto, Jaroslav, e pertanto valutata come poco attendibile dagli studiosi: a riprova della sua partigianeria, basti considerare che chiama espressamente l'altro principale contendente per il trono, Svjatopolk detto «Maledetto».. Altra fonte primaria in lingua slava ecclesiastica antica è la Prima Cronaca di Novgorod, la cui prima stesura è datata comunque al XII secolo. In ultimo, le versioni del cosiddetto Racconto di Boris e Gleb, i due figli di Vladimir I di Kiev divenuti martiri al termine del conflitto.

Contemporanee ai fatti sono invece la Cronaca polacca di Gallus Anonymus, in questo caso fortemente partigiana nei confronti di Boleslao I di Polonia, alleato di Svjatopolk, e la cronaca del tedesco Tietmaro di Merseburgo, interessante perché critica nei confronti di entrambi gli schieramenti coinvolti nella crisi. La saga norrena Eymundar þáttr hrings è invece una realizzazione posteriore, databile non prima del XII secolo, i cui riferimenti alla crisi kievana, resi tramite la testimonianza dei mercenari variaghi al comando di Eimund Gringsson che combatterono per Jaroslav, sono oscuri e poco comprensibili ancor prima che attendibili.

Antefatto La Rus' di Kiev al principio del XI secolo

Al principio del XI secolo, complici le vittoriose spedizioni di conquista avviate dal principe (knjaz) Svjatoslav I di Kiev e dal di lui erede Vladimir I, la Rus' di Kiev era ormai divenuta la potenza egemone dell'Europa orientale, grazie al suo controllo sull'intero corso del Dnepr, colonna portante della cosiddetta "Via variago-greca" che garantiva il collegamento tra Mar Baltico, Mar Nero e Mar Caspio,Per il corso della Via variago-greca, v.si la descrizione nella riportata in . e del Volga..

Per contro, l'espansione aveva trascinato la Rus' in un pericoloso gioco a tre con l'Impero bizantino e l'impero nomade dei Peceneghi, rispettivamente a sud ed est delle terre Rus'. L'ingrandito dominio aveva costretto il principe di Kiev, anzitutto Svjatoslav I ma soprattutto Vladimir I, ad amministrare vaste porzioni della Rus' con l'aiuto dei suoi figli quali principi delle terre di confine o neo-conquistate... Una simile frammentazione del potere aveva però facilitato l'insorgere di crisi dinastiche.Il dominio dei Rjurikidi sulla Rus' di Kiev fu sempre caratterizzato dall'inadeguata gestione delle successione al trono – V.si . Lo stesso knjaz Vladimir aveva conteso il trono ai suoi fratelli nella cosiddetta "faida degli Sviatoslavidi" (975-980?), tramandataci dalla , ed aveva poi risolto di rafforzare il suo potere negoziando una stabile alleanza con l'imperatore bizantino Basilio II Bulgaroctono sposandone la sorella, Anna Porfirogenita, e promuovendo la Cristianizzazione della Rus' di Kiev nell'anno 6496Nella Rus' di Kiev all'epoca di Vladimir I di Kiev veniva utilizzata più di una cronologia per la numerazione degli anni. In particolare, i calendari in uso erano: il calendario di Alessandria, che cominciava a contare gli anni dal 5493 a.C.; il calendario di Antiochia, che cominciava dal 5500 a.C.; il calendario bulgaro, che cominciava dal 5505 a.C.; e il calendario di Costantinopoli, che cominciava dal 5508 a.C. (988) secondo la ..

Il caos dinastico rjurikide

L'ennesima guerra di successione in seno ai Rjurikidi fu provocata dalla nutrita figliolanza del principe Vladimir I, la cui famiglia è oggi oggetto di numerosi studi. Ci sono accenni al fatto che il knjaz preferisse, tra i suoi figli, Boris (Borys), figlio di Anna Porfirogenita, ma non ci sono indicazioni dirette che Boris sarebbe diventato l'erede designato.. Il figlio maggiore era invece il principe di Turov, Svjatopolk,. sebbene alcuni fonti lo indichino come nipote di Vladimir in quanto figlio del di lui fratello maggiore, Jaropolk I di Kiev (r. 972-980)...

