Listruzione carceraria (o "penitenziaria") è qualsiasi attività educativa che si svolge all'interno delle carceri. I corsi possono includere programmi di alfabetizzazione di base, programmi equivalenti alla scuola secondaria, formazione professionale e istruzione universitaria. Anche altre attività come programmi di riabilitazione penale, educazione fisica e corsi di arti e mestieri possono essere considerate forme di istruzione carceraria. I programmi sono generalmente forniti, gestiti e finanziati dal sistema penitenziario, anche se ai detenuti può essere richiesto di pagare per programmi di istruzione a distanza. La storia e le pratiche attuali dell'istruzione carceraria variano tra i diversi Paesi.

Le persone che entrano nei sistemi carcerari in tutto il mondo hanno, in media, livelli di istruzione inferiori rispetto alla popolazione generale. L'istruzione carceraria mira a rendere i detenuti più occupabili dopo il rilascio. Organizzare e frequentare programmi educativi in carcere può essere difficile. La carenza di personale e di budget, la mancanza di risorse educative e di computer, e il trasferimento dei detenuti tra diverse strutture sono ostacoli comuni. La partecipazione può essere limitata da esperienze scolastiche pregresse negative e da fattori motivazionali.

Gli effetti dell'istruzione carceraria sono oggetto di numerosi studi, che si concentrano prevalentemente sulla recidiva, ma anche su altri indicatori, come l'occupabilità post-rilascio e il comportamento in ambito detentivo. In diversi casi è stata osservata una correlazione tra partecipazione a programmi educativi e riduzione dei tassi di recidiva, oltre che miglioramenti nella gestione della condotta interna agli istituti. La letteratura scientifica evidenzia tuttavia la presenza di limiti metodologici, legati alla selezione dei partecipanti e alla difficoltà di isolare l'effetto dell'istruzione da altre variabili.

Alcune analisi costi-benefici suggeriscono che i programmi educativi in carcere possono generare risparmi superiori ai costi iniziali, sebbene i risultati varino in base ai modelli adottati.

Nonostante i potenziali benefici, la partecipazione ai programmi educativi in carcere rimane limitata in molti Paesi. Le politiche di finanziamento e l'espansione di tali programmi sono oggetto di dibattito. Alcuni critici mettono in discussione l'efficacia o la priorità di tali investimenti rispetto ad altre esigenze pubbliche, mentre altri sostengono che l'accesso all'istruzione debba essere garantito indipendentemente da tali considerazioni.

Storia

Europa I Paesi nordici hanno una lunga tradizione nell'offrire istruzione ai detenuti, e in particolare la Svezia è considerata una pioniera nel settoreKosmidou, Agapi (2011). "Education Behind Bars: The Case of Sweden". Andragoške studije. 1: 119–133.. L'istruzione divenne obbligatoria per i detenuti sotto i 35 anni nel 1842, mentre la formazione professionale risale almeno al 1874, quando il carcere della contea di Uppsala assunse un falegname per insegnare il mestiere ai detenuti.

In Danimarca, i giovani detenuti hanno accesso all'istruzione fin dagli anni 1850, e i programmi educativi divennero obbligatori per loro nel 1930. Le carceri per adulti offrono programmi educativi dal 1866, e nel 1952 fu introdotta una legge che obbligava tutti i detenuti sotto i 30 anni a partecipare a corsi di istruzione.

La Norvegia aprì nel 1851 la prima prigione incentrata sull'istruzione come forma di riabilitazione. Nel 1875 tutte le otto carceri del Paese offrivano istruzione, e alla fine del secolo fu introdotta una normativa che obbligava i detenuti senza istruzione primaria o secondaria inferiore a completarla durante la detenzione. Dal 2007, ogni carcere norvegese dispone di una scuola per detenuti.

In Finlandia, una legge del 1866 garantiva l'istruzione primaria a tutti i detenuti, anche se la sua applicazione fu difficile. Una riforma più efficace fu introdotta nel 1899 e rimase in vigore fino al 1975. L'Islanda, invece, iniziò a introdurre programmi educativi solo nel 1971.

