La storia di Massa Lombarda, un centro abitato della pianura romagnola, inizia dalla fondazione datata dal XIII secolo. Fu parte dello Stato della Chiesa fino all'Unità d'Italia.

Fondazione Nell'anno Mille il territorio dove sorse Massa Lombarda era coperto prevalentemente da boschi. Pochi chilometri a nord cominciavano le paludi della Valle Padusa. La zona non era abitata: infatti nei documenti altomedievali figurava come massa, era cioè un insieme di fondi con una chiesa parrocchiale, intitolata a san Paolo. Dal 767 la massa Sancti Pauli apparteneva al monastero di rito bizantino di Santa Maria in Cosmedin"Nella bellezza" in greco: forse il nome deriva da un monastero di Costantinopoli, il Cosmedion. Eretto vicino alla chiesa omonima (ex battistero degli Ariani), il monastero è ricordato in un documento dell'VIII secolo. di RavennaIl monastero aveva ricevuto in donazione dodici fondi il 16 novembre 767 da una nobile ravennate, Eudochia, rimasta vedova.Lo storico massese Luigi Quadri sostenne che il nome «massa Sancti Pauli» derivasse da un antico fondo di nome Casale Pauli. Oggi l'ipotesi è stata abbandonata.. Per quasi due secoli, dal 584 al 751, Ravenna era stata la capitale dei territori bizantini in Italia. Il monastero era stato fondato da una comunità proveniente dalla Grecia di probabile osservanza basiliana.Dopo la caduta dell'Esarcato d'Italia i monaci greci erano stati sostituiti da monaci italiani (benedettini).

I monaci basiliani realizzarono un reticolo fondiario (sul modello centuriale) composto da 15 appezzamenti con dimensione di 320 × 440 metri circaLuigi Mazzolani, Massa Lombarda nell'estimo Friggeri del 1665 e lo sviluppo della proprietà nel tempo, Faenza, Edit Faenza, 2000.. In uno dei fondi meridionali sorgeva la chiesa parrocchiale.. Secondo Donati il luogo in cui sorse la prima chiesa non fu scelto a caso: fu edificata al confine con Mordano poiché il suolo era più in alto. Oggi il lato sud del fondo è l'ultimo tratto di via Vignole; il lato est è il tratto iniziale di via Sant'Antonio. Nel XII secolo i limes (confini) della massa S. Pauli erano: a sud il limes di Guercinoro (che corrisponde al confine attuale con Mordano); ad ovest il limes MundusCorrisponde all'odierna via Canal vecchio e al suo prolungamento in linea retta fino alla via Argine di S. Patrizio., oltre il quale vi era la “possessione del Bolognano”; a Nord la linea di prosecuzione ideale della via San Vitale sull'asse di S. Agata sul Santerno, oltre la quale vi era la Silva Bagnarola; ad Est il limes di S. Anastasio, oltre la quale vi erano i fondi Melétolo, Roncadello e il fiume Santerno..

Nel 1164 l'imperatore Federico Barbarossa tolse ai monaci ravennati la massa e la diede ai conti di Cunio, suoi vassalli. Essi costruirono una fortificazione a difesa dei confini del territorio dove oggi è l'abitato della Zeppa (il castrum fu distrutto nel 1358)Ancora oggi la Zeppa segna il confine tra il comune di Massa Lombarda e quello di Conselice. Cfr. A. F. Babini, Dalla Bastia del Zaniolo alla Bastia di Ca’ di Lugo, Lavezzola, Santerno, 1959, pagg. 303 e 304.. Dopo la scomparsa dell'erede al trono Enrico VI (1197) il papa, Innocenzo III, fece rioccupare la Romagna e restituì la massa ai monaciMario Tabanelli, Romagna medievale. I conti di Cunio e di Barbiano, Faenza, Fratelli Lega, 1972, pagg. 45 e 49.. Il 12 novembre 1235 S. Maria in Cosmedin concesse in enfiteusi al comune d'Imola l'intero territorio della massa S. Pauli con contratto a durata centennale rinnovabile.Per la riscossione della locazione delle terre della massa di San Paolo, il monastero imolese di Santa Maria in Regola fece da intermediario tra il comune d'Imola ed il monastero ravennate.La concessione fu revocata dai monaci nel 1378. «Con Istrumento di Pier Margarito da Manfredo, abbate del Monastero di Santa Maria in Cosmedin di Ravenna», così riportò lo storico massese Luigi Quadri, «fu conceduta l'investitura della Massa di San Paolo al Comune d'Imola che l'ebbe»

