Lomicidio di Paolo Seganti è un caso di cronaca nera avvenuto a Roma nella notte tra il 10 e l'11 luglio 2005 all'interno del Parco delle Valli, nel quartiere Montesacro. La vittima, Paolo Seganti (1967–2005), aveva ed era conosciuta nel quartiere per l'impegno nella riqualificazione dell'area verde.

L'omicidio suscitò una vasta eco mediatica e fu indicato dalle associazioni LGBT italiane come uno dei più gravi episodi di violenza omofoba verificatisi nel Paese. A distanza di anni il delitto non risulta definitivamente chiarito e continua a essere ricordato attraverso iniziative istituzionali e commemorative.

La vittima Paolo Seganti viveva nel quartiere Conca d'Oro, a Roma. Lavorava come parrucchiere e aveva svolto anche alcune esperienze come comparsa e figurante nel cinema e nella televisione italiana.

Era noto agli abitanti della zona per aver contribuito, insieme ad altri residenti, al recupero spontaneo di un'area degradata lungo il fiume Aniene, successivamente trasformata nel Parco delle Valli. Quotidianamente si occupava della manutenzione del verde e dell'irrigazione delle piante da lui stesso messe a dimora.

L'omicidio La sera del 10 luglio 2005 Seganti uscì dalla propria abitazione intorno alle per raggiungere il Parco delle Valli. Come era sua abitudine, vi si recò in scooter portando con sé un annaffiatoio per irrigare le piante curate nel parco. Lasciò il portafoglio sul motorino parcheggiato all'ingresso dell'area verde.

Nel corso della notte alcuni residenti riferirono di aver udito grida provenire dal parco. Le testimonianze raccontarono invocazioni di aiuto e rumori di una violenta aggressione. Furono allertate le forze dell'ordine, ma gli interventi non portarono all'individuazione della vittima né degli aggressori.

La mattina dell'11 luglio il corpo di Seganti venne rinvenuto nei pressi dell'ingresso di via Val d'Ala.

L'autopsia evidenziò un'aggressione di estrema violenza. La vittima era stata colpita ripetutamente con un bastone e un'arma da taglio; numerose lesioni erano concentrate sui glutei e sui genitali, circostanza che indusse gli investigatori a valutare anche un possibile movente legato all'orientamento sessuale della vittima. Vennero inoltre esclusi il movente della rapina, poiché gli effetti personali non erano stati sottratti, e quello di una semplice lite occasionale.

Le indagini Le indagini furono coordinate dalla Squadra Mobile di Roma.

Nel 2009 un testimone dichiarò di aver visto uscire dal parco, poco dopo l'orario dell'omicidio, un uomo con una maglietta bianca e pantaloni rossi. Sulla base di questa e di un'altra testimonianza venne realizzato un identikit diffuso anche dalla trasmissione televisiva Chi l'ha visto? nel tentativo di raccogliere nuove informazioni.

Nonostante gli appelli pubblici, gli approfondimenti investigativi e la riapertura dell'attenzione mediatica, il caso non ha avuto una soluzione definitiva.

Sin dalle prime fasi delle indagini il delitto fu ritenuto dalle associazioni LGBT e da parte della stampa riconducibile a un'aggressione omofoba.

L'efferatezza delle violenze inferte, concentrate anche sulle parti intime della vittima, e l'assenza di un movente economico contribuirono a sostenere tale ipotesi nel dibattito pubblico. La madre di Seganti scelse di parlare apertamente dell'omosessualità del figlio, favorendo una discussione pubblica sul fenomeno della violenza contro le persone LGBT in Italia.

Eco mediatica L'omicidio ricevette ampia copertura da parte della stampa nazionale e delle televisioni.

Nel settembre 2009 la trasmissione Chi l'ha visto? dedicò un servizio al caso presentando un identikit elaborato dagli investigatori e rilanciando gli appelli ai testimoni.

Il delitto è stato successivamente richiamato in numerose iniziative di sensibilizzazione contro l'omofobia ed è frequentemente citato tra i principali casi di violenza omofoba avvenuti in Italia nei primi anni del XXI secolo.

Commemorazioni

Una settimana dopo l'omicidio migliaia di persone parteciparono a una fiaccolata in Campidoglio alla presenza delle istituzioni cittadine. L'iniziativa rappresentò una delle più partecipate manifestazioni contro l'omofobia organizzate nella capitale in quegli anni.

Nel Parco delle Valli il Comune di Roma ha successivamente intitolato uno spazio pubblico a Paolo Seganti e vi ha collocato una targa commemorativa. La Gay Help Line è dedicata alla sua memoria.

Negli anni il luogo dell'omicidio è divenuto meta di commemorazioni organizzate da associazioni, istituzioni e cittadini in occasione dell'anniversario della morte.

Note

Bibliografia Cinemagay.it, Paolo Seganti, 2005. Rinaldo Frignani, Attore torturato a morte in un parco: pista gay, "Corriere della sera", 12 luglio 2005. Rinaldo Frignani, «Paolo chiedeva aiuto, nessuno s'è mosso», "Corriere della sera", 12 luglio 2005. Redazione, Roma: fiaccolata per Paolo Seganti, "Vita", 19 luglio 2005. Rinaldo Frignani, Mille fiaccole per Paolo. Avrà il suo nome il parco dove è stato ucciso, "Corriere della sera", 20 luglio 2005. Wanda Cuseo e Gabriele Isman, In mille al corteo per il gay ucciso, "La repubblica", 20.07.2005. Maria Latella, La terribile fine di Paolo Seganti: la chiesa, i dibattiti sull’omosessualità, "Corriere della sera", 22 luglio 2005. Admin, Ricordando Paolo Seganti, una vita troppo breve, "Progetto Gionata", 28 giugno 2007. Alessandro Capponi, Un parco per Paolo Seganti. «Gay, vittima dell'omofobia», "Corriere della sera", 12 luglio 2007. Igor, 11 luglio 2005-2013. In memoria di Paolo Seganti. Storia di ordinaria omofobia, "DiscoIgor.com", 11 luglio 2013.

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