Il Partito popolare croato-sloveno (, abbreviato come HSNS) è stato un partito politico autonomista che operò in rappresentanza dei croati e degli sloveni in Venezia Giulia dal 1884 al 1926.

Durante la sua attività nell'Impero austro-ungarico il partito adottò un programma politico liberale e di forte sostegno alla parità della lingua croata all'interno delle istituzioni e vinse le elezioni legislative del 1907. In seguito alle cessioni territoriali alla prima guerra mondiale, dal 1919 il partito si trovò ad operare nel Regno d'Italia, dove partecipò alla elezioni del 1921 con altre liste civiche costituendo la Concentrazione slava. In seguito all'ascesa del fascismo il partito partecipò alle elezioni del 1924 in unione ai tedeschi altoatesini del Deutscher Verband per poi essere soppresso nel 1926 e proseguire la propria attività clandestinamente.

Storia

L'Impero austro-ungarico Il 10 gennaio 1884 alla Dieta provinciale del Margraviato d'Istria alcuni rappresentati politici fondarono il "circolo croato-sloveno" per coordinare l'attività politica dei rappresentati di nazionalità croata e slovena. Nello stesso i fondatori del circolo crearono esclusivamente a fini elettorali il Partito popolare croato-sloveno (, abbreviato come HSNS). L'organizzazione divenne politicamente più strutturata a partire dal 1902, quando attraverso la società editoriale Edinost, venne fondata a Pisino la "società politica per croati e sloveni in Istria". Nel 1907 il partito vinse le elezioni legislative del Consiglio dell'Impero, portando avanti un programma economico di impronta liberale, mentre a livello sociale si propose come favorevole all'unificazione dell'Istria alle altre provincie slave. Un pilastro fondamentale della loro politica fu il sostegno alla parità linguistica del croato negli uffici pubblici e l'istituzione di scuole nazionali croate di ogni ordine e grado.

L'annessione al Regno d'Italia

Il seguito alla prima guerra mondiale e all'annessione della Venezia Giulia al Regno d'Italia, il 3 agosto 1919 l'Edinost si riunì in assemblea per riorganizzare il movimento croato-sloveno nei territori occupati. I rapporti tra l'HSNS e le formazioni socialiste e comuniste italiane furono segnati da una crescente tensione, dovuta all'internazionalismo di queste ultime e al timore di un'assimilazione delle organizzazioni operaie e contadine slave. Per arginare l'influenza delle sinistre, il 10 giugno 1920 il sacerdote Ivan Rejc, esponente della corrente clericale, presentò il programma dei socialisti cristiani. L'obiettivo di questo programma era quello di contrastare il monopolio socialista nella lotta al capitalismo e tutelare le classi rurali e operaie dalla propaganda comunista, sostenendo contestualmente l'autonomia per l'Istria. A partire dal 1920 le squadre d'azione fasciste guidate da Francesco Giunta iniziarono a prendere i mira la comunità slovena e croata della Venezia Giulia.

Alle elezioni politiche del 1921 l'HSNS, in alleanza con liste civiche locali, costituì la Concentrazione slava, che si presentò nei collegi di Trieste, Gorizia e Parenzo. Nonostante il forte radicamento territoriale, il risultato elettorale della Concentrazione slava fu intaccato dalle pesanti pressioni squadriste, venendo superato a Parenzo e a Trieste, ma non a Gorizia, dai blocchi nazionali, riuscendo a eleggere cinque deputati. All'interno del partito continuò a persistere la divisione tra la corrente liberale e secolare (guidata da Josip Vilfan) e quella clericale, tanto che vennero fondati rispettivamente i giornali: Stara naša sloga e Pučki prijatelj. Il seguito all'ascesa del governo Mussolini, l'HSNS si presentò nuovamente alle elezioni del 1924 in coalizione con il Deutscher Verband nelle cosiddette "liste di slavi e di tedeschi", riuscendo ad eleggere due deputati nonostante gli estesi brogli elettorali e le intimidazioni squadriste. In seguito al discorso di Benito Mussolini del 3 gennaio 1925 e all'introduzione delle leggi fascistissime nel 1926 furono soppressi tutti i partiti politici, così la dirigenza e i sostenitori furono costretti a proseguire la propria attività politica in clandestinità.

Risultati elettorali

Elezioni politiche italiane del 1921

+Collegio elettoraleVoti%SeggiTrieste8,79Gorizia60,01Parenzo21,43Regno d'Italia0,74

Elezioni politiche italiane del 1924

+Collegio elettoraleVoti%SeggiVenezia Giulia11,12Regno d'Italia0,42

Note

Voci correlate Liste di slavi e di tedeschi

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