Il Lyceum Club Internazionale di Firenze è un'associazione culturale femminile fondata a Firenze nel 1908. Rappresenta il primo circolo femminile della città, istituito con lo scopo di favorire la crescita intellettuale, artistica e professionale delle donne.
Storia
Fondazione e primi anni (1908-1914) Il club nacque per iniziativa di un comitato promotore composto da esponenti dell'aristocrazia e dell'alta borghesia fiorentina dell'epoca. Al dibattito preparatorio per la redazione dello Statuto partecipò anche Constance Smedley, già fondatrice del primo Lyceum Club a Londra nel 1903. Nonostante le critiche sollevate in ambito cittadino verso un'istituzione interamente femminile, le fondatrici approvarono uno statuto (rimasto sostanzialmente in vigore fino agli anni '80) il cui primo articolo recitava «È costituito in Firenze un Circolo Femminile Italiano intitolato "Lyceum" coll’intento di incoraggiare la Donna agli studi o alle opere letterarie, artistiche, scientifiche e umanitarie, coltivando e favorendo l’attività femminile in ciascuno di questi campi intellettuali». Le socie erano divise nelle categorie di ordinarie, professioniste, equiparate alle professioniste o residenti fuori dal distretto postale di Firenze e afferivano a sette sezioni: Letteratura; Pittura, scultura e arte industriale; Rapporti internazionali; Musica; Scienza; Insegnamento; Filantropia e bene pubblico. Nei primi vent'anni l'inserimento delle donne nel mondo del lavoro fu un obiettivo di rilievo, sebbene declinato in chiave culturale e divulgativa rispetto al modello più strettamente professionale di Londra, per adattarsi al contesto socio-economico fiorentino. La prima sede fu stabilita in via Ricasoli, in locali dotati di sale riunioni, un fumoir, un servizio ristorante e alcune camere destinate al soggiorno delle forestiere.
La prima guerra mondiale e gli anni venti Durante la prima guerra mondiale il club sospese le attività ordinarie per dedicarsi all'assistenza bellica: i locali del club furono adibiti dalle socie alla realizzazione di attività benefiche a favore dei soldati al fronte. La sezione Filantropia (che in precedenza aveva collaborato alla raccolta di statuti delle istituzioni di beneficenza e alla fondazione di un Comitato per lo studio dell'emigrazione) e le altre sezioni si occuparono della raccolta e del rammendo di abiti, nonché dell'invio di pacchi contenenti generi di cura personale, libri e riviste per i militari. Con la fine del conflitto le attività ripresero, ma la guerra segnò un ridimensionamento degli obiettivi di emancipazione professionale. Dalla metà degli anni venti si registrò il completo abbandono delle attività di promozione professionale da parte di tutte le sezioni. La sezione Insegnamento dismise le rivendicazioni a favore delle dipendenti statali, dedicandosi a corsi di lingua e incontri pomeridiani per i figli delle socie, mentre la sezione Filantropia limitò il proprio raggio d'azione alla distribuzione di beni di prima necessità.
Il ventennio fascista e le leggi razziali Nonostante il carattere apolitico del sodalizio, il regime fascista ne influenzò l'indirizzo. La sezione Agraria, fondata nel 1920, ottenne forte impulso grazie alla convergenza con la politica rurale del regime. La sezione Letteratura, guidata in quegli anni da Jolanda De Blasi, orientò la programmazione culturale verso tematiche nazionaliste e relatori vicini alle posizioni governative. Nel 1938, a seguito dell'emanazione delle leggi razziali, il club allontanò le socie di origine ebraica, alcune delle quali presenti fin dalla fondazione. Durante la crisi degli anni trenta e la seconda guerra mondiale rimase attivo il Laboratorio per i poveri.
Dal secondo dopoguerra al trasferimento di sede Nel 1945 si concluse la trentennale presidenza di Beatrice Pandolfini, alla quale succedette Ludovica Niccolini di Camugliano. Nel quindicennio successivo l'associazione modificò la propria struttura per adattarsi alle nuove esigenze delle socie: la sezione Insegnamento fu soppressa nel 1945, altre sezioni scomparsero e lo storico legame con le istanze di inizio secolo si indebolì. Nel 1949 il club abbandonò la sede di via Ricasoli per trasferirsi in via dei Servi e, dal 1953, in via degli Alfani, subendo una progressiva riduzione degli spazi disponibili.
Attività culturale Fino ai primi anni venti il Lyceum promosse attivamente la produzione artistica e intellettuale attraverso concorsi per artiste, bandi per la premiazione di novelle, romanzi e illustrazioni, l'organizzazione di esposizioni-vendita di manufatti e la pubblicazione di annunci di lavoro sulle pagine del proprio Bollettino ufficiale. La sezione Insegnamento si distinse, fino alla prima guerra mondiale, per campagne di studio e di promozione dei diritti delle insegnanti e delle dipendenti statali. I locali del club divennero un punto di riferimento per la cultura nazionale e internazionale, ospitando conferenze e concerti.
Note
Categoria:Associazioni femminili