Vrbo è un portale online dedicato agli affitti per vacanze, di proprietà di Expedia Group. L’azienda ha sede ad Austin e consente ai proprietari di immobili di mettere a disposizione case, appartamenti e altre strutture ricettive per soggiorni turistici.

In origine il nome VRBO era l’acronimo di “Vacation Rentals by Owner”; dal 2019 il marchio è stato semplificato in “Vrbo”.

Storia Fondata nel 1995 da David Clouse, programmatore residente ad Aurora, Vrbo nacque inizialmente con l’obiettivo di affittare il condominio del fondatore presso il Breckenridge Ski Resort. Il sito acquisì rapidamente popolarità tra i proprietari immobiliari interessati a mettere a disposizione le proprie abitazioni per affitti turistici a breve termine.

Nel 2006 la piattaforma contava oltre 465.000 annunci e registrava circa 100 nuove inserzioni al giorno. In origine, Vrbo adottava un modello di business basato su abbonamento annuale, che consentiva ai proprietari di pubblicare i propri immobili sul sito previo pagamento di una quota fissa. Nello stesso anno, la società venne acquisita da HomeAway.

Il 4 novembre 2015 Expedia Group annunciò l’acquisizione di HomeAway, inclusa Vrbo, per circa 3,9 miliardi di dollari; l’operazione fu completata nel primo trimestre del 2016. Nel marzo 2019 il marchio VRBO venne rinnovato e ribattezzato “Vrbo”, con un nuovo logo, una diversa capitalizzazione del nome e una pronuncia ufficiale aggiornata.

Nel maggio 2019 Expedia Group annunciò inoltre una riorganizzazione del proprio portafoglio dedicato agli affitti turistici, designando Vrbo come marchio principale del settore e dismettendo progressivamente il brand HomeAway.

Nel 2022 Expedia Group, in collaborazione con Wieden+Kennedy, realizzò per Vrbo la campagna pubblicitaria “A Place for Together”, trasmessa durante il pre-partita del Super Bowl e accompagnata dal brano “Right Where I Belong”, tratto dal film "I Muppets alla conquista di Broadway" del 1984. Nello stesso anno, Vrbo divenne sponsor titolare pluriennale del Fiesta Bowl.

Nel 2023, nell’ambito del processo di consolidamento tecnologico di Expedia Group, l’interfaccia utente di Vrbo venne migrata sull’infrastruttura tecnologica del marchio Expedia. Sempre nel 2023, Vrbo fu integrato nel programma fedeltà unificato One Key, condiviso con Expedia e Hotels.com negli Stati Uniti; il servizio fu successivamente esteso ad altri Paesi nel 2024.

Controversie

Politiche di rimborso durante la pandemia di COVID-19 Durante la pandemia di COVID-19, Airbnb e Tripadvisor imposero ai proprietari di immobili il rimborso completo per i viaggiatori impossibilitati a soggiornare a causa delle restrizioni sanitarie. Vrbo, invece, non obbligò gli host a concedere rimborsi agli ospiti, lasciando la gestione delle controversie direttamente alle parti coinvolte. Tale scelta suscitò critiche e campagne di boicottaggio sui social network. La piattaforma vietò tuttavia ai proprietari di minimizzare la gravità della pandemia durante le trattative per i rimborsi. Nel 2024 Vrbo introdusse una nuova politica di cancellazione che obbliga gli host a emettere rimborsi anche in presenza di regole restrittive nel caso di «gravi interruzioni impreviste dei viaggi»; la valutazione sull’applicabilità della misura viene effettuata direttamente dalla società.

Mancato sostegno della garanzia offerta agli utenti La società è stata inoltre criticata per la presunta mancata applicazione della propria garanzia “Book with Confidence”. In un caso riportato dalla stampa, un cliente dichiarò di aver perso circa 6.000 sterline dopo la scomparsa del proprietario di un immobile a Ibiza prenotato tramite la piattaforma. Secondo quanto riferito, l’emittente della carta di credito non fornì tutela poiché il pagamento era stato effettuato a un intermediario anziché direttamente all’host, mentre Vrbo sostenne che la controversia riguardasse esclusivamente il proprietario e l’affittuario. Recensioni pubblicate su Trustpilot hanno evidenziato episodi analoghi da parte di altri utenti.

Telecamere nascoste nelle camere da letto degli immobili Nel 2022 la piattaforma fu oggetto di diverse azioni legali dopo che alcuni clienti scoprirono telecamere nascoste in aree private degli immobili affittati, comprese le camere da letto. In alcuni casi, le autorità riferirono di aver rinvenuto immagini di ospiti svestiti nei computer dei proprietari delle abitazioni.

Mancato rispetto delle normative sugli affitti brevi Nel marzo 2022 Vrbo venne inoltre citata in giudizio dalla città di Los Angeles per presunte violazioni delle normative locali sugli affitti brevi, tra cui la possibilità per alcuni host di operare sulla piattaforma senza la registrazione prevista dall’ordinanza comunale. Secondo il procuratore cittadino Mike Feuer, circa il 29% delle prenotazioni effettuate in un periodo di trenta giorni risultava potenzialmente non conforme alle regole cittadine.

Note

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