vittima del Ku Klux Klan.

Biografia Nato nel villaggio irlandese di Drum, nella contea di Roscommon, studia al collegio Mungret a Limerick e poi al Pontificio collegio americano del Nord di Roma, ricevendo l'ordinazione presbiterale il 30 maggio 1896: si trasferisce poi in Alabama, dove diverrà rettore, dopo un periodo di docenza, della Scuola Superiore Cattolica McGill–Toolen, e successivamente parroco della Cattedrale di San Paolo, al tempo non ancora sede vescovile.

Attivo nel profondo Sud americano nei tempi del Ku Klux Klan, in cui al forte razzismo si aggiungeva un grande pregiudizio anti-cattolico, scrisse vari articoli in difesa della religione e contro la disinformazione su di essa, che includeva miti su giovani protestanti sequestrati dalle suore e sul fatto che i Cavalieri di Colombo fossero il braccio armato del Papa e che si stessero preparando a un'insurrezione armata accumulando armi: tale attività lo rese bersaglio di vari attacchi e minacce di morte.

L'11 agosto del 1921 celebra un matrimonio segreto tra Ruth Stephenson, figlia del pastore metodista e membro del Ku Klux Klan E. R. Stephenson recentemente convertitasi al cattolicesimo dopo un lungo avvicinamento alla fede osteggiato dalla famiglia, e Pedro Gussman, un portoricano che conobbe mentre lavorava nella casa paterna: poche ore dopo Stephenson, che già definì Coyle "uno dei peggiori nemici dell'umanità", spara al presbitero uccidendolo, davanti a numerosi testimoni: il funerale, tenutosi nella Chiesa di San Paolo, vide un'ampia partecipazione popolare.

Il Klan pagò per la difesa di Stephenson fornendogli cinque avvocati, di cui quattro membri del Klan stesso, tra di essi vi era anche Hugo Black, futuro giudice della Corte Suprema: anche il magistrato titolare del caso, William E. Fort, era membro del Klan: venne assolto da una giuria composta da soli bianchi.

Note