Biografia Dopo gli studi al ginnasio di Nižnij Novgorod Vasil'ev dovette guadagnarsi da vivere come precettore, essendo rimasto orfano di padre nel 1832. Nel 1834 venne ammesso al Dipartimento di Studi orientali della Facoltà di Filosofia dell'Università di Kazan'. Qui fu allievo di Józef Kowalewski, titolare della cattedra di Studi mongoli nonché suo mentore. Nel contempo studiò anche la lingua tatara.

Dal 1835 al 1839 lavorò in università con Galsan Nikituev, un lama buriato della Transbajkalia con il quale perfezionò il mongolo. Dopo la laurea conseguita nel 1937 preparò una tesi di dottorato incentrata sull'opera buddista Altan gerel (Suvarṇaprabhāsa Sūtra). La sua dissertazione attrasse l'attenzione del mondo accademico a tal punto che Pavel Ivanovič Mel'nikov vi pubblicò un saggio al riguardo.

Nel 1839 Vasil'ev venne mandato in Cina nell'ambito della XII Missione ecclesiastica russa. Qui era sottoposto all'archimandrita Polikarp Tugarinov, con il quale non ebbe mai un roseo rapporto, come si evincerà dai suoi diari (pubblicati solo parzialmente). A Pechino Vasil'ev apprese il tibetano e i suoi dialetti, studiò il sanscrito, il cinese e il manciù, approfondì la conoscenza del mongolo e studiò la letteratura, la storia, la geografia e la statistica, la religione, la scienza e l'arte, il commercio e l'industria di Cina, Tibet, Manciuria e Mongolia. Una volta rientrato all'Università di Kazan' presentò diverse opere, tra cui i fondamenti della grammatica tibetana, la crestomazia tibetana, la traduzione di un dizionario terminologico tibetano, la traduzione di una storia del buddismo in India, una storia del buddismo in Tibet, Cina e Mongolia, la traduzione di una geografia del Tibet scritta in tibetano, la traduzione del Datang xiyuji (西域記), traduzioni da fonti cinesi sui kitai, sui juzhen (o jurčen) e sui mongolo-tatari, e i resoconti di Ningguta del funzionario della dinastia Qing Wu Nan-chung, mappe storiche della Cina e traduzioni di letteratura buddista in lingua cinese.

Vasil'ev insegnò lingua cinese e mancese all'Università di Kazan' come capo del Dipartimento di lingua cinese presso la Facoltà di Studi orientali dell'Università di San Pietroburgo e tenne lezioni di storia, geografia e letteratura della Cina e della Manciuria. Tra il 1856 e il 1857 pubblicò "Il sistema grafico dei caratteri cinesi", che in seguito si evolvette in un dizionario cinese-russo che avrebbe costituito la base di molti dizionari successivi, nonché l'opera che lo rese celebre a livello mondiale, ovvero Buddizm, ego dogmaty, istorija i literatura ("Il Budismo, i suoi dogmi, la sua storia e la sua letteratura"). Questo saggio venne tradotto in tedesco e francese e si basava esclusivamente su fonti primarie, ed è scritto in uno stile informale e di facile lettura, nonostante alcune lacune stilistiche. Nel 1869 uscì la seconda parte di questo libro, che conteneva la traduzione di un'opera di Târanâtha. Vasil'ev non riuscì a completare il suo dizionario terminologico buddista (Mahāvyutpatti), nonostante alcune pagine fossero state pubblicate nel 1886. Negli ultimi anni di vita pubblicò i saggi "Il buddismo nel suo sviluppo completo secondo il Vinaya", "Osservazioni sul buddismo" e alcuni contributi al Dizionario enciclopedico russo di Il'ja Nikolaevič Berezin.

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