Gli esordi e la carriera nei Paesi Bassi Petrus van der Velden nacque a Rotterdam; i suoi genitori erano Jacoba van Essel e Joannes van der Velden, capo magazziniere. Petrus iniziò a prendere lezioni di disegno all’età di circa 13 anni e in seguito divenne apprendista litografo. Nel 1858 fondò a Rotterdam una tipografia litografica insieme al socio J. G. Zijderman.

I primi dipinti noti di van der Velden risalgono al 1864 circa; nel 1867 chiuse l’attività tipografica e iniziò a dedicarsi a tempo pieno alla pittura e alle esposizioni. Studiò presso le accademie di Rotterdam e Berlino. Nel 1868 si iscrisse all’Accademia d’Arte di Rotterdam (Willem de Kooning Academy). Dopo un soggiorno sull’isola di Marken (1871–73) visse a L’Aia o nei dintorni fino al 1888 e fece parte della Scuola dell’Aia per origini artistiche e stilistiche. Durante questo periodo dipinse principalmente scene di genere come Il funerale olandese (1872, collezione della Christchurch Art Gallery) e il Vecchio violoncellista (1887, L’Aia, Gemeentemus.); realizzò anche alcuni paesaggi, ad esempio Neve sulle dune di sabbia (1889–90, collezione del Museum of New Zealand Te Papa Tongarewa). La sua opera di questo periodo mostra una tensione tra naturalismo e realismo romantico nello stile di Jozef Israëls.

Il 3 agosto 1876, a Rotterdam, sposò Sophia Wilhelmina Eckhart, anch’essa di Rotterdam e sorella dello scultore David Eckhart. Dopo il matrimonio si trasferirono a Wassenaar, vicino all’Aia. Ebbero tre figli: Wilhelm, Gerard e Hendrika Alice.

Vita e carriera in Nuova Zelanda Non si sa esattamente perché Van der Velden sia emigrato in Nuova Zelanda nel 1890 con la moglie e i figli (una figlia e due figli), all’età di 53 anni, sappiamo però che fu aiutato da Gerrit van Asch, fondatore della Sumner School for the Deaf. Van der Velden arrivò a Christchurch, dove rimase fino al 1898.

Fu proprio negli anni Novanta dell’Ottocento che Van der Velden scoprì la Gola di Otira sulla West Coast, che gli fornì il soggetto di maggior successo e più duraturo della sua produzione. Il primo viaggio ebbe luogo tra gennaio e febbraio del 1891 e l’opera principale realizzata fu Cascata sull’Otira (nota anche come Torrente di montagna) (1891). Van der Velden considerò il paesaggio dell’Otira come un’occasione per evocare il sublime e cercò le occasioni giuste per raffigurarlo; come ricordò in seguito uno dei suoi allievi:

Cascata nell’Otira fu esposta in mostre organizzate da associazioni artistiche ad Auckland, Christchurch e Dunedin, riscuotendo un notevole successo di critica. Il dipinto fu acquistato dall’Otago Art Society per la collezione della Dunedin Public Art Gallery nel 1893 per la considerevole somma di 300 sterline. Van der Velden tornò nelle zone della gola dell’Otira e dell’Arthurs Pass nell’inverno del 1893, quando aggiunse il Mount Rolleston ai suoi soggetti dell’Otira. Sebbene van der Velden abbia compiuto solo due viaggi di studio a Otira, tornò più volte su questi soggetti, anche quando viveva a Wellington negli anni ’10 del Novecento. Esempi di queste opere successive includono Mount Rolleston, Otira Gorge, West Coast, New Zealand (circa 1911), oggi nella collezione del Museum of New Zealand Te Papa Tongarewa, e Otira Gorge (1912) nella collezione della Auckland Art Gallery.

Già nel 1894 van der Velden aveva iniziato ad accogliere allievi, tra cui Sydney Thompson, Robert Procter, Cecil Kelly, Elizabeth Kelly, Leonard Booth e Raymond McIntyre. Il suo metodo didattico poneva l’accento sull’acquisizione di una conoscenza approfondita del soggetto attraverso la realizzazione di un gran numero di disegni e studi.

Vita e carriera in Australia

Van der Velden e la sua famiglia salparono alla volta di Sydney nell’aprile del 1898. Si sa poco del periodo trascorso a Sydney, anche se un’opera dipinta a Christchurch, Disillusioned (nota anche come The sorrowful future), fu venduta alla Art Gallery of New South Wales per 400 sterline.

Sophia van der Velden morì in Australia il 1° maggio 1899. Van der Velden trascorse i primi tre mesi del 1901 presso il Carrington Hospital for Convalescents a Camden, alle porte di Sydney.

Ritorno in Nuova Zelanda e morte

A Sydney van der Velden conobbe la sua seconda moglie, Australia Wahlberg. Nel gennaio 1904 lui e Australia partirono per Wellington, in Nuova Zelanda: si sposarono a Wellington due settimane dopo il loro arrivo, il 4 febbraio. Il loro figlio Noel nacque il giorno di Natale del 1905, ma morì 26 giorni dopo.

Un secondo figlio, la figlia Melba (chiamata così in onore di Dame Nellie Melba, che il pittore ammirava molto), nacque a maggio 1909. Durante una visita ad Auckland, van der Velden contrasse una bronchite e morì per insufficienza cardiaca l’11 novembre 1913. Fu sepolto in una tomba senza nome nel cimitero di Waikaraka. Australia e Melba van der Velden tornarono a Sydney nel 1914.

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