Riccò è una frazione del comune di Fornovo di Taro, in provincia di Parma.

La località dista 1,86 km dal capoluogo.

Geografia fisica Riccò sorge alla quota di 145 m s.l.m., sulla sponda destra della val Taro..

Origini del nome Il toponimo deriva da Cò del Rio, ossia "testa del Rio", in riferimento alla posizione della frazione in corrispondenza dell'immissione del rio omonimo nel fiume Taro.

Storia Il più antico insediamento umano sorse in età romana, lungo la strada di collegamento tra Parma e Luni; risalgono a tale epoca i resti di un nucleo abitato, affiancato da figlinae per la produzione di laterizi e anfore, rinvenuti a lato della strada statale 62 della Cisa nel centro di Riccò alla fine del XX secolo, durante gli scavi per la realizzazione di un gruppo di edifici residenziali.

In epoca medievale la zona era attraversata da una diramazione della via Francigena, percorsa dai pellegrini diretti a Roma dal Nord Europa..

Nel 1650 il feudo di Vizzola, da cui Riccò dipendeva, fu elevato a contea dal duca di Parma Ranuccio II Farnese, che lo assegnò a Ercole, Ranunzio, Ottavio e Giovan Battista Linati..

Il 12 marzo 1742, col permesso della duchessa reggente Maria Teresa d'Austria, il conte Ercole Linati alienò Vizzola alla contessa Teresa Baviera Cervasi della Pergola di Senigallia. Dieci anni dopo la figlia Elisabetta Fiorini portò il feudo in dote al marchese Giambattista Ercolani e nel 1777 subentrò il figlio Agostino, alla cui morte il 5 settembre 1796 la contea fu assorbita dalla Camera Ducale di Parma.

Agli inizi del XIX secolo Vizzola divenne frazione del nuovo comune di Fornovo di Taro..

In seguito, Riccò, fino ad allora località minore, fu interessata da un notevole aumento della popolazione, favorito dalla posizione a fondovalle e dalla costruzione, lungo la strada della Cisa, di alcuni stabilimenti, tra cui una grossa azienda produttrice di laterizi. A causa della scomodità dell'antica chiesa di Vizzola, nel 1935 fu aperto al culto l'oratorio della Beata Vergine di Caravaggio, edificato nel 1854 nel centro di Riccò.. Tra il 1969 e il 1970 fu costruita nell'abitato la nuova parrocchiale di San Giovanni Battista, di cui la chiesa di Vizzola divenne sussidiaria.

L'11 giugno 2011, a causa di intense precipitazioni, il rio di Riccò sommerse una porzione del centro abitato. Nel 2017 il Comune di Fornovo di Taro commissionò uno studio idraulico, al fine di ridurre i rischi di esondazione del piccolo corso d'acqua, che nel 2022 fu risezionato in corrispondenza della frazione, modificando anche parte della viabilità interna.

Monumenti e luoghi d'interesse Chiesa di San Giovanni Battista Edificata tra il 1969 e il 1970 su disegno dello studio tecnico Marazzi, la chiesa sostituì l'antica parrocchiale di Vizzola, troppo decentrata rispetto alla frazione. L'edificio, sviluppato su una pianta centrale esagonale, presenta tre portali d'ingresso aperti sui due lati anteriori e nello spigolo tra di essi; gli esterni, interamente rivestiti in mattoni e calcestruzzo armato a vista, sono dominati da un alto tamburo che si erge al centro del tetto. All'interno l'aula, circondata da una serie di pilastri in calcestruzzo armato, si conclude nel presbiterio, nel cui mezzo è collocato l'altare maggiore a mensa.

Oratorio della Beata Vergine di Caravaggio

Edificato nel 1854 per volere di Carlo Franceschi, l'oratorio neoclassico fu a lungo utilizzato come officina e residenza; acquisito dalle sorelle Belloni, nel 1935 fu donato all'istituto per le missioni estere di Parma; benedetto il 28 aprile dello stesso anno, fu aperto al culto; utilizzato in sostituzione dell'antica parrocchiale di Vizzola fino alla costruzione della nuova chiesa tra il 1969 e il 1970, fu successivamente sconsacrato. L'edificio, sviluppato su un impianto a navata unica, presenta una simmetrica facciata a capanna in pietra, delimitata da due lesene ioniche a sostegno del frontone triangolare di coronamento; al centro si apre l'ampio portale d'ingresso, inquadrato da una cornice e coronato da un frontone triangolare..

Villa Santa Maria Edificata nella prima metà del XX secolo, la villa fu acquistata nel 1955 dal parroco di Santa Maria Assunta di Fornovo di Taro, che la trasformò in casa di spiritualità. L'ampio complesso, collocato sulla sommità della collina, è costituito da vari edifici, tra cui una cappella, la cui facciata a capanna, scandita da quattro lesene, presenta al centro il portale d'ingresso, sormontato da un rosone; all'interno il luogo di culto, sviluppato su un impianto a navata unica coperta da un soffitto a capriate lignee, è ornato nell'abside poligonale da lesene.

Sito archeologico Fondato in età romana, l'insediamento era costituito da abitazioni e da figlinae per la produzione di laterizi e terrecotte; rinvenuto alla fine del XX secolo durante alcuni scavi sotto al vecchio campo da calcio di Riccò, ne sopravvivono, estesi su una superficie di 3900 m², i resti delle fondamenta degli edifici, le vasche per la produzione di mattoni e numerosi frammenti di anfore destinate a contenere il vino prodotto nella zona.

Infrastrutture e trasporti La frazione è attraversata dalla strada statale 62 della Cisa ed è affiancata a nord-est dalla ferrovia Pontremolese.

Note

Bibliografia

Voci correlate Vizzola (Fornovo di Taro) Fornovo di Taro

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