Nel 1013 Svjatopolk fu imprigionato da Vladimir con l'accusa d'aver cospirato contro di lui con il duca di Polonia Boleslao I il Coraggioso, suo suocero dal 1009.. Secondo Tietmaro, anche la moglie di Svjatopolk, il figlio e Reinbern (ex vescovo di Kolberg, l'odierna Kołobrzeg) furono imprigionati e quest'ultimo sarebbe morto in cattività.. In risposta all'arresto di Svjatopolk, Boleslao I mosse guerra alla Rus' con il sostegno dei Peceneghi e costrinse Vladimir a liberare Svjatopolk e la moglie..

Nel 1014 un altro figlio di Vladimir, Jaroslav, allora principe di Novgorod, si rifiutò d'inviare tributi a Kiev ed arruolò dei Variaghi per combattere il padre, ritrovandosi subito costretto a reprimere nel sangue una rivolta del popolo di Novgorod esasperato per il comportamento dei mercenari norreni.. Nel frattempo a Kiev, mentre si preparava per una campagna contro il figlio ribelle, il principe Vladimir I s'ammalò e morì il 15 luglio 1015. Secondo la Cronaca degli anni passati, il figlio preferito di Vladimir era allora Boris, principe di Rostov, impegnato in una campagna contro i sempre pericolosi Peceneghi..

Svolgimento L'avvio del conflitto (1015) Nella confusione innescata dal decesso di Vladimir I, Svjatopolk, il cui precedente arresto da parte del defunto principe costituiva paradossalmente la garanzia della sua prossimità diretta al potere,. si concentrò subito sulla necessità di rafforzare la propria autorità sul centro di potere della Rus', Kiev. Gli altri fratelli fecero lo stesso nei centri periferici: Jaroslav rafforzò la presa su Novgorod; Mstislav nel sud; Svjatoslav nelle terre dei Drevljani; Gleb (Hlib) a Murom; e Boris si trovò costretto a proseguire le offensive contro i Peceneghi. Svjatopolk pianificò allora con successo l'assassinio di tre dei suoi fratelli (Boris di Rostov, Gleb di Murom e Svjatoslav di Dereva) ma la puntuale descrizione dei fatti varia nelle fonti.

Nella Cronaca degli anni passati

La riporta che Svjatopolk s'insignorì di Kiev alla morte del padre e complottò subito per eliminare tutti i suoi congiunti:.

Svjatopolk aveva motivo di preoccuparsi. La Družina di Kiev, il potente corpo di pretoriani del knjaz, tornata dall'infruttuosa campagna contro i Peceneghi, stava esortando Boris a impadronirsi del trono avito con la forza. Boris avrebbe però rifiutato le profferte delle guardie con queste parole: «Non sia per me alzare la mano contro mio fratello maggiore. Ora che mio padre è morto, lasciate che prenda il posto di mio padre nel mio cuore.». Poco dopo Boris fu ucciso dagli assassini di Svjatopolk,. il quale inviò poi ambasciatori al fratello Gleb per attirarlo a Kiev con il pretesto di visitare il padre malato.. Poco dopo anche Gleb fu ucciso dagli uomini di Svjatopolk.. Curiosamente né Boris né Gleb resistettero al loro destino, ma accettarono la loro morte come un'imitazione dell'arresto di Gesù nel Getsemani. Questa narrazione divenne in seguito la base del culto di Boris e Gleb come "santi-principi" che loro fratello Jaroslav contribuì a creare e diffondere per rafforzare la legittimità del clan regnante.La Cronaca di Kiev racconta una storia molto simile sull'uccisione di Andrej Bogoljubskij nel 1174: «Questa rappresentazione santa di Andrej è molto in linea con quella di San Boris; infatti, Boris è menzionato numerose volte in questo racconto, arrivando persino a dire che Andrej possedeva, ma non possedeva, la spada di San Boris nel momento cruciale del suo assassinio» – . Nel frattempo un altro fratello, Svjatoslav, tentò di rifugiarsi in Ungheria ma fu anch'egli raggiunto ed ucciso dagli uomini di Svjatopolk..