L'evento cruciale per la storia di Massa Lombarda avvenne alla metà del XIII secolo. Nella primavera del 1251, appena sei mesi dopo la morte dell'imperatore Federico II il tiranno della Marca trevigiana Ezzelino da Romano (che era stato suo vicario) invase il distretto di Mantova desiderando di estendere il suo dominio. Allora 150 famiglie, provenienti in massima parte da Marmirolo (e, in misura minore, dalla stessa Mantova e da Cremona), per sfuggire al pericolo, oltrepassarono il Po e si rifugiarono a Bologna chiedendo ospitalitàSecondo Andrea Ferri, la causa di questa emigrazione fu il crollo del partito federiciano in seguito alla disfatta subita da Federico II di Svevia a Vittoria, presso Parma (1248). Cfr. Andrea Ferri, Imola nella storia. Note di vita cittadina, 1992, Edizioni Il Nuovo Diario Messaggero, Imola, pag. 99.. Bologna poté accoglierne solo 63. Rimasero da sistemare 87 famiglie. La questione fu risolta grazie all'intervento del Comune d'Imola, che offrì ai coloni la massa Sancti Pauli: la zona era ancora pressoché disabitata, ma fertile. Il centro abitato fu fondato a circa a nord della chiesa di San Paolo. Le terre coltivabili vennero divise in quadrati di 580 × 380 metri di lato, una suddivisione che è visibile ancora oggi sulle mappe geografiche.

Fu firmato un contratto che sancì il possesso delle terre da parte dei marmirolesi, che in cambio s'impegnarono a bonificarle e a coltivarle con mezzi propri. L'atto per l'insediamento venne siglato l'11 maggio del 1251: è l'atto di nascita del centro abitato. Nel documento si legge che i marmirolesi si sarebbero insediati:

Il Comune di Imola si impegnava a edificare una chiesa in muratura e a realizzare una strada di collegamento tra l'abitato e la via Selice.Secondo , il fatto che fosse edificata una nuova chiesa conferma che Massa Lombarda nacque ex novo. La vecchia chiesa fu progressivamente abbandonata. Il villaggio era un quadrato di soli 220 metri di lato, con due porte d'accesso e due chiesuole. La piazza centrale del paese era l'attuale piazza Umberto Ricci. Attorno alla piazza maggiore vi erano: nel lato Est la chiesa, nei lati sud ed ovest, il torrione e la roccaG. Buscaroli, G. Franzaroli, A. Ghiselli, Massalombarda in cartolina, 1999, pag. 73.. Portò il nome di piazza Francesco d'Este fino agli anni venti del XX secolo. Si stabilì inoltre che il giorno di mercato sarebbe stato il martedì e che il mercato del bestiame si sarebbe tenuto due volte all'anno.

Negli anni 1255 e 1265 furono integrati due nuovi fondi; il territorio di Massa Lombarda si ingrandì ad ovest fino a raggiungere la Strada Selice (fondo “Tiglio”) e a nord fino a confinare con S. Patrizio (fondo Silva Bagnarola).Su alcuni testi è scritto che Massa fu edificata su questo fondo; tale ricostruzione è errata. Nel XIV secolo fu aggregata la “possessione del Bolognano”; il territorio di Massa arrivò così a confinare con quello di Bubano. Nel 1264 Massa S. Pauli passò alle dipendenze di Bologna (città guelfa). Nel 1273 il centro abitato assunse il nome di Massæ Lombardorum. Nel 1277 Massa fu presa dai Conti di Cunio, la famiglia più potente della zona. Ripresa dai bolognesi pochi anni dopo, nel 1297-98 fu attaccata più volte dalle milizie della Lega amicorum, costituita dai capi ghibellini di Romagna capitanati da Maghinardo Pagani. Gli assalti furono respinti.

Nel corso del XIV secolo Massa Lombarda venne conquistata e riconquistata più volte dai signori locali. Si susseguirono i nomi di famosi capitani di ventura, come Corrado Lando (1358), Luchino Dal Verme (1366), Giovanni Acuto (1376) e Alberico da Barbiano (1399). Formalmente il signore governava in nome del Papa (il pontefice era il proprietario di tutta la Romandiola): di fatto sottraeva i territori conquistati al dominio pontificio. Nella Descriptio provinciæ Romandiolæ, redatta nel 1371, Massæ Lombardorum fu classificata come castrum. Nel 1384 Massa Lombarda si ritrovò di nuovo sotto le dipendenze di Bologna, ceduta in vicariato dal pontefice. Nel 1392 furono effettuati lavori di ristrutturazione della rocca e fu costruito un ponte fisso in muratura. Il direttore dei lavori fu il famoso ingegnere Giovanni da Siena.Forse risale a questo periodo la costruzione della Torre - erroneamente attribuita ai Conti di Cunio.

