Fu attivo durante le guerre rivoluzionarie francesi e le guerre napoleoniche. Il suo nome è inciso sul lato ovest dell'Arco di Trionfo di Parigi.

Biografia I primi anni e l'inizio della carriera militare Pelet nacque il 15 luglio 1777 a Tolosa, e studiò al Collegio di Scienze ed Arti della sua città. Dopo il diploma, entrò nell'esercito a 22 anni. Nel 1800, venne nominato sergente nel battaglione dell'Alta Garonna e venne poi assegnato come geniere all'Armata d'Italia. Promosso sottotenente nel 1801, lavorò come geniere topografico per i quattro anni successivi. Durante questo periodo si portò con il maresciallo Jean-Baptiste Jourdan a compiere un sopralluogo in Tirolo. Nel 1805, il maresciallo Andrea Massena richiese i suoi servigi nel suo staff e lo nominò suo aiutante di campo in quello stesso mese..

Il primo impero 1805–1811 Pelet combatté nella battaglia di Caldiero del 28–30 ottobre 1805 dove venne colpito da una palla di moschetto alla testa. Si riprese poco dopo e tornò nello staff del maresciallo Massena per l'invasione di Napoli del 1806, azione dopo la quale venne promosso al rango di capitano. Sempre al seguito di Massena si portò in Polonia nel 1807 ma non venne coinvolto in alcuno scontro. Venne ferito nel brutale scontro della battaglia di Ebelsberg del 3 maggio 1809. Nel bagno di sangue dello scontro perirono uomini , furono i feriti e 800 i prigionieri francesi. Gli austriaci persero uomini, feriti e furono i prigionieri.. Pelet venne elevato al rango di maggiore dodici giorni dopo Ebelsberg. Combatté nella battaglia di Aspern-Essling del 21–22 maggio 1809. Occupò le Isole Windmill il 2 luglio, combatté nella battaglia di Wagram del 5-6 luglio e poi nella battaglia di Znaim il 10-11 luglio..

Dopo diversi mesi di calma, Napoleone nominò Massena al ruolo di comandante dell'Armata del Portogallo a metà aprile del 1810 e lo incaricò di spazzare l'esercito inglese dal Portogallo. L'esercito affidatogli comprendeva il II, il VI e l'VIII corpo d'armata. Massena tentò di declinare l'offerta, adducendo il fatto che il maresciallo Michel Ney ed il generale Jean-Andoche Junot gli fossero ostili, ma ad ogni modo l'imperatore insistette. . Pelet prese parte ai negoziati che posero fine all'assedio di Almeida.. Combatté nella battaglia del Buçaco del 27 settembre 1810.. Il 12 ottobre Charles Escorches de Sainte-Croix, già aiutante di campo di Massena, venne ucciso da una palla di cannone inglese, improvvisamente favorendo lo sviluppo della carriera di Pelet. Mentre l'Armata del Portogallo era in ritirata, il 23 marzo 1811, Pelet ottenne l'ordine di tornare a Parigi per fare rapporto sull'andamento della campagna..

Arrivando a Parigi, Pelet insistette per vedere Napoleone, il quale però a dispetto di quanto lui stesso aveva previsto, gli espose tutta la propria delusione per il fallimento della campagna di Portogallo. Pelet non mancò di difendere sé stesso e l'operato di Massena. Napoleone convocò nuovamente Pelet per il giorno dopo consegnandogli il testo di un bollettino da diffondere, non mancando di dar seguito ai suggerimenti proposti dallo stesso Pelet dato che in breve tempo l'Armata del Portogallo venne riorganizzata in sei divisioni indipendenti. Napoleone, promosse Pelet al grado di colonnello.. Altre fonti riportano la sua promozione al 12 ottobre 1812.

1812–1815 Prima dell'invasione francese della Russia nel 1812, il generale Jean Gabriel Marchand che aveva prestato servizio come capo dello staff dell'ala destra dell'esercito, chiese a Pelet di entrare nel suo staff. Marchand e Pelet avevano entrambi preso parte all'invasione del Portogallo. Pelet combatté nella battaglia di Smolensk ed in quella di Borodino. Dopo Borodino, venne assegnato alla guida del 48° reggimento di fanteria di linea, nella divisione del generale Étienne Pierre Sylvestre Ricard, nel III corpo d'armata del maresciallo Louis-Nicolas Davout; dopo Smolensk Ricard venne posto sotto il comando del maresciallo Ney. Nella battaglia di Krasnoi, la divisione di Ricard e la retroguardia di Ney si ritrovarono isolati dal grosso delle forze russe. I francesi tentarono di sfondare lo schieramento nemico, ma il 48° perse 550 soldati su 650 a disposizione, mentre Pelet rimase ferito ad un braccio, al piede destro ed alla gamba sinistra. In un incontro con Ney, Pelet consigliò il maresciallo di attraversare il fiume Dnieper ghiacciato. Ney riuscì così a fuggire con 900 sopravvissuti..

