Notre Dame - cathédrale de Paris è un documentario di Georges Franju commissionatogli dal Ministero delle Belle Arti che, da parte sua, pose un'unica condizione al regista, quella di filmare soltanto la cattedrale, senza sacerdoti né artigiani, ma soltanto la sua architettura.

Trama Il film inizia con una citazione di Le Corbusier in fondo ai titoli di testa, dove lettere blu su fondo bianco asseriscono che quando le cattedrali erano bianche non v’erano cenacoli che imponessero la loro legge: tutta la città era in cammino. La voce fuori campo dice che fu a partire dal XII secolo che sull’ Île de la Cité, una stagione dopo l'altra, fu edificata la più grande delle cattedrali, sulle rovine di un tempio che era sorto per onorare gli dei Romani, dai battellieri della Senna, mentre una sequenza mostra una péniche solca il fiume maestosamente. Costoro, continua il commento alle immagini, hanno deliberatamente voltato la parte retrostante dell'edificio all'Antichità. A questo punto la camera penetra tra le statue del'ingresso della cattedrale per un viaggio attraverso le opere d'arte dove è l'empatia e non una descrizione didascalica a guidare la conoscenza.

Distribuzione Il film è stato restaurato nel 2004 da Argos Films e dalla Cinémathèque Française e presentato a Bologna per la XXXIII edizione del Cinema Ritrovato.

Accoglienza Entusiasta l'accoglienza in America nell'ambito della retrospettiva Il realismo fantastico di Georges Franju, dove The Daily, podcast del New York Times dedica un grande spazio al regista francese nell'ambito di una rassegna newyorkese a lui dedicata, soffermandosi su tre cortometraggi, tra questi Notre-Dame, Cathédrale de Paris.

Critica Raymond Durgnat in Franju (1968) ha sottolineato la scena dove mentre «una suora raccoglie le offerte per i poveri, la cinepresa si sofferma sui costosi arredi d'oro che esemplificano il tipo particolare di vanità mondana della Chiesa cattolica (se questa frecciata anticlericale è un'allusione tradizionale, è perché essa è tradizionalmente rilevante; Buñuel mostra la stessa cosa in Terra senza pane». Nell'ambito dell'opera di Franju il critico scrive ancora che in Notre Dame - cathédrale de Paris «Gli scorci poco appariscenti del maltempo ricordano i giochi di destrezza con il tempo e la realtà-illusione in Le grand Méliès e Le Théâtre national populaire. L'effetto non vuole creare un contrasto tra la immutabilità monumentale di Madre Chiesa (o anche di un ignobile reattore nucleare) e "il tempo come un fiume che scorre incessante". La pace della cattedrale non è affatto quella della sua morte; come il buon Dio, non è mai stata viva».

Note

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