La strage di Campizze (nota anche nella storiografia locale come battaglia delle Campizze o la Vandea beneventana) è stato uno scontro armato e un successivo massacro avvenuto il 20 gennaio 1799 nella località di Campizze, unica frazione del comune di Rotondi (AV), situata nella Valle Caudina..

L'evento si inserisce nel contesto delle insorgenze antifrancesi nate per contrastare l'avanzata delle truppe napoleoniche e la nascita della Repubblica Napoletana..

Antefatti Nel gennaio del 1799, a seguito dell'armistizio di Sparanise, le truppe della Repubblica Francese guidate dal generale Jean-Étienne Championnet avanzavano verso la città di Napoli. Durante le manovre di avvicinamento, un distaccamento di dragoni francesi occupò la città di Benevento, all'epoca enclave dello Stato Pontificio nel territorio del Regno di Napoli..

Nella notte tra il 19 e il 20 gennaio, le brigate comandate dal colonnello Jean-Baptiste Broussier saccheggiarono la Cattedrale di Benevento, depredandone gli ori liturgici sotto gli occhi dell'arcivescovo, il cardinale Francesco Maria Banditi (e non del Cardinale Orsini, come riportato da alcune tradizioni orali errate), razziando inoltre le casse pubbliche del Monte dei Poveri. La mattina del 20 gennaio, i francesi lasciarono la città in direzione della Valle Caudina per ricongiungersi al grosso dell'armata lungo la via per Capua..

La notizia della profanazione del Duomo provocò una violenta sollevazione popolare tra la cittadinanza beneventana. Una massa disorganizzata di popolani, armata alla rinfusa con vecchi fucili da caccia e attrezzi agricoli, si mise all'inseguimento della colonna francese. Lungo la strada, alla "massa" beneventana si aggregarono numerosi contadini e braccianti giunti dai paesi caudini limitrofi, in particolare da Montesarchio, Rotondi, Cervinara, Paolisi e San Martino Valle Caudina stanchi dei continui requisiti militari, raggiungendo una consistenza numerica stimata dalle cronache dell'epoca in circa quattromila uomini..

Lo scontro

La milizia degli insorgenti intercettò e assaltò alle spalle la retroguardia della colonna francese nei pressi del territorio pianeggiante di Campizze. Nonostante la foga dell'assalto iniziale, che colse di sorpresa i francesi e portò al grave ferimento del generale di brigata Jean-Baptiste Olivier (indicato erroneamente in alcune cronache borboniche come Generale Mounier), il divario tattico e tecnico si rivelò insuperabile.

I soldati francesi, veterani addestrati e dotati di cavalleria e pezzi d'artiglieria leggera, si riposizionarono rapidamente sul terreno pianeggiante respingendo l'assalto dei civili. La reazione francese si trasformò in una vera e propria esecuzione di massa: i rivoltosi privi di comando tattico vennero decimati sul campo. Le fonti storiche locali stimano che le perdite tra gli insorgenti caudini e beneventani abbiano raggiunto i 500 morti, costringendo i superstiti a una fuga disordinata verso le montagne circostanti. Il bottino saccheggiato a Benevento rimase stabilmente in mano francese..

Memoria storica In memoria degli insorgenti caduti nello scontro di Campizze, nel 1999 è stata posta una lapide commemorativa davanti alla storica croce monumentale presente nella frazione del comune di Rotondi. Una colonna lapidea commemorativa è inoltre situata a Benevento in Piazza Orsini, a futura memoria del sacrificio dei cittadini beneventani caduti nel tentativo di difendere i beni della città.

Note

Bibliografia

Voci correlate Repubblica Napoletana (1799)

Categoria:Rotondi Categoria:Stragi commesse in Italia