Biografia Formazione, sacerdozio e anni di guerra Nato a Vienna il 17 gennaio 1910, Pfiffig frequentò il ginnasio e nel 1929 superò la maturità con lode.. La biografa Helga Hurnaus lo dice secondo di quattro figli di una famiglia poverissima: dopo il divorzio dei genitori la madre allevava i figli da sola, e il ragazzo, che pensava a una carriera di maestro di cappella o di storico dell'antichità, non aveva i mezzi per l'università; l'ingresso in un'abbazia gli aprì quella strada. Aveva iniziato a comporre già a scuola, e l'ordine gli fece seguire anche una formazione musicale.. Nello stesso 1929 vestì l'abito nell'abbazia premostratense di Geras, nella Bassa Austria, con il nome religioso di Ambrosius; emise la professione solenne il 15 agosto 1933 e, terminati gli studi di filosofia e teologia a Innsbruck, fu ordinato sacerdote nel 1934..
Secondo Luciana Aigner-Foresti, negli anni di ministero che seguirono la sua ostilità al nazionalsocialismo attirò l'attenzione delle autorità: la notte stessa dell'ingresso delle truppe tedesche in Austria, il 14 marzo 1938, lasciò il paese e riparò nei Paesi Bassi e poi in Belgio, dove la Chiesa cattolica gli procurò incarichi pastorali e di insegnamento. L'invasione tedesca del Belgio nel 1940 lo spinse a un secondo tentativo di fuga, finito con l'arresto e l'arruolamento forzato nella Wehrmacht (Hurnaus lo data al 1941): dopo un periodo come farmacista militare, fra il 1944 e il 1945 fu al fronte delle Ardenne. La ritirata lo portò attraverso la Prussia orientale e la Slesia fino ai dintorni di Vienna, che abbandonò all'arrivo dell'Armata Rossa, e infine in Baviera, dove rimase fino alla riapertura del confine austriaco nel 1948. Là, a Ratisbona, fu maestro del canto corale (Choralmagister) dei Regensburger Domspatzen, il coro di voci bianche del duomo..
Accuse di abusi su minori e condanna del 1958 Il periodo di Ratisbona e quello che seguì a Geras sono raccontati in modo diverso dalle fonti. Il giornalista Robert Werner riporta la cronaca scritta intorno al 1960 dall'allora maestro di cappella del duomo, Theobald Schrems, per la quale Pfiffig avrebbe avuto una condotta illecita verso un ragazzo di sedici anni e, resa nota la cosa nel maggio 1948, sarebbe scappato in fretta oltre il confine austriaco; lo stesso Werner precisa però che il vicario generale di Ratisbona Josef Franz lo destinò alla pastorale giovanile a Tirschenreuth, da maggio a dicembre 1948, e che solo in seguito l'abbazia lo richiamò a Geras, dove nell'agosto 1950 ricevette l'incarico di creare un convitto per ragazzi.. Il necrologio di Aigner-Foresti, che tace sul convitto e su tutto ciò che seguì, dice invece che al rientro del 1948 Pfiffig ebbe la direzione della biblioteca e mise in piedi un coro di ragazzi, sciolto dopo pochi anni.
Hurnaus scrive che i genitori di alcuni allievi del convitto accusarono Pfiffig di pedofilia e che l'ordine, per stroncare le voci prima che si diffondessero, nel 1957 chiuse il convitto e lo sollevò dall'incarico;. nel riassunto della tesi la stessa autrice colloca la chiusura nel 1958 e ne indica come causa alcuni casi di pederastia, mentre Werner dà il 1957 e la pressione degli abitanti del paese. Nel settembre 1958 un tribunale di Vienna condannò Pfiffig per il «reato di atti impudichi con persone dello stesso sesso» (Verbrechen der Unzucht mit Personen desselben Geschlechtes) a due mesi di carcere duro, con sospensione condizionale della pena per tre anni, e gli vietò di assumere incarichi di insegnamento e di occuparsi di educazione dei giovani..
