Biografia Batia Holin è nata da Levi Cahana, membro dei servizi di sicurezza israeliani, e Sarah Cahana. Durante il servizio militare nelle Forze di difesa israeliane ha prestato servizio come ufficiale addetta all'assistenza ai caduti presso una brigata di riserva dei paracadutisti. Terminato il servizio militare, ha conseguito una laurea in oceanografia presso l'Università Ben Gurion del Negev, seguita da un master in pianificazione e da un secondo master in amministrazione e politiche pubbliche. Per la tesi di laurea magistrale ha ricevuto il Premio Sapir per un elaborato ritenuto di particolare eccellenza.

Nel corso degli studi ha insegnato geografia presso l'Università Ben Gurion del Negev. Nel 1975 si è trasferita a vivere nel kibbutz Kfar Aza. Due anni dopo ha sposato un membro del kibbutz.

Attività sociale e promozione dell'insediamento nel Negev e in Galilea Holin ha iniziato la propria attività di insegnante presso la scuola elementare del Kibbutz Sa'ad, trasferendosi successivamente alla scuola del Kibbutz Yad Mordechai. In seguito ha diretto il progetto "Atidim" nella regione meridionale di Israele. Nel 2010 è entrata a far parte del Movimento Or, dove ha ricoperto l'incarico di responsabile della divisione per la crescita demografica. Ha partecipato alla fondazione di circa dieci nuovi insediamenti nel Deserto del Negev e nella Galilea.

È stata inoltre membro del movimento per il Negev occidentale, impegnandosi nella promozione di iniziative e attività di sensibilizzazione volte a modificare la situazione della sicurezza nell'area. Nel 2018 è stata invitata a testimoniare davanti al Comitato per i Diritti Umani delle Nazioni Unite a Ginevra, dove ha illustrato gli eventi verificatisi lungo la barriera di confine tra la Striscia di Gaza e Israele, richiamando l'attenzione sulla situazione della sicurezza e sulla vulnerabilità delle comunità situate lungo il confine.

"Walking the Paths" Dal 2010 Holin documenta attraverso la fotografia i sentieri del kibbutz di Kfar Aza e l'area circostante la Striscia di Gaza. Nel progetto documentario Walking the Paths fotografa e racconta la vita quotidiana del kibbutz e del territorio circostante. Le sue opere sono state esposte in diverse sedi, tra cui la galleria del Kibbutz Nahal Oz, la galleria "Mekarer" di Tel Aviv e presso il Consiglio regionale di Sha'ar HaNegev. Nel febbraio 2023 ha presentato la mostra ''Between Us'', realizzata in collaborazione con un fotografo dilettante della Striscia di Gaza identificato con lo pseudonimo "''Mahmoud''", utilizzato per tutelarne l'anonimato. L'esposizione riuniva fotografie realizzate dai due lati della barriera di confine: Holin documentava il versante israeliano, mentre "''Mahmoud''" quello gazawi. La mostra ha ricevuto attenzione sia dalla stampa nazionale sia da quella internazionale. Il 7 ottobre 2023, durante l'attacco di Hamas contro Kfar Aza, Holin ha dichiarato di aver ricevuto una telefonata da "Mahmoud", che avrebbe cercato di ottenere informazioni sui movimenti dell'esercito israeliano all'interno del kibbutz. Secondo il suo racconto, in quel momento comprese che la persona con cui aveva collaborato nell'ambito del progetto fotografico e del dialogo tra le due comunità stava collaborando con gli assalitori.

Nel dicembre 2023, insieme a Moshe Ash, ha curato la mostra ''Will Someone Answer Our Messages Already'', dedicata ai messaggi WhatsApp scambiati dagli abitanti del kibbutz durante l'attacco del 7 ottobre. L'esposizione comprendeva tali conversazioni accompagnate da fotografie e opere di artisti israeliani, tra cui Yossi Lemel, Ze'ev Engelmeir ed Eldad Ziv. Nello stesso mese la Galleria della Torre dell'Acqua del Kibbutz Shefayim ha ospitato la sua mostra fotografica ''In Our Paths and For Us''.

Note

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