Pelet venne promosso generale di brigata il 12 aprile 1813. Nella campagna militare di quell'anno, Pelet dapprima servì sotto il VI corpo d'armata del maresciallo Auguste de Marmonte poi con la IV divisione del generale François Rouget.. Nella battaglia di Dresda del 26–27 agosto 1813, Pelet guidò la 2ª brigata della III divisione della guardia del generale Pierre Decouz nel I corpo d'armata del maresciallo Nicolas Oudinot. La brigata era composta da due battaglioni ciascuno, provenienti dal 9° e dal 10° reggimento volteggiatori.. La brigata di Pelet prese parte alla battaglia di Lipsia il 16-19 ottobre.. Il 25 gennaio 1814 quando l'esercito francese si assemblò a Châlons-sur-Marne, Pelet comandò una brigata nella divisione di Decouz nel corpo d'armata di Ney.. Dopo che Decouz rimase ucciso nella battaglia di Brienne il 29 gennaio, Pelet divenne de facto il comandante della divisione. Guidò i suoi uomini nella battaglia di La Rothière del 1° febbraio, nella battaglia di Champaubert del 10 febbraio e nella battaglia di Montmirail dell'11 febbraio. Venne riassegnato a guidare una brigata della divisione del generale Louis Friant dal 14 febbraio. A La Rothière la divisione contava uomini,. mentre a Champaubert ve ne furono .. Pelet combatté nelle battaglie di Vauchamps e Montereau a febbraio ed a Craonne, a Laon, a Reims ed a Arcis-sur-Aube nel mese di marzo.

Dopo l'abdicazione di Napoleone, Pelet ricevette il titolo di Cavaliere dell'Ordine di San Luigi con la Restaurazione e venne assegnato ai Cacciatori Reali. Ad ogni modo si schierò con Napoleone durante i Cento Giorni e divenne comandante del 2° cacciatori a piedi, un'unità composta da uomini nella divisione di Charles Antoine Morand. La guardia di Pelet combatté nella battaglia di Ligny del 16 giugno 1815. Nella battaglia di Waterloo due giorni dopo, il reggimento di Pelet inizialmente venne posto in riserva, ma successivamente venne incaricato della difesa di Plancenoit dai prussiani. I prussiani riuscirono a battere la guardia francese e i corpi di Georges Mouton dal villaggio. Nel bel mezzo di questa crisi, Pelet e Morand attaccarono per riprendere possesso della posizione perduta, utilizzando l'attacco alla baionetta che mise panico tra i prussiani riuscendo a metterli in fuga.. Sul far della sera, i prussiani riconquistarono il villaggio casa per casa contro una disperata resistenza dei francesi.. Pelet con 250 cacciatori combatté fino allo stremo per poi riuscire a fuggire..

Gli ultimi anni

Pelet venne posto a mezza paga e rimase inattivo per tre anni, venendo poi nominato membro dello staff generale per mediazione del maresciallo Laurent de Gouvion-Saint-Cyr. Dal 1821 al 1830 rimase nuovamente inattivo. Durante questo periodo lavorò negli archivi del Dépôt de la guerre. Nel 1826 pubblicò Mémoires sur la guerre de 1809, en Allemagne. Nei due anni successivi, pubblicò 12 articoli sulla campagna del 1813 e scrisse nel 1827 un articolo critico sulla conduzione della campagna del Portogallo.. Nelle sue opere, si dimostrò critico nella scelta di Napoleone di nominare il principe Eugène de Beauharnais suo figlioccio al ruolo di comandante dell'Armata d'Italia nel 1809.

Dopo che i Borboni vennero detronizzati con la rivoluzione di luglio del 1830, Pelet venne promosso generale di divisione ed eletto all'assemblea di Francia. Nominato direttore del Dépôt de la guerre e della scuola di guerra dello staff militare, prese parte alla rivoluzione belga come parte del contingente francese nel 1832 e alla fine di quell'anno assunse il comando della II divisione di fanteria. Preferì ad ogni modo rimanere immerso nei suoi studi. Nel 1835 iniziò a pubblicare una serie di mappe dello staff general e nel contempo iniziò una monumentale opera in 11 volumi sulla storia della guerra di successione spagnola che impiegò quindici anni per terminare. Nel luglio del 1835 venne pesantemente ferito nel tentativo di assassinio di re Luigi Filippo di Francia perpetrato da Giuseppe Marco Fieschi con la sua macchina infernale.

Pelet divenne pari di Francia nel 1837. Divenne presidente della commissione per lo staff generale nel 1841, intrattenendo rapporti segreti con re Carlo Alberto di Savoia dopo la sua abdicazione nel 1849. Eletto all'Assemblea Legislativa nel 1850, quando Napoleone III prese il potere nel dicembre del 1851, Pelet divenne membro del senato e dell'Accademia delle Scienze. Fu consigliere di Napoleone III nell'ambito della guerra di Crimea, dimostrandosi sempre all'altezza dei compiti assegnatigli malgrado l'età ormai molto avanzata.

Morì a Parigi il 20 dicembre 1858.

Onorificenze

Araldica Stemma Descrizione BlasonaturaJean-Jacques Germain Pelet-ClozeauCavaliere dell'ImperoD'argent au chef de sable et à la bordure de gueulesJean-Jacques Germain Pelet-ClozeauConte e pari di FranciaD'argent au chef de sable et à la bordure de gueules

Note

Bibliografia

Altri progetti

Categoria:Generali francesi delle guerre napoleoniche Categoria:Persone iscritte sull'Arco di Trionfo a Parigi