Gli studi etruscologici e l'insegnamento Nel 1957 Pfiffig si trasferì a Vienna e si iscrisse alla facoltà di lettere dell'Università di Vienna in storia antica e archeologia classica (per Hurnaus: storia, archeologia e linguistica comparata); nel 1961 si addottorò con Artur Betz discutendo una tesi sui rapporti fra Roma e l'Etruria dal 311 al 44 a.C. Negli stessi anni imparò l'italiano, seguì a Perugia i corsi estivi di etruscologia per stranieri e scrisse un lavoro di diploma che l'Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici di Firenze pubblicò e che nel 1963 gli valse l'attestato di perfezionamento in etruscologia e antichità italiche dell'Università per stranieri di Perugia. Entrò nell'Istituto nel 1961 e nell'Accademia Etrusca di Cortona nel 1966. Della lingua etrusca si occupava, stando a Hurnaus, già negli anni del convitto; si presentava come assistente di Emil Vetter, insegnante di scuola secondaria a Vienna e linguista di fama. Sempre per Hurnaus, dopo il 1961 per alcuni problemi nel suo luogo di residenza viennese gli fu consigliato di lasciare la città, e Pfiffig si stabilì a Perugia.
Con l'appoggio di Massimo Pallottino, nel 1968 conseguì a Roma la libera docenza in etruscologia e antichità italiche; insegnò poi a Perugia, prima all'Università degli Studi e, dal 1969 al 1981, anche all'Università per stranieri, mentre Hurnaus inverte l'ordine delle due sedi e chiude l'incarico perugino nel 1976. Nello stesso 1968, a 58 anni, rientrò nell'abbazia di Geras, dove passò il resto della vita come bibliotecario e custode delle antichità (Custos Antiquitatum). La carriera accademica austriaca cominciò solo nel 1976, con un incarico di insegnamento (per Hurnaus sui monumenti linguistici etruschi); la nomina a professore onorario (Honorarprofessor) dell'Università di Vienna è del 1979 per Aigner-Foresti e del 1978 per Hurnaus. Tenne i corsi all'Institut für Alte Geschichte, Altertumskunde und Epigraphik fino ai 78 anni, finché la materia non passò a una docente abilitata: per Aigner-Foresti fu il primo a insegnare etruscologia e antichità italiche in Austria. La stessa studiosa, che seguì i suoi corsi perugini nelle estati dal 1974 al 1980, ricorda l'attenzione per gli allievi venuti dall'estero e le uscite sul terreno alla ricerca di tracce etrusche..
Nel 1977 divenne membro corrispondente del Deutsches Archäologisches Institut e nel 1985 membro dell'Accademia di Volterra. La Croce d'onore austriaca per la scienza e l'arte (Österreichisches Ehrenkreuz für Wissenschaft und Kunst) gli fu conferita nel 1984 secondo Aigner-Foresti, pochi mesi prima della morte secondo Hurnaus. Dal 1980, quando l'abate di Geras avviò i Geraser Hefte, vi collaborò come storico dell'abbazia. Morì a Geras l'11 dicembre 1998.
L'opera Il conto delle pubblicazioni cambia con chi lo fa: cinque monografie e un centinaio di articoli per Aigner-Foresti, 62 pubblicazioni e 14 fra libri e monografie, più molte recensioni, per Hurnaus, che indica come opere maggiori Die etruskische Sprache (1969) e Religio Etrusca (1975). Per Aigner-Foresti Pfiffig lavorò nel solco del metodo di Pallottino: rivendicava all'etruscologia lo statuto di disciplina a sé, e non di ramo secondario dell'archeologia o della filologia classica, e pretendeva dall'etruscologo la capacità di tenere insieme i problemi storici, linguistici e archeologici; le monografie toccano la religione etrusca, l'arte e la lingua, e gli studi storici, per esempio quello sulla romanizzazione dell'Etruria, passano al vaglio le fonti antiche. Hurnaus lo descrive come un seguace, fin dagli esordi, del metodo combinatorio nello studio dell'etrusco e colloca il meglio del suo lavoro nell'epigrafia. Aigner-Foresti ricorda infine il Pfiffig compositore, a cui riconosce un posto nella storia della musica per organo.
Opere
(4ª edizione invariata 1991, ISBN 3-534-06068-7) (ristampa VMA-Verlag, Wiesbaden 1998)
Note Note bibliografiche
Bibliografia
(tesi di dottorato)
Collegamenti esterni
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