La spianata è il nome con cui viene ricordata l'operazione di carattere militare e urbanistico attuata dalla Repubblica di Venezia tra il 1517 e il 1520 attorno alla città di Brescia, finalizzata a creare una vasta zona sgombra intorno alle mura cittadine per impedire agli eventuali assedianti di disporre di punti d'appoggio.

Storia Tra il 1517 e il 1520 la Repubblica di Venezia realizzò intorno a Brescia una vasta operazione difensiva, ispirata a interventi analoghi già eseguiti a Verona, Padova, Treviso e Crema. Entro un raggio di circa 1500 metri dalle mura cittadine vennero demoliti edifici civili e religiosi, con l'eccezione dei mulini, allo scopo di isolare la città e privare eventuali eserciti assedianti di qualunque punto d'appoggio. L'operazione si collocò nel contesto del riassetto difensivo promosso dai veneziani dopo il recupero di Brescia in seguito alle guerre d'Italia. Le devastazioni provocate dagli eventi bellici dei primi anni del XVI secolo e, in particolare, dal sacco di Brescia del 1512, spinsero infatti il governo veneziano a decidere di rafforzare le difese cittadine anche per mezzo di questo radicale intervento.

L'intervento fu ripreso più volte nel corso del XVI secolo e comportò la distruzione di numerosi edifici di antica fondazione. Nell'area di porta Torrelunga e del Rebuffone scomparvero le chiese di Sant'Apollonio, Sant'Andrea, San Matteo (con il suo ospedale), San Salvatore extra moenia e Santa Maria in Betlem. Presso porta San Nazaro (l'attuale piazza della Repubblica) fu demolita la chiesa di Santa Maria della Rosa, mentre nella zona di porta San Giovanni furono abbattute le chiese di San Bernardino e San Rocco. Nei pressi di porta Pile venne invece distrutta la chiesa di Santa Maria delle Grazie, successivamente ricostruita all'interno della cinta muraria.

Nel medesimo periodo vennero inoltre potenziate le fortificazioni del castello di Brescia, con l'erezione dei bastioni e con il taglio praticato nella roccia che separò il colle Cidneo dal monte Maddalena, del quale costituiva l'ultima propaggine. Fu inoltre aperta la strada di circonvallazione attorno alla città.

Le terre della spianata Con il termine "spianata" vennero successivamente indicate anche le terre di proprietà comunale distribuite attorno alle mura cittadine. Ricordate nei catastici del 1641 e negli elenchi dei beni monastici ed ecclesiastici, esse rimasero destinate all'uso pubblico fino alla soppressione delle fortificazioni nel 1828.

La fascia periferica interessata si estendeva per circa cinquanta piò, pari a oltre 160.000 metri quadrati. Con lo sviluppo dell'industria serica i terreni furono in gran parte coltivati a gelsi, analogamente alle superfici disponibili sopra le mura, e concessi in affitto mediante contratti regolari o aste pubbliche. La loro alienazione, iniziata nel 1899, proseguì fino al 1930.

Edifici di rilievo demoliti Di seguito un elenco dei principali edifici di rilievo demoliti con la spianata, noti in quanto tramandati dalle fonti. Si tratta di edifici religiosi con annessi monasteri e/o ospedali e ricoveri: Chiesa di Sant'Apollonio Chiesa di Sant'Andrea Chiesa di San Matteo Chiesa di San Salvatore extra moenia Chiesa di Santa Maria in Betlem Chiesa di Santa Maria della Rosa Chiesa di San Bernardino Chiesa di San Rocco Chiesa di Santa Maria delle Grazie

Note

Bibliografia

Voci correlate Storia di Brescia

Categoria:Storia di Brescia