Secondo la Jaroslav fu informato degli eventi di Kiev da sua sorella Predslava. Nella Cronaca, nelle colonne 135.27-136.1 (versione A) e 140.25-141.1 (versione B), Predslava informa suo fratello Jaroslav della morte del padre Vladimir ma solo nella versione A Gleb è descritto come ancora vivo e viene avvertito da Jaroslav dei fatti in corso. Esistono anche variazioni testuali tra i manoscritti della Cronaca. Il Codice laurenziano (Lav) e il Codice accademico (Aka) della versione B, riportano che gli uomini di Svjatopolk erano in viaggio per uccidere Boris e Gleb, mentre il Codice ipaziano (Ipa), il Codice di Chlebnikov (Xle) e la Cronaca dei Radziwiłł (Rad) riportano che Boris era già stato ucciso quando gli uomini di Svjatopolk mossero contro Gleb.Codice laurenziano e Codice accademico: «Tuo padre è morto e Svyatopolk si è stabilito a Kiev, dopo aver mandato [uomini] a uccidere Boris e Glěb.» – Codice ipaziano, Codice di Chlebnikov e Cronaca dei Radziwiłł: «Tuo padre è morto e Svyatopolk si è stabilito a Kiev. Ha ucciso Boris e ha mandato [uomini] contro Gleb.» – Interessante è poi il fatto che Predslava si rivolga sempre a Jaroslav con un linguaggio che non lascia trasparire consanguineità tra i due.Predslava Vladimirovna, pur figlia anch'essa di Vladimir I di Kiev al pari di Jaroslav I di Kiev, parla come se non fosse sorella del suo interlocutore [i.e. Jaroslav], usando locuzioni quali "tuo padre" e "tuo fratello" anziché "nostro padre" e "nostro fratello", con l'effetto di mettere in primo piano la prospettiva del destinatario del messaggio, come se pensasse solo dal punto di vista di Jaroslav e non dal proprio, nonostante entrambi abbiano appena subito il lutto.

Nel Chronicon Thietmari e nella Saga di Eymund

Le fonti della Rus' riportano che Svjatopolk ordinò l'uccisione dei suoi fratelli ma alcuni storici le ritengono il prodotto della propaganda di Jaroslav I o dei suoi discendenti e quindi falsate. Il Chronicon del tedesco Tietmaro di Merseburgo non menziona affatto gli omicidi di Boris e Gleb ed afferma che, alla morte di Vladimir, Svjatopolk fuggì dal suocero Boleslao in Polonia mentre la Rus' fu spartita tra «i suoi altri [due] figli».

La norrena Eymundar þáttr hrings riporta che Jaroslav (Jarizleifr) inviò i suoi Variaghi a catturare e accecare suo fratello Burizleifr (Boris?) dopo che questi aveva invaso il suo regno..

Questa fonte porterebbe a supporre che Boris si sia schierato con Svjatopolk, forse persino portando i Peceneghi in suo aiuto. Altri studiosi sostengono che Burizleifr potrebbe indicare Boleslao di Polonia e che la Saga di Eymund dovrebbe essere considerata in gran parte o interamente fittizia. Non è al momento impossibile affermare cosa sia realmente accaduto ma le prove di questa fonte straniera più tarda e non chiara difficilmente possono oscurare le più consolidate cronache della Rus'.

La battaglia di Ljubeč (1016)