Insieme a Federico Grisone, del quale fu coetaneo, è considerato tra i padri dell'arte equestre rinascimentale italiana, che nel XVI e XVII secolo costituì la base da cui derivarono tutte le principali scuole equestri europee. Fiaschi fondò a Ferrara una scuola di equitazione ed è considerato l'iniziatore dell'uso della musica nell'addestramento del cavallo e dei caroselli equestri. Nel 1568 fu condannato dal Tribunale della Santa Inquisizione, circostanza che determinò il silenzio sulle sue vicende biografiche successive.
Biografia
Cesare Fiaschi nacque a Ferrara nel 1523 da una famiglia di estensi, il ramo della corte dei duchi d'Este che governava la città. Crebbe nell'ambiente raffinato della corte ferrarese, nota per la passione verso i cavalli e le arti equestri: la tradizione del Palio di Ferrara, uno dei più antichi d'Italia, le fastose giostre cavalleresche che si tenevano in città e i cicli di affreschi di Palazzo Schifanoia testimoniano la profondità di questa tradizione.
Formatosi probabilmente a contatto con la scuola equestre napoletana — la fonte guida del cavaliere lo indica come maestro di Giovan Battista Pignatelli, mentre altre fonti invertono il rapporto — Fiaschi fondò a Ferrara una scuola di equitazione e si affermò come uno dei principali maestri della tradizione italiana. Nell'agosto del 1568 fu condannato dal Tribunale della Santa Inquisizione: da quel momento le fonti tacciono sulla sua vita.
Il trattato del 1556
Nel 1556 Fiaschi pubblicò a Bologna presso Anselmo Giaccarelli il Trattato dell'imbrigliare, atteggiare e ferrare i cavalli, diviso in tre parti, con illustrazioni di briglie, maneggi, cavalieri a cavallo e ferri. Il titolo completo è Trattato dell'imbrigliare, maneggiare, et ferrare cavalli, diviso in tre parti, con alcuni discorsi sopra la natura di Cavalli, con disegni di Briglie, Maneggi, & di Cavalieri a cavallo, & de ferri d'esso.
Struttura e contenuto
La prima parte del trattato è dedicata alla scelta dell'imboccatura. Fiaschi vi sostiene che la scelta del morso non debba essere effettuata seguendo le mode del momento né alla ricerca del morso «miracoloso» che colmi le lacune del cavaliere, ma debba essere fondata sulle caratteristiche morfologiche del cavallo. La seconda parte tratta il maneggio, ovvero l'addestramento del cavallo. La terza parte riguarda la ferratura, con la descrizione dei diversi ferri adatti agli usi particolari e ai diversi tipi di unghia.
L'uso della musica
L'elemento più originale e storicamente rilevante del trattato è la seconda parte, dedicata al maneggio, dove Fiaschi accompagna la descrizione di ciascun esercizio con uno spartito musicale, per indicare al lettore il ritmo di esecuzione. Si tratta dell'unico trattato equestre cinquecentesco ad adottare questa tecnica, che fa di Fiaschi l'iniziatore dell'associazione sistematica tra musica e arte equestre. A questa intuizione risale la tradizione del carosello equestre, spettacolo che unisce coreografia equestre e musica, la cui forma moderna si è conservata fino ai giorni nostri nelle esibizioni delle grandi scuole di alta scuola come il Cadre Noir di Saumur e la Scuola di equitazione spagnola.
La fortuna del trattato
Il trattato di Fiaschi stabilì un canone degli esercizi dell'equitazione rinascimentale che divenne punto di riferimento per la trattatistica equestre successiva. La sua fortuna editoriale è testimoniata dalle numerose edizioni succedutesi dopo la prima del 1556. Il prof. Luciano Chiappini, nella prefazione alla riedizione anastatica pubblicata nel 2001 a cura della Cartografica con il patrocinio del Comune e della Provincia di Ferrara e il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara, ne sottolineò la rilevanza con queste parole degli editori originali cinquecenteschi: «utilissima a' Principi, a' GentilHuomini, a' Soldati e in particolare a' Marescalchi».
Il contesto: la scuola equestre italiana
Cesare Fiaschi operò in stretto parallelo con i maestri della scuola napoletana, in un'epoca in cui l'Italia era il principale centro di elaborazione e diffusione dell'arte equestre in Europa. La relazione tra Fiaschi e la scuola napoletana è attestata dalle fonti, sebbene il senso preciso del legame rimanga discusso: alcune fonti lo indicano come maestro di Giovan Battista Pignatelli, che avrebbe poi trasferito a Napoli ciò che aveva appreso a Ferrara; altre fonti indicano invece che fu Fiaschi ad apprendere dalla tradizione napoletana e a trapiantarla a Ferrara.
In ogni caso, il risultato fu una circolazione dell'arte equestre tra Napoli e Ferrara che produsse una sintesi di altissimo livello, i cui frutti si diffusero in tutta Europa attraverso allievi come Antoine de Pluvinel e Salomon de la Broue, che formarono a loro volta le scuole francesi da cui derivano le principali istituzioni equestri europee contemporanee.
Edizioni del trattato
Trattato dell'imbrigliare, atteggiare e ferrare i cavalli, Bologna, Anselmo Giaccarelli, 1556 (prima edizione) Numerose edizioni successive nel corso del XVI e XVII secolo Riedizione anastatica, Ferrara, Cartografica, 2001 (a cura della Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara, con il patrocinio del Comune e della Provincia di Ferrara)
Note
Voci correlate Federico Grisone Giovan Battista Pignatelli Giovanni Battista Ferraro Accademia equestre napoletana Cavallo napoletano Scuola di equitazione spagnola
Collegamenti esterni