Questa voce tratta la storia del Fotbal Club Dinamo 1948 București dalla fondazione ai nostri giorni. Storia Fondazione e anni 1950
Il 19 maggio 1948 l', che nel gennaio di quell'anno era passata sotto la gestione del ministero degli affari interni, si fuse con il , dando vita alla Dinamo Bucarest. Il club nacque su iniziativa del ministro dell'epoca, Teohari Georgescu, e dei due fratelli ebrei Alexandru e Turi Vogl, dirigenti della sezione sport e cultura del dicastero degli interni.Secondo Cornel Dinu la fusione era stato un atto abusivo, poiché l' era legata a personalità vicine alla Guardia di Ferro e per tale motivo era stata soppressa dalle autorità comuniste; cfr. Fino alla fine del campionato di Divizia A 1947-1948 i due club preesistenti portarono il nome di Dinamo A e Dinamo B (quest'ultimo retrocesse in seconda serie). La Dinamo B fu quindi trasferita a Brașov, poi a Cluj-Napoca e infine dal 1958 a Bacău.
Il 14 luglio 1948 la Dinamo Bucarest giocò la sua prima partita internazionale, battendo per 4-1 i cecoslovacchi del . Il 22 agosto 1948 debuttò in Divizia A con la propria denominazione. Il primo allenatore fu Coloman Braun-Bogdan, mentre in rosa figuravano calciatori come Florian Ambru, Angelo Niculescu, Teodorescu, Ion Șiclovan, Carol Bartha, Sârbu, Titus Ozon, Gheorghe Lăzăreanu e Iuliu Farkaș. Niculescu si ritirò dal calcio giocato nel 1949, per poi divenire a più riprese tecnico della prima squadra. Nel 1950 arrivarono anche Nicolae Dumitru e Gheorghe Băcuț.
Il 14 ottobre 1951 vinse la partita d'esordio nel nuovo Stadio Dinamo, superando per 1-0 la Locomotiva Timișoara. Nelle stagioni 1951, 1952 e 1953 la squadra finì al secondo posto, in tutte e tre le occasioni alle spalle della . Nel 1954 arrivò terzo e perse per 2-0 la finale di Coppa di Romania contro il .
Nel 1955 conquistò il primo titolo di campione nazionale della sua storia, con Angelo Niculescu come allenatore. Pur avendo attaccanti del calibro di Alexandru Ene, Valeriu Neagu e Ion Suru, la Dinamo si distinse soprattutto sul piano difensivo (solamente 19 gol subiti), grazie alle prestazioni di Gheorghe Băcuț, Ladislau Băcuț, Iosif Szökő e Valeriu Călinoiu.
Nell'autunno del 1956 la squadra fece il suo debutto in Coppa dei Campioni, battendo per 3-1 il . Pur sconfitta per 2-1 al ritorno, avanzò agli ottavi di finale, dove venne eliminata dal . La vittoria per 3-2 nella gara di ritorno non bastò a ribaltare l’8-1 rimediato in Bulgaria, che ancora oggi è il peggior passivo nella storia del club in campo europeo. Sempre nel 1956 cedette il titolo di campione di Romania al CCA Bucarest.
Nella stagione 1958-1959 giunse ancora seconda, a un punto dal , ma si consolò con il primo successo in Coppa di Romania, sconfiggendo in finale per 4-0 il .
Anni 1960
Fu soprattutto durante gli anni sessanta che la Dinamo iniziò ad accrescere vistosamente il proprio palmarès, tanto da avviare un'accesa rivalità con un altro club di Bucarest, la Steaua.
Sotto la guida della coppia di allenatori Ionescu-Dumitru nella stagione 1960-1961 trovò il secondo posto in campionato, per poi riuscire a conquistare il secondo titolo di campione di Romania l'anno successivo. I biancorossi si ripeterono nel 1963, 1964 e 1965 (l'ultima stagione nuovamente con Niculescu in panchina), arrivando a quattro titoli consecutivi, vincendo inoltre la Coppa di Romania 1963-1964 in finale per 5-3 contro la .
Tra i giocatori di punta di questa generazione figuravano il portiere Ilie Datcu, il centravanti Ion Pîrcălab ed il centrocampista Radu Nunweiller.
