City of Poets è un cortometraggio diretto da Sara Rajaei. La sua prima mondiale è avvenuta nel 2024 al Festival internazionale del cinema di Berlino, dove era in concorso nella sezione Orso d'oro per il migliore cortometraggio.

Trama In una città senza nome costruita per ospitare operai di una raffineria e docenti universitari, le strade portavano il nome dei poeti. I suoi abitanti passavano così, nei loro spostamenti, da un poeta all'altro e leggevano i loro nomi ovunque: buste, borse, vetrine, ... Un giorno scoppiò una guerra e la città si riempì di profughi che cercavano un posto sicuro per proteggersi. Vennero costruiti nuovi quartieri e sorsero nuove vie che vennero intitolate a poeti dimenticati e sconosciuti, in quanto erano gli ultimi nomi rimasti. La guerra continuò per otto anni e i profughi continuavano a giungere nella città. Si decise che per le nuove vie avrebbero usato i nomi di scrittori, eroi nazionali, re, scienziati, montagne, fiori e alberi, cosicché quelle dedicate ai poeti diminuirono. Quando terminò la guerra, le vecchie intitolazioni erano sparite perché il comune aveva sostituito tutti i nomi delle strade con quelli dei martiri di guerra. Gli abitanti della città, allora, si sentirono smarriti. In questa città accadde anche che una donna che abitava in una via intitolata a un poeta del XII secolo decise di piantare un gelso bianco nel suo giardino. Col tempo pensò che fosse abitato dagli spiriti e, per mandarli via, ballava davanti al gelso. Quando in città fu proibito di cantare e ballare, l'albero fu dato alle fiamme.

Produzione La regista Sara Rajaei ha raccontato che l'idea del film è venuta dal ricordo di un albero di gelso piantato dalla nonna nel suo giardino. ed è stato prodotto da Near by/Film.

Le immagini fisse che appaiono durante il cortometraggio provengono dagli archivi di Fardid Khadem, Majid Kazemi e Sara Rajaei.

Accoglienza Lida Bach ha descritto l'opera di Sara Rajaei come «una parabola poetica» [...] in cui «I ricordi propri della perdita irrecuperabile delle libertà quotidiane che sembrano scene fantasy oggi diventano parte di un mosaico metaforico che dimostra la connessione tra ostilità artistica e reazionismo. In tempi di attacchi mirati alle opere d'arte, un'opera ancora più attuale.»

Fedor Tot definisce il cortometraggio di Rajaei «una memoria psicogeografica di un luogo a lungo dimenticato.»

Premi e Riconoscimenti

2024 Candidatura al Festival Internazionale di Berlino per il migliore cortometraggio Film Festival dei Paesi Bassi: Vitello d'oro per il migliore cortometraggio Sole Luna DOC Film Festival: migliore cortometraggio, 2024 2026 European Film Awards: Premio Vimeo

Note

Collegamenti esterni

Categoria:Film documentari olandesi