Biografia Nato il 1º giugno 1893 in Alsazia-Lorena (all'epoca parte dell'Impero tedesco), Georges Blun sposò una collega giornalista. Durante la prima guerra mondiale lavorò sia per i servizi segreti britannici (MI5) sia per l'intelligence francese.

Nel 1920 fu espulso dalla Svizzera con l'accusa di svolgere "attività clandestine" e propaganda comunista; ciononostante, nel 1925 si avvicinò ai vertici del Partito Comunista dell'Unione Sovietica.. Tra il 1925 e il 1930 operò nella Repubblica di Weimar in qualità di corrispondente per diverse testate giornalistiche parigine, tra cui il Journal des débats.

Nel 1928, in seguito alla pubblicazione a Parigi di un articolo ritenuto tendenzioso sulla notte di Capodanno a Berlino, rassegnò le dimissioni dalla presidenza dell'Associazione della stampa estera. Dopo un lungo periodo trascorso a Berlino come giornalista, nel 1939 fece ritorno in Svizzera.

Nel corso della seconda guerra mondiale, Blun si unì alla resistenza contro la Germania nazista operando nell'ambito della rete spionistica dell'Orchestra Rossa. Con lo pseudonimo di "Long", fu a capo dell'omonimo gruppo con base in Svizzera, una delle tre articolazioni principali della rete d'informazione nota come Tre Rosse (), diretta da Sándor Radó.

Sebbene la sua attività di spionaggio fosse rivolta prevalentemente a favore dell'Unione Sovietica, Blun collaborò anche con i servizi di informazione statunitensi, britannici, francesi, svizzeri e polacchi; tale pluri-collaborazione rappresentava una prassi diffusa tra gli agenti operanti nella Svizzera neutrale dell'epoca. Sebbene la sua fedeltà sia stata descritta dallo storico Nigel West come rivolta in via prioritaria all'Internazionale Comunista e al GRU, altre valutazioni della CIA hanno definito l'orientamento ideologico del suo gruppo come sostanzialmente ambiguo.

Durante la sua attività clandestina entrò in contatto con figure rilevanti dell'opposizione anti-hitleriana, tra cui Hans Bernd Gisevius, alcuni cospiratori del complotto del 20 luglio e l'ex cancelliere tedesco Joseph Wirth. Per i comandi sovietici, la rete guidata da Blun costituiva la seconda fonte d'informazione più importante dopo quella di Rachel Dübendorfer.

Sopravvissuto al conflitto, nel dopoguerra Blun aderì, assieme a Otto John e ad altri esponenti, a un gruppo politico guidato da Josef Müller, sostenitore dell'unificazione di una Germania neutrale e con orientamento filosovietico. Proseguì la carriera giornalistica, l'11 maggio 1950 pubblicò su Le Monde un articolo relativo alla divisione della città di Berlino, venendo ampiamente citato nelle cronache dell'epoca sulla questione tedesca.

Morì nel 1999.

Opere L'Allemagne mise à nu, Parigi, La nouvelle Soc. d'Édition, 1927.

Note

Bibliografia

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