Il marmo Grolla è la denominazione commerciale di un calcare eocenico di colore beige-rosato estratto dalla Cava Grolla (o Cava Grola), situata sul Monte Spagnago al confine tra i comuni di Cornedo Vicentino e Valdagno, in provincia di Vicenza, nei Monti Lessini orientali. Pur essendo commercializzato come «marmo», dal punto di vista petrografico si tratta di un calcare compatto a tessitura micritica.
Il sito estrattivo coincide con il giacimento paleontologico di Grola, riferimento classico dell'Eocene medio del Veneto per la ricca fauna di crostacei e molluschi fossili, e con una località mineralogica nella quale sono state segnalate specie di interesse scientifico tra cui apofillite, scawtite, xonotlite e tobermorite.
Inquadramento geologico
Il giacimento si colloca nei Lessini orientali, ai margini del distretto vulcanico paleogenico del Vicentino. I livelli calcarei fossiliferi, di età luteziana (Eocene medio), si intercalano a vulcaniti basaltiche e testimoniano un ambiente marino tropicale poco profondo, parte del dominio paleogeografico della Tetide occidentale.
Le sequenze sedimentarie di Grola sono correlate, dal punto di vista biostratigrafico, all'«Orizzonte di San Giovanni Ilarione» dell'Eocene medio veneto.
Paleontologia
La «Cava Grola» è nota in letteratura paleontologica fin dai primi del Novecento. La monografia di Beschin, De Angeli, Checchi e Zarantonello (2012), edita dal Museo civico G. Zannato di Montecchio Maggiore, descrive 36 taxa di crostacei fossili appartenenti a 10 superfamiglie di Decapoda, Stomatopoda e Isopoda, che documentano un'eccezionale ricchezza faunistica nel Mar di Tetide eocenico.
Nel 2024 dal medesimo giacimento è stata descritta una nuova specie del genere Eotrivia (Mollusca, Cypraeoidea), pubblicata negli Studi e Ricerche del Museo Zannato.
I reperti della cava sono in parte conservati nelle collezioni del Museo civico G. Zannato di Montecchio Maggiore e del Museo paleontologico D. Dal Lago di Valdagno.
Mineralogia
La Cava Grolla è censita come località mineralogica nel database internazionale Mindat.org (loc. 13973), ed è oggetto dello studio specifico di Mattioli, Pretto e Filippi pubblicato dal Museo Zannato. Tra le specie segnalate figurano:
apofilliti (gruppo); calcite; scawtite — minerale raro, segnalato nel Vicentino in poche località; tobermorite; xonotlite.
La presenza di tali specie è messa in relazione con i fenomeni di metamorfismo di contatto tra i calcari sedimentari e le intrusioni basaltiche eoceniche caratteristiche del distretto vicentino.
Estrazione
La cava è situata sul versante del Monte Spagnago, nel territorio dei comuni di Cornedo Vicentino e Valdagno, ed è inserita nelle attività estrattive censite dalla Regione del Veneto nell'ambito del Piano Regionale Attività di Cava.
L'attività estrattiva è esercitata in regime di concessione dalla società Marmi Faedo s.p.a., con sede a Chiampo, che opera nel sito fin dagli anni Sessanta del Novecento.
Un progetto di ampliamento delle cave «Cengi» e «Grolla» è stato oggetto di procedura amministrativa presso il Comune di Valdagno.
Caratteristiche petrografiche
Il marmo Grolla è classificabile petrograficamente come calcare micritico compatto, a basso contenuto di porosità. Le tonalità variano dal beige al rosato e al grigio, con possibili venature.
Dal punto di vista tecnico, il materiale presenta un basso coefficiente di assorbimento d'acqua e una buona resistenza all'abrasione, al gelo e ad agenti aggressivi quali la salsedine. Tali caratteristiche, supportate da prove conformi alle norme UNI EN, ne consentono l'impiego anche in ambienti esterni e in zone climatiche rigide.
Utilizzi
Architettura storica
L'uso del calcare estratto dall'area di Cornedo-Valdagno è documentato in alcuni manufatti storici del territorio veneto, tra i quali sono stati indicati:
le colonne di Piazza dei Signori a Vicenza (XV secolo); le balaustre del ponte San Michele a Vicenza (XVII secolo); la pavimentazione interna e la facciata del Teatro Italia di Venezia (1915).
L'attribuzione puntuale del materiale resta in parte da approfondire su fonti storico-architettoniche indipendenti.
Progetti contemporanei
Il materiale è stato impiegato in opere di architettura contemporanea documentate, fra cui interventi di restauro su edifici storici veneti.Diego Peruzzo, Architetture 1996-2006, Edizioni Industrialzone, Vicenza, 2006.
Note
Bibliografia
Claudio Beschin, Antonio De Angeli, Andrea Checchi, Giovanni Zarantonello, Crostacei del giacimento eocenico di Grola presso Spagnago di Cornedo Vicentino (Vicenza, Italia settentrionale) (Decapoda, Stomatopoda, Isopoda), Museo civico G. Zannato, Montecchio Maggiore, 2012. Michele Mattioli, Giorgio Pretto, Franco Filippi, «I minerali di Cava Grolla, Spagnago di Cornedo Vicentino (VI)», in Studi e Ricerche, Museo civico G. Zannato, Montecchio Maggiore. Diego Peruzzo, Architetture 1996-2006, Edizioni Industrialzone, Vicenza, 2006.
Collegamenti esterni
Categoria:Marmi italiani Categoria:Cornedo Vicentino