Paraleptolepis è un genere estinto di pesci ossei attinotterigi, di collocazione sistematica incerta (incertae sedis), noto per sedimenti del Cretaceo inferiore del Giappone. Il genere è stato istituito per accogliere la specie tipo Paraleptolepis kikuchii e P. elegans, provenienti dal Wakino Subgroup del Kwanmon Group, affiorante nella città di Kitakyushu, nella parte settentrionale dell’isola di Kyushu.

Etimologia Il nome generico deriva dal greco para, con il significato di “vicino” o “accanto”, e dal genere Leptolepis, in riferimento alla somiglianza con alcuni pesci tradizionalmente attribuiti ai cosiddetti leptolepiformi.Yoshitaka Yabumoto. 1994. Early Cretaceous Freshwater Fish Fauna in Kyushu, Japan, Bulletin of the Kitakyushu Museum of Natural History, 1994, Volume 13, Pages 107-254

Descrizione Paraleptolepis era un piccolo pesce osseo dal corpo affusolato, e non raggiungeva i 10 centimetri di lunghezza. Il genere è caratterizzato da una combinazione unica di tratti del cranio e dello scheletro caudale. Il primo centro preurale possiede un arco neurale rudimentale. Sono presenti tre epurali immediatamente posteriori all’arco neurale del primo centro preurale e tre uroneurali. Il primo uroneurale si estende anteriormente oltre il primo centro preurale fino a raggiungere l’estremità anteriore del secondo centro preurale.

La pinna caudale presenta 17 raggi ramificati. Il numero totale di vertebre varia da 40 a 42, di cui 19–20 caudali. Le pinne mediane sono arretrate; l’origine della pinna dorsale è situata poco anteriormente rispetto a quella della pinna anale. La base della pinna dorsale è più corta rispetto a quella della pinna anale. La pinna dorsale possiede 11–12 raggi, mentre la pinna anale ne presenta 17–19.

Per quanto riguarda la dentatura, sono assenti denti sul parasfenoide, sull’endopterigoide e sulla mascella. È presente il sovramascellare. Piccoli denti di tipo caniniforme sono invece presenti sul premascellare e sul dentale. Il frontale è corto.

Classificazione Paraleptolepis venne descritto per la prima volta nel 1994 da Yabumoto, sulla base di resti fossili rinvenuti nei pressi di Kitakyushu in terreni risalenti al Cretaceo inferiore.

Le caratteristiche dello scheletro caudale indicano affinità con generi tradizionalmente considerati leptolepidi, come Leptolepis e Leptolepides, e con generi affini agli elopiformi quali Anaethalion e Pachythrissops. Tuttavia, Paraleptolepis si distingue da Anaethalion per diversi caratteri cranici, tra cui l’assenza di denti sul parasfenoide e sulla mascella, nonché per una diversa morfologia dell’apertura boccale. Rispetto a Pachythrissops, Paraleptolepis differisce per la presenza di un solo arco neurale rudimentale sul primo centro urale e per l’assenza di denti mascellari. Sebbene presenti somiglianze con Leptolepis e Leptolepides nella struttura caudale, se ne distingue perché il secondo uroneurale non raggiunge il centro preurale e per l’assenza di denti lungo il margine orale della mascella.

La posizione sistematica di Paraleptolepis rimane incerta all’interno degli Actinopterygii mesozoici, con particolare affinità verso le forme vicine all'origine dei Teleostei.

Paleoecologia Paraleptolepis fa parte della cosiddetta fauna ittica di Wakino, un complesso assemblaggio di pesci d’acqua dolce del Mesozoico giapponese, unico nel suo genere. Nel Wakino Subgroup sono state riconosciute tre paleoittiofaune distinte, tra cui la fauna Paraleptolepis–Wakinoichthys. L’intera fauna comprende rappresentanti primitivi dei Semionotiformes e Amiiformes, e teleostei primitivi quali Ichthyodectiformes, Osteoglossiformes e Ellimmichthyiformes.

Per numero di specie e di individui, gli osteoglossiformi e i clupeiformi risultano predominanti. L’insieme di queste forme testimonia una notevole diversità ecologica nei sistemi fluviali mesozoici del Giappone.

Note

Categoria:Taxa descritti nel 1994 Categoria:Teleostei estinti