Biografia
Formazione e primi successi Nato a Ciconicco di Fagagna nel 1888, dimostra fin da giovane una precoce inclinazione per il disegno. Tra il 1902 e il 1905 si trasferisce a Venezia per frequentare l'Accademia di Belle Arti, dove diventa allievo del maestro Ettore Tito. Nel 1906 compie un breve ma fondamentale viaggio di studi a Parigi, dove entra in contatto con le novità del Post-Impressionismo internazionale.
Tornato in Friuli, si dedica alla pittura en plein air, ritraendo scene della vita rurale locale e la campagna circostante. Nel 1911 ottiene un importante riconoscimento istituzionale: il suo Autoritratto viene acquistato dalla Galleria d'Arte Moderna di Ca' Pesaro a Venezia. Nel 1913 si unisce attivamente alle storiche mostre di Ca' Pesaro, esponendo accanto ad artisti d'avanguardia del calibro di Arturo Martini e Gino Rossi.
La maturità e la prima guerra mondiale Tra il 1915 e il 1918 la sua carriera subisce un'interruzione a causa dello scoppio della Prima guerra mondiale, che vede il Friuli trasformarsi in teatro di duri scontri. Al termine del conflitto, Pellis riprende l'attività espositiva e nel 1920 partecipa alla Biennale di Venezia.
Il "serrato isolamento" sulle Alpi Verso la fine degli anni venti, deluso dalle crescenti logiche commerciali e dalle dinamiche politiche del mercato dell'arte nazionale, Pellis sceglie un radicale allontanamento dai grandi centri culturali. Si ritira in un solitudine quasi totale (definita dalla critica come un "serrato isolamento") nei borghi montani di Sauris e Valbruna, sulle Alpi Carniche e Giulie.
In questo periodo la sua ricerca pittorica si concentra in modo quasi ossessivo sullo studio della luce d'alta quota e della neve. Rifiutando l'uso del bianco puro, Pellis sviluppa una tecnica divisionista complessa, utilizzando accostamenti di toni azzurri, viola e rosa per restituire i riflessi e le ombre dei paesaggi invernali.
Fieramente indipendente e severo critico di se stesso, Pellis distrugge nel corso degli anni numerose tele che non ritiene all'altezza dei suoi standard, evitando volutamente legami stabili con galleristi e mercanti d'arte.
Ultimi anni e riscoperta Nel secondo dopoguerra continua a dipingere in modo appartato nella sua casa-studio di Valbruna, realizzando talvolta opere murali e decorazioni per le sale comunitarie in occasione delle festività locali. Muore a Valbruna nel febbraio del 1962.
Nel 1967, a pochi anni dalla scomparsa, lo storico e critico d'arte Carlo Ludovico Ragghianti include le opere di Pellis in una grande mostra retrospettiva a Firenze, mirata a valorizzare i maestri italiani del Novecento rimasti ingiustamente ai margini della storiografia ufficiale nazionale.
Stile e fortuna critica La figura di Pellis è stata a lungo custodita all'interno dei confini della cultura friulana. Come rilevato dalla critica recente, la forte appartenenza territoriale dell'artista e la gestione prevalentemente locale dei suoi archivi hanno talvolta rischiato di circoscrivere la sua fama a una dimensione "provinciale". Ciononostante, la sua produzione legata ai paesaggi d'alta quota è oggi considerata una delle vette più poetiche e coerenti della pittura di montagna del primo Novecento italiano.
Note
Bibliografia
Carlo Ludovico Ragghianti, Arte moderna in Italia 1915-1935, Firenze, Marchi e Bertolli, 1967. Licio Damiani, Giovanni Napoleone Pellis, Udine, Società Filologica Friulana, 1992. Alessandro Del Puppo, Giovanni Napoleone Pellis: i disegni, Fagagna, Comune di Fagagna / Società Filologica Friulana, 2005.
Voci correlate
Ca' Pesaro Ettore Tito Società Filologica Friulana
Collegamenti esterni