È noto per la sua opera Usi e costumi della Campagna Romana risalente al 1903, e successivamente ampliata, illustrata e pubblicata postuma in una seconda edizione nel 1924.

Biografia

Figlio di Giuseppe Metalli e Anna Galossi, rimase orfano in giovane età, secondo quello che ci testimonia egli stesso, venne ospitato dall'Ospedale di San Gallicano in Trastevere a causa della tigna. San Gallicano al tempo era una istituzione benefica che si occupava della salute fisica dei pazienti ma forniva anche a loro un'istruzione di base, simile a quella di un seminario religioso. Successivamente lavorò come contadino e nel 1879, mentre era risiedente ancora nella città natale, venne chiamato a svolgere la leva militare, non presentatosi, venne denunciato come disertore, per poi successivamente essere prosciolto poiché affetto da "cachessia palustre", dovuta alla malaria. Dopo aver lavorato la terra per diversi anni, nel 1889 sposa Rachele Rossi nella cattedrale di Frascati da cui avrà due figlie, la primogenita Euterpe (come la musa della musica e della poesia lirica), nata nel 1891, seguita nel 1894 da Fiordelici, (secondo lo studioso Corrado Lampe) ipoteticamente chiamata così in seguito al cognome del poeta dialettale e bibliotecario napoletano Alfonso Fiordelisi.

In questi anni la famiglia Metalli non ha residenza stabile e risiede in vari posti della campagna romana, risiedendo principalmente a Frascati (a partire dal 1891) e a Cervara (dal 1894). Con il nuovo secolo risiedono tutti a Prima Porta (al tempo posto rurale e lontano da Roma). Nel 1902, ad appena 11 anni, muore la primogenita Euterpe, lasciando il padre profondamente addolorato.

L'anno dopo Metalli pubblica il suo libro Usi e costumi della campagna romana, la prima stampa forse viene presto esaurita, e l'opera viene ristampata l'anno seguente. A partire dal 1907, Metalli inizia a pubblicare sonetti dialettali su Il Rugantino, una rivista in dialetto romanesco, e nel contempo lavora come fattore (guardiano dei contadini), e forse diventa addirittura un proprietario terriero.

In seguito alla sua opera escono diverse opere che trattano del Lazio e della campagna romana da parte dei suoi contemporanei. A partire l'anno dopo da la Campagna Romana (1904), di Ugo Fleres, e altre che invece usano il libro del Metalli come fonte tra cui Canti popolari del Lazio (1907) di Giggi Zanazzo e Latina Tellus (1910) di Arnaldo Cervesato. Negli ultimi anni nonostante le ristampe dell'opera Metalli continua a lavorare per una seconda edizione del suo libro, che dedica alla sua figlia morta "A te mia adorata Euterpe troppo immaturamente rapita al mio affetto coll'anima ancora del tuo ricordo queste nuove pagine consacro". Non è chiaro se riesca a portare a termine la revisione, quando all'età di 62 anni muore a causa di un cancro al fegato al policlinico di Roma il 2 marzo 1922. Nell'atto di morte viene ricordato come un mercante di campagna, a mostrare l'ascesa sociale del Metalli nel corso della sua vita.

La seconda edizione riveduta dall'autore viene pubblicata postuma nel 1924 con la prefazione di Alessandro Marucci, e ampliata con i disegni e le xilografie di Duilio Cambellotti, importante artista dell'epoca.

Opere

Usi e costumi della Campagna Romana, Roma, 1903. Usi e costumi della Campagna Romana'', 2ª ed. ampliata e illustrata, Roma, 1924. testo completo su Google Books

Note

Voci correlate

Campagna romana

Ugo Fleres

Giggi Zanazzo

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