Tra il 1939 e il 1975, durante il regime di Francisco Franco, le carceri spagnole erano note per le dure condizioni e la repressione. Dopo il 1978, la Costituzione stabilì che le carceri dovessero puntare alla rieducazione piuttosto che al lavoro forzato. Nonostante l'accesso all'università fosse formalmente possibile, nel 1992 molte carceri offrivano solo istruzione di base e formazione professionale, con minori opportunità per le donne. Dal 2018, l'Universidad Nacional de Educación a Distancia è l'unica istituzione autorizzata a fornire istruzione universitaria ai detenuti.

In Italia, una legge del 1976 riconobbe il diritto dei detenuti all'istruzione universitaria. Tuttavia, fino al 1986 era difficile completare gli studi a causa della mancanza di accesso agli insegnanti e agli esami. Le riforme successive, culminate nel 2000, ampliarono i diritti educativi, favorendo collaborazioni tra carceri e università.

Nel Regno Unito, il primo sviluppo significativo fu il Gaols Act del 1823, che introdusse corsi di lettura e scrittura. Tuttavia, per lungo tempo si ritenne che l'istruzione superiore non fosse utile alla "elevazione morale". Solo dagli anni '90 si assistette a un'espansione significativa dei programmi educativi.

In Francia, l'istruzione carceraria si è sviluppata soprattutto nel secondo dopoguerra, con un forte orientamento alla rieducazione e al reinserimento sociale. Lo Stato garantisce ai detenuti l'accesso all'istruzione di base, secondaria e, in alcuni casi, universitaria, attraverso collaborazioni con istituzioni pubbliche e programmi di formazione professionale. I corsi sono in genere gratuiti e organizzati in collaborazione con il sistema educativo nazionale. Nonostante ciò, persistono difficoltà legate al sovraffollamento e alla discontinuità della frequenza dovuta ai trasferimenti tra istituti.

In Germania, l'istruzione carceraria è riconosciuta come un diritto dei detenuti ed è fortemente integrata nel sistema di riabilitazione. Le leggi penitenziarie dei Länder prevedono l'accesso all'istruzione di base, alla formazione professionale e, in alcuni casi, all'istruzione superiore. L'obiettivo principale è il reinserimento sociale, e i programmi educativi possono essere coordinati con i servizi per l'impiego. Nonostante il sistema generalmente organizzato in modo strutturato, permangono differenze regionali e limitazioni legate alle risorse disponibili.

Svizzera In Svizzera, il sistema penitenziario è decentralizzato e gestito a livello cantonale, il che comporta differenze nell'offerta educativa tra le diverse regioni. Tuttavia, l'istruzione è in diversi sistemi considerata parte integrante del processo di reinserimento. I detenuti hanno accesso a programmi di alfabetizzazione, formazione professionale e, in alcuni casi, istruzione superiore. Particolare attenzione è dedicata allo sviluppo di competenze lavorative, in linea con il modello svizzero di formazione duale.

Russia In Russia, i primi tentativi di istruzione carceraria risalgono al 1819, ma le condizioni difficili ne limitarono l'efficacia. Dopo la rivoluzione del 1917, si cercò di eliminare l'analfabetismo nei campi di lavoro forzato Gulag, introducendo anche corsi di scienze, cultura e lingue straniere.

Nordamerica

Negli Stati Uniti, all'inizio del XIX secolo i detenuti ricevevano principalmente istruzione religiosa da parte dei cappellani. I primi programmi educativi laici furono sviluppati per aiutare i detenuti a leggere la Bibbia e altri testi religiosi. Il primo grande programma educativo con finalità riabilitative fu avviato nel 1876 da Zebulon Brockway, direttore del riformatorio di Elmira (New York). Brockway sosteneva che l'istruzione avesse una funzione rieducativa e disciplinare. Entro il 1900, diversi stati avevano adottato il cosiddetto "sistema Elmira", e negli anni '30 programmi educativi erano presenti nella maggior parte delle carceri.