Parallelamente nel 1963 in Coppa dei Campioni la Dinamo affrontò il di Gento e Di Stéfano. La partita di andata si disputò allo Stadionul Național di Bucarest e segnò un record di presenze, con quasi 100.000 spettatori. I rumeni uscirono sconfitti per 3-1; al ritorno gli spagnoli si imposero per 5-3. Nel 1964 invece giocò contro l' di Helenio Herrera, che nell'andata a San Siro travolse la Dinamo per 6-0. I rumeni affrontarono nuovamente l'Inter anche agli ottavi di finale nella Coppa dei Campioni 1965-1966. Stavolta la Dinamo vinse il match di andata a Bucarest (2-1, con gol di Constantin Frățilă e Ion Haidu), ma perse per 2-0 il ritorno a Milano.
Sul piano interno nella seconda parte degli anni sessanta arrivò sempre in posizioni di alta classifica e con il tecnico Bazil Marian nel 1968 vinse la terza Coppa di Romania, superando in finale per 3-1 il . Tra il 1969 e il 1971, raggiunse la finale per altre tre volte consecutive, ma fu sempre sconfitta dai rivali della Steaua.
Anni 1970
Nel 1971 vinse il sesto scudetto, a sei anni di distanza dall'ultimo successo; l'anno seguente in Coppa dei Campioni si fermò agli ottavi di finale, dove fu eliminata dal .
Il settimo titolo arrivò nella stagione 1972-1973 con l'allenatore Ion Nunweiller. La Dinamo vinse il campionato nel match di recupero disputato dopo l'ultima giornata, avendo la meglio del per 4-0, margine esatto per scavalcare l' per differenza reti. Nella Coppa dei Campioni 1973-1974, dopo aver dominato il al primo turno, agli ottavi di finale i rumeni furono sconfitti dall'.
Giunti al secondo posto alle spalle dell'Universitatea Craiova nel 1974, i biancorossi disputarono la Coppa UEFA 1974-1975, arrendendosi al ai sedicesimi. In quell'anno la Dinamo di Nicolae Dumitru fu trascinata alla vittoria del campionato dai gol di Dudu Georgescu, che fu anche premiato con la Scarpa d'oro al termine della stagione.
Eliminata dal Real Madrid al primo turno dalla Coppa dei Campioni 1975-1976, nell'edizione 1976-1977 della Coppa UEFA trovò sul proprio cammino il , che dopo lo 0-0 a Bucarest si impose 2-1 al ritorno in Italia. Nella stessa stagione la Dinamo, allenata nuovamente da Ion Nunweiller, vinse il suo nono campionato rumeno grazie anche alle performance di Dudu Georgescu, che realizzò 47 gol e conquistò la sua seconda Scarpa d'oro. Nell'autunno 1977 la squadra fu poi sconfitta dall' al primo turno di Coppa dei Campioni.
Nell'annata 1978-1979 la Dinamo tornò vicina al titolo, ma perse per 4-3 in casa lo scontro diretto dell'ultima giornata contro l', concludendo la stagione al secondo posto. Nella Coppa UEFA 1979-1980 fu invece sconfitta ai sedicesimi di finale dall'.
L'età d'oro (1980-1985) La formazione tipo della stagione 1983-1984, anno in cui la Dinamo Bucarest ha vinto campionato e Coppa di Romania, e ha raggiunto la semifinale di Coppa dei Campioni. Tra gli altri facevano parte della rosa Ioan Andone, Ioan Mărginean, Lică Movilă, Gheorghe Iamandi e Viorel Turcu. Il secondo posto ottenuto in Divizia A 1980-1981 anticipò un nuovo ciclo. Nella Coppa UEFA dell'anno successivo i cani rossi superarono il ai trentaduesimi di finale, per poi trovarsi di fronte all' ai sedicesimi. Dopo l'1-1 dell'andata a Milano (gol di Alexandru Custov), la Dinamo ebbe la meglio dei nerazzurri al ritorno ai tempi supplementari, realizzando un 3-2 in rimonta (reti di Dudu Georgescu, Ionel Augustin e Costel Orac). I rumeni si fermarono al turno successivo, sconfitti dall', che poi vinse il torneo.
Sempre nel 1982 la squadra, guidata da Valentin Stănescu, riuscì nel double campionato-Coppa di Romania (vinta in finale per 3-2 contro l'). Al termine della stagione Nicolae Dumitru tornò ancora una volta sulla panchina e nel 1983 ottenne l'undicesimo scudetto. In Coppa dei Campioni arrivò fino agli ottavi e fu eliminato dall', dopo aver superato ai supplementari il al turno precedente. A fine stagione la leggenda del club Cornel Dinu, che con la Dinamo aveva giocato più di 450 partite e vinto sei campionati e due coppe di Romania, si ritirò dal calcio giocato e divenne assistente di Dumitru.