Nel 1424 il paese passò a Filippo Maria Visconti, uscito vincitore dalla Battaglia di Zagonara. Dieci anni dopo Visconti cedette per diplomazia tutti i territori posseduti tra Forlì e Imola al nuovo papa Eugenio IV, il quale li affidò provvisoriamente ad una famiglia guelfa, i Manfredi di Faenza. A sua volta, nel 1440 Eugenio IV cedette in feudo tutte le terre del monastero di Santa Maria in Cosmedin, tra cui Massa, al marchese di Ferrara, Nicolò III d'Este per 11.000 ducati d'oroNella fonte si legge: "Avendo il papa bisogno di danaro per l'impegno della guerra, ricavò dal marchese Niccolò undici mila ducati d'oro, per gli quali Lodovico Patriarca d'Aquileja, Legato pontificio, gli diede la tenuta della riguardevole Terra di Massa de' Lombardi". Vedi . Il passaggio di proprietà venne formalizzato nel 1445.

Massa nel Ducato di Ferrara Fu l'inizio di un periodo di pace che si protrasse per più di un secolo. Gli estensi costruirono nuove strade, nuove case e raddoppiarono le dimensioni del nucleo abitato: il primo quadrato (castel vecchio) fu raddoppiato da un'area di uguale estensione costruita ad est (castel nuovo). Ora il paese misurava oltre 400 metri di lato, con al centro l'attuale piazza Matteotti. Leonello, successore di Nicolò (1441-1450), fece erigere vicino alla Torre preesistente una poderosa rocca, che divenne la sede del podestà e dell'ufficiale di giustizia (l'edificio ospitava anche le prigioni e i granai pubblici). Borso d'Este (1450-1471) ampliò la cerchia delle muraLa nuova cerchia, fatta erigere nel 1468 per unire castel vecchio e castel nuovo, raggiungeva i 22 piedi d'altezza.. Questo impianto giunse inalterato fino alle soglie del XX secolo. Il corso centrale si chiamava via Tiglio, mentre le due porte erano dette, ad ovest, del Molino e, ad est, CellettaSi accedeva a porta Celletta attraversando il ponte dello scolo Bagnarolo, canale che fungeva da fossa del castello massese ad Est.. Presso ciascuna porta venne costruita una chiesa. Quella del Molino era a protezione dalle pestilenze, mentre la chiesa costruita presso Porta Celletta aveva lo scopo di preservare la comunità dalle inondazioni del fiume Santerno (il fiume scorre a soli quattro chilometri ad est del paese).

Nel 1480 Ercole I concesse lo Statuto agli abitanti della città. Gli successe Alfonso I, figlio di Ercole, che governò ininterrottamente dal 1505 al 1534. Sotto il marchesato di Francesco (1516-1578), terzogenito del Duca Alfonso, nel 1553 venne istituita la prima scuola pubblica (diventeranno due nell'anno 1800); fu fondata addirittura la zecca, un lusso per quei tempi. Le prime monete battute furono lo Scudo d'oro, il Bianco d'argento, il Giulio e mezzo Giulio d'argento, il Grosseto d'argento, il Sesino e il Quattrino di misuraDomenico Cavina, «Il nuovo Diario-Messaggero», 5 novembre 2016, p. 25.. L'ospedale esisteva già, almeno dal 1556, e rimase in funzione fino al 1848, quando fu aperto il nuovo nosocomio. Fece dichiarare Massa Lombarda marchesato dall'imperatore Ferdinando I d'Asburgo. Per sua espressa volontà, Francesco volle essere sepolto a Massa.Fu sepolto sotto il pavimento del presbiterio della chiesa arcipretale, vicino alla Sedia episcopale. Però il punto di sepoltura non fu contrassegnato da alcuna iscrizione marmorea, tanto che delle sue spoglie si perse la memoria. Furono ritrovate solo nel 1838 durante i lavori di restauro della chiesa. Nel 1888 furono traslate nel cimitero cittadino e nel 1933 ritornarono all'interno della chiesa arcipretale, murate alla destra dell'ingresso.