Negli anni '40, mentre era in prigione Malcolm X si dedicò all'autoformazione: studiò storia, religione e filosofia copiando interi dizionari a mano.

L'istruzione universitaria, tuttavia, si diffuse solo molto più tardi: nel 1960 era disponibile in nove stati, mentre nel 1983 era presente nella maggior parte del Paese. Il sostegno ai programmi educativi è variato nel tempo. Tra il 1972 e il 1995 i detenuti potevano accedere ai Pell Grants (sussidi federali per studenti), ma nel 1994 una legge li escluse. Ciò causò un forte calo dei programmi universitari. Nel 2015 fu avviato un programma pilota per ripristinare parzialmente l'accesso, e nel 2020 il divieto fu definitivamente abolito.

In Canada, lo sviluppo dell'istruzione carceraria ha seguito un percorso simile a quello statunitense. Sebbene raccomandazioni in tal senso risalgano al 1914 e al 1936, i programmi educativi si diffusero solo a partire dalla metà degli anni '40.

America Latina

Caraibi A Barbados, il sistema carcerario fu istituito nel 1945 e i programmi educativi furono introdotti nel 1956, inizialmente limitati all'alfabetizzazione di base. Le detenute poterono partecipare solo dopo le riforme degli anni '60. L'accesso fu ulteriormente ampliato nel 1990, includendo anche istruzione secondaria e formazione professionale.

Nella Repubblica Dominicana, una riforma avviata nel 2003 rese obbligatoria l'alfabetizzazione in molte carceri. Il rifiuto di partecipare comportava la perdita di alcuni privilegi. In alcune strutture, diversi detenuti hanno potuto conseguire lauree universitarie.

A Cuba le informazioni disponibili sono limitate e derivano principalmente da fonti istituzionali e rapporti internazionali. Tuttavia, programmi educativi e lavorativi sono stati evidenziati dalle autorità, includendo formazione tecnica e istruzione fino al livello secondario inferiore, insieme a programmi di rieducazione politica.

Messico In Messico, l'istruzione carceraria è formalmente riconosciuta come parte del processo di reinserimento sociale dei detenuti ed è garantita dal sistema penitenziario federale e statale. I programmi educativi includono alfabetizzazione, istruzione primaria e secondaria, formazione professionale e, in alcuni casi, istruzione universitaria attraverso accordi con istituzioni pubbliche.

L'offerta educativa varia significativamente tra le diverse strutture penitenziarie e tra i vari stati federati, con livelli di accesso non omogenei. In alcune carceri sono stati sviluppati programmi in collaborazione con l'Instituto Nacional para la Educación de los Adultos (INEA), finalizzati a ridurre l'analfabetismo e a favorire il conseguimento di titoli di studio equivalenti ai livelli scolastici obbligatori.

Nonostante il riconoscimento formale del diritto all'istruzione, l'effettiva implementazione dei programmi è spesso limitata da problemi strutturali quali il sovraffollamento, la carenza di risorse e le condizioni generali del sistema penitenziario. Tali fattori incidono sulla continuità e sulla qualità dell'offerta formativa, riducendo la partecipazione effettiva dei detenuti.

Sudamerica In Sud America, le opportunità educative in carcere sono generalmente più limitate rispetto a Europa e Nord America, a causa della scarsità di risorse e del sovraffollamento.

In Argentina, i programmi educativi iniziarono negli anni '50, ma la partecipazione è rimasta bassa. Una legge del 1996 garantì l'accesso all'istruzione per i detenuti con basso livello scolastico, ma solo una minoranza riusciva effettivamente a partecipare.

Il Brasile ha adottato politiche relativamente avanzate: una legge del 1984 riconobbe il diritto all'istruzione per i detenuti. Tuttavia, l'attuazione è stata limitata e solo una parte degli incarcerati ha accesso ai programmi educativi.

Oceania