Nell'annata 1983-1984 i biancorossi si fregiarono del terzo scudetto di fila, oltre a conquistare una nuova Coppa di Romania (vinta 2-1 contro la Steaua Bucarest), ma fu in campo europeo che stabilirono un ulteriore record, arrivando fino in semifinale di Coppa dei Campioni e diventando la seconda squadra rumena a raggiungere una semifinale UEFA. I rumeni eliminarono in successione il , l' (imponendosi a Bucarest con un 3-0 a firma di Ionel Augustin, Gheorghe Mulțescu e Costel Orac; e perdendo 3-2 in Germania realizzando i due gol qualificazione negli ultimi minuti di gioco con Cornel Țălnar e Mulțescu) e la (1-1 l'andata in Unione Sovietica con gol di Mircea Rednic nel finale; 1-0 il ritorno in Romania con rete di Augustin). In semifinale Dinamo e diedero vita a due gare intense sul piano agonistico, ma il successo andò agli inglesi. Questi si imposero 1-0 nella partita di andata (gol di Sammy Lee), match segnato dal confronto fisico tra Graeme Souness e il rumeno Lică Movilă, che rientrò a Bucarest con la mascella fratturata. Al ritorno del 25 aprile 1984 Ian Rush aprì e chiuse le marcature, mentre il momentaneo pareggio fu firmato da Orac. Il Liverpool vinse 2-1 e di lì a poco divenne campione d'Europa a spese della .
L'anno dopo la Dinamo fu eliminata ai tempi supplementari degli ottavi di finale dal e arrivò seconda dietro la Steaua in campionato. Nella seconda metà degli anni ottanta infatti la Steaua tornò prepotentemente alla ribalta e dopo lo scudetto del 1985 conquistò pure la Coppa dei Campioni 1986. La Dinamo tuttavia si rivalse sugli avversari in finale di Coppa di Romania 1985-1986, sconfiggendoli per 1-0 (rete di Marian Damaschin).
L'era Lucescu (1985-1990)
Nel corso della stagione 1985-1986 Mircea Lucescu, che da giocatore aveva vestito la maglia della Dinamo dal 1963 al 1977, fu incaricato del ruolo di allenatore e mantenne la posizione per quattro anni e mezzo.
La stagione successiva, dopo un'assenza di diciotto anni dalla competizione, la Dinamo tornò a disputare la Coppa delle Coppe. Per tre campionati di fila (dal 1987 al 1989) arrivò seconda dietro alla Steaua e in tutte e tre le occasioni perse la finale di Coppa di Romania proprio contro i rivali, trovando perciò la qualificazione alla Coppa delle Coppe in tutti gli anni.
Nella stagione 1986-1987 il centravanti Rodion Cămătaru realizzò 44 reti, vincendo la Scarpa d'oro (mettendo a segno addirittura 27 gol nelle ultime dieci partite), ma il premio gli fu in seguito ritirato per via di presunte ingerenze del governo rumeno sullo svolgimento del campionato. La finale della Coppa di Romania del 1988 poi fu segnata da ulteriori controversie: a causa di un gol annullato al 90' sul risultato di 1-1, i giocatori della Steaua abbandonarono il campo in segno di protesta. La vittoria fu quindi assegnata alla Dinamo, ma dopo qualche giorno gli fu ritirata dalla Federazione calcistica della Romania, che decretò la validità del 2-1 per la Steaua. Dopo la rivoluzione romena del 1989 la Steaua rinunciò al trofeo, che però fu rifiutato anche dalla Dinamo. La formazione scesa in campo nell'andata delle semifinali di Coppa delle Coppe del 4 aprile 1990 contro l'. Nella Coppa delle Coppe 1988-1989 i biancorossi eliminarono il e il , per fermarsi ai quarti di finale contro la , che si qualificò per la regola dei gol in trasferta (1-1 e 0-0). In Coppa delle Coppe 1989-1990 invece i rumeni arrivarono fino in semifinale. Dopo aver battuto (0-1 e 2-0), (2-0 e 6-1) e (2-1 e 2-0), la Dinamo uscì contro l', dopo una doppia sconfitta per 1-0.
Nel campionato 1988-1989 la Dinamo batté il record di gol segnati nel corso di una stagione (130), infrangendo il primato stabilito dall' nella stagione 1947-1948 (128 reti), ma non fu sufficiente per vincere il torneo. Con le sue 43 marcature però Dorin Mateuț si fregiò della Scarpa d'oro.
Dopo anni di tentativi, nella stagione 1989-1990 la Dinamo ruppe il dominio della Steaua sia in campionato, vincendo il tredicesimo scudetto, che in Coppa di Romania, battendo i rivali in una finale conclusasi 6-4. A fine stagione Lucescu andò al .